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40° Ryder Cup: l’Europa travolge gli USA (16,5-11,5)

  28 Settembre 2014 News
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L’Europa ha vinto la 40ª Ryder Cup battendo seccamente per 16,5-11.5 la selezione degli Stati Uniti sul percorso del Gleneagles Hotel, ad Auchterarder in Scozia. La formazione guidata dall’irlandese Paul McGinley era la favorita alla vigilia e non si è smentita cogliendo il terzo successo consecutivo e l’ottavo nelle ultime dieci edizioni del trofeo. I continentali si sono costruiti un piccolo patrimonio di quattro punti terminando le due giornate di doppio in vantaggio per 10-6. Hanno esercitato una marcata supremazia nei foursome (6 vinti e due pareggiati), mentre gli statunitensi, guidati da Tom Watson, si sono espressi meglio nei fourball (quattro vinti, due persi e due pareggiati). Anche nei dodici singoli l’Europa ha offerto un parziale migliore (6,5-5,5). Nella giornata finale i punti pieni continentali sono stati firmati da Graeme McDowell (2/1 su Jordan Spieth), Rory McIlory (5/4 su Rickie Fowler), Martin Kaymer (4/2 su Bubba Watson), Sergio Garcia (1 up su Jim Furyk) e da Jamie Donaldson (4/3 su Keegan Bradley). Hanno pareggiato Justin Rose (E)-Hunter Mahan, Ian Poulter (E)-Webb Simpson e Victor Dubuisson (E)-Zach Johnson. Per gli statunitensi a segno Patrick Reed (1 up su Henrik Stenson), Phil Mickelson (3/1 su Stephen Gallacher), Matt Kuchar (4/3 su Thomas Bjorn) e Jimmy Walker (3/2 su Lee Westwood). Il primo punto di giornata è stato opera di Rory McIlroy, che ha dato una dimostrazione di forza, come si conviene a un numero uno del mondo. Ha messo al tappeto Rickie Fowler in appena sei buche, realizzando quattro birdie e un eagle per un 5 up praticamente irrecuperabile. Con un bogey alla 7 il nordirlandese ha dato un momento di respiro all’avversario, poi ha segnato altri due birdie che Fowler ha contrato, e ha chiuso definitivamente la partita con il terzo. In totale un “meno 8” su 14 buche giocate. (Parziale punteggio 11-6) Il secondo punto, portato da McDowell, è probabilmente stato il più pesante all’economia del torneo. Era il primo match della lista, uno di quelli in cui gli statunitensi contavano nell’ottica di una rimonta e dopo le prime cinque buche sembrava che avessero fatto i conti giusti con il 3 up maturato in favole di Jordan Spieth, che si è mantenuto fino alla buca 9. Però lo statunitense ha avuto due segnali inquietanti su quanto stava per accadere quando alle buche otto e nove McDowell gli impedito ulteriori vantaggi pareggiando i suoi due birdie. Poi il nordirlandese si è scatenato: ha vinto quattro buche di fila e alla 15 con un birdie si è portato sul 2 up, che ha mantenuto con autorità e anche con un gran putt alla buca 17. (Parziale 12-6). Il primo punto statunitense è  stato opera di Patrick Reed in un match combattutissimo con Henrik Stenson. Dopo vantaggi alterni la decisione è arrivata sull’ultima buca con il birdie dell’americano (Parziale 12-7). A quel punto il punteggio si è evoluto rapidamente per la conclusione quasi simultanea di quattro incontri al termine dei quali l’Europa si è trovata a mezzo punto dal pareggio e quindi, quanto meno, dal riportare il trofeo come detentrice. Phil Mickelson, che era stato messo in panchina nella seconda giornata da Tom Watson, è andato subito sotto con Stephen Gallacher, ha reagito con un 2 up a favore prima del giro di boa e poi ha subito il pareggio con due birdie dello scozzese. Con un cambio di marcia nel finale il mancino di San Diego ha messo insieme tre birdie per il portare il punteggio parziale sul 12-8. Non c’è stata storia tra Matt Kuchar e Thomas Bjorn, che ha retto solo quattro buche per poi arrendersi incondizionatamente allo statunitense (12-9). Poco dopo, imbucando un approccio alla buca 16, Martin Kaymer ha siglato il tredicesimo punto continentale dopo aver largamente dominato contro Bubba Watson e aver messo rapidamente il risultato al sicuro con un 4 up dopo otto buche (13-9). Justin Rose ha portato ancor più vicino alla meta il suo team conquistando un mezzo punto quasi di forza contro Hunter Mahan, che era partito come una furia con un 4 up dopo sei buche. L’inglese ha recuperato la parità infilando quattro birdie di fila dalla 8 alla 11, Mahan è tornato avanti alla 14, ma sull’ultima buca non ha potuto evitare di cedere un prezioso mezzo punto a Rose, autore di un birdie (13,5-9,5). E’ stato il gallese Jamie Donaldson a firmare il punto che ha sancito ufficialmente la vittoria. Non ha dato chances a Keegan Bradley e sul 4 up ha mancato il putt che avrebbe anticipato il successo alla buca 14, ma alla 15 ha stampato la palla in bandiera e Bradley l’ha alzata quasi a simboleggiare la resa americana (14,5-9,5). Gli altri incontri, a quel punto, sono stati utili solo per definire lo score finale, ma nessuna delle due fazioni ha mollato e tutti hanno proseguito con grande determinazione. Sergio Garcia è venuto a capo di un tenace Jim Furyk, mandando in scena nel finale un birdie e un eagle con cui ha ribaltato il punteggio in suo favore. Equilibrio tra Ian Poulter e Webb Simpson, poi vantaggio alla 17ª per l’americano e birdie del pari alla 18ª dell’inglese. Jimmy Walker non ha avuto problemi contro un Lee Westwood sotto tono e piuttosto falloso  nei momenti topici. Infine Victor Dubuisson ha concluso il suo match quando gli altri suoi compagni stavano già festeggiando da tempo. Ha pareggiato con Zach Johnson dopo un animato finale con fortune alterne. Tra i giocatori europei sono rimasti imbattuti Rose con 3 vittorie e due pari in cinque incontri per 4 punti, McDowell (tre vittorie su 3 match) per tre punti e Dubuisson (2 v, 1 p) per 2,5 punti. Tre punti per McIlroy (2 v, 2 p, 1 s), per Stenson (3v, 1 s) e per Donaldson (3 v, 1 s), che sono stati tra i più positivi come Garcia (2,5 punti con 2 v, 1 p, 1 s). Due punti  per Westwood (2 v, 2 s) e per Kaymer (1 v, 2 p, 1 s), uno per Poulter (2 p, 1 s), mezzo per Bjorn (1p, 2s)  e nessuno per Gallacher (2 s), che forse ha lasciato tutta l’adrenalina all’Open d’Italia dove praticamente tolse il posto a Francesco Molinari. Per gli statunitensi i migliori sono stati i due debuttanti Reed, 24 anni, con 3,5 punti (3v, 1 p), imbattuto su quattro match, e Spieth, 21 anni, con 2,5 punti (2 v, 1 p, 1 s) come Walker (1 v, 3 p, 1s). Quindi 2 punti per Mickelson (2 v, 1 s), 1,5 per Fowler (3 p, 2 s) e Mahan (1 v, 1 p, 2 s), uno per Bradley (1 v, 2 s), Furyk (1v, 3 s) e per Kuchar (1 v, 3 s). mezzo per Simpson (1 p, 1 s), e per Johnson (1 p, 2 s) e nessuno per Watson (3 s), di sicuro il più deludente. Il bilancio è ancora nettamente favorevole agli statunitensi i quali hanno riportato la Ryder Cup 26 volte (25 successi e un pari da detentori) contro le 14 dell’Europa (13 vittorie  e un pari da detentrice), ma i conti veri sono quelli che partono dal 1979, perché su quanto accaduto precedentemente grava l’enorme squilibrio in cui si sono svolti i match. La Gran Bretagna & Irlanda (18 vittorie USA, 3 successi GB&I e un pari con USA detentori), infatti, non era quasi mai stata in grado di tenere il confronto, ma dopo quella data, con l’ingresso in squadra dei giocatori del resto d’Europa, le cose sono cambiate. In questa seconda fase i continentali vantano undici vittorie (10 piene e un pari da detentori) contro sette degli avversari. I risultati Prima giornata Fourball: Justin Rose/Henrik Stenson (E) b Bubba Watson/Webb Simpson 5/4; Thomas Bjorn/Martin Kaymer (E) pari con Rickie Fowler/Jimmy Walker; Jordan Spieth/Patrick Reed b Stephen Gallacher/Ian Poulter (E) 5/4; Keegan Bradley/Phil Mickelson b Sergio Garcia/Rory McIlroy (E) 1 up Foursome: Jamie Donaldson/Lee Westwood (E) b Jim Furyk/Matt Kuchar 2 up; Justin Rose/Henrik Stenson (E) b Hunter Mahan/Zach Johnson 2/1; Rory McIlroy/Sergio Garcia (E) pari con Jimmy Walker/Rickie Fowler; Victor Dubuisson/Graeme McDowell (E) b Phil Mickelson/Keegan Bradley 3/2 Risultato parziale: Europa p. 5; Stati Uniti p. 3 Seconda giornata Fourball: Justin Rose/Henrik Stenson (E) b Bubba Watson/Matt Kuchar 3/2; Jim Furyk/Hunter Mahan b Jamie Donaldson/Lee Westwood (E) 4/3; Patrick Reed/Jordan Spieth b Thomas Bjorn/Martin Kaymer (E) 5/3; Rory McIlroy/Ian Poulter (E) pari con Jimmy Walker/Rickie Fowler Foursome: Jamie Donaldson/Lee Westwood (E) b Zach Johnson/Matt Kuchar 2/1; Rory McIlory/Sergio Garcia (E) b Jim Furyk/Hunter Mahan 3/2; Martin Kaymer/Justin Rose pari con Jordan Spieth/Patrick Reed; Victor Dubuisson/Graeme McDowell (E) b Jimmy Walker/Rickie Fowler 5/4 Risultato parziale: Europa p.10; Stati Uniti p. 6 Terza giornata: Rory McIlroy (E) b Rickie Fowler 5/4; Graeme McDowell (E) b Jordan Spieth 2/1; Patrick Reed b Henrik Stenson (E) 1 up; Phil Mickelson b Stephen Gallacher (E) 3/1;  Matt Kuchar b Thomas Bjorn (E) 4/3; Martin Kaymer (E) b Bubba Watson 4/2; Justin Rose (E) par con Hunter Mahan; Jamie Donaldson (E) b Keegan Bradley 4/3; Sergio Garcia (E) b Jim Furyk 1 up;  Ian Poulter (E) pari con Webb Simpson; Jimmy Walker b Lee Westwood (E) 3/2; Victor Dubuisson (E) pari con Zach Johnson Risultato finale: Europa b Stati Uniti 16,5-11,5

Seconda giornata – L’Europa ha allungato decisamente il passo nella  40ª Ryder Cup e affronterà i dodici incontri singoli finali in vantaggio per 10-6 sugli Stati Uniti. Sul percorso del Gleneagles Hotel, ad Auchterarder in Scozia, la formazione continentale in vantaggio per 5-3 al termine della prima giornata, ha visto ridursi di un punto il margine dopo i fourball (6,5-5,5) per un parziale di 2,5-1,5 favorevole  alla compagine guidata da Tom Watson, ma nei foursome la reazione del team dell’irlandese Paul McGinley non si è fatta attendere ed è stato un 3,5-0,5 probabilmente devastante per gli avversari. In sostanza si sono ripetuti gli stessi parziali dei primi due turni. La situazione è la medesima che si era verificata nel 2012 al Medinah Country Club di Chicago, nell’Illinois, dove però erano avanti gli USA con lo stesso punteggio, ma persero per 14,5-13,5 subendo una clamorosa rimonta. Naturalmente ora in casa europea si faranno i debiti scongiuri.

Nei fourball Justin Rose ed Henrik Stenson hanno ottenuto il terzo successo su altrettanti incontri superando per 3/2 Bubba Watson/Matt Kuchar. Gli americani hanno replicato con Jim Furyk/Hunter Mahan (4/3 su Lee Westwood/Jamie Donaldson) e con Patrick Reed/Jordan Spieth (5/3 su Thomas Bjorn/Martin Kaymer), mentre hanno chiuso in parità Rory McIlroy/Ian Poulter e Jimmy Walker/Rickie Fowler Nei foursome per l’Europa hanno vinto Jamie Donaldson/Lee Westwood (2/1 su Zach Johnson/Matt Kuchar), Victor Dubuisson/Graeme McDowell (5/4 su Jimmy Walker/Rickie Fowler), e Rory McIlroy/Sergio Garcia (3/2 su Jim Furyk/Hunter Mahan). Hanno pareggiato Martin Kaymer/Justin Rose e Jordan Spieth/Patrick Reed. Nei fourball Watson/Kuchar hanno sorpreso Rose/Stenson in partenza portandosi 2 up alla sesta buca, ma nelle successive due un birdie ciascuno degli europei ha         ristabilito la parità. Il duo continentale ha ripetuto la stessa sequenza alle buche 12 e 13, poi Rose con il settimo birdie personale ha chiuso il conto alla 16. “Ho giocato veramente bene – ha detto Rose – soprattutto sono riuscito a leggere nel modo giusto i green e ho avuto un bel feeling con il putter. Quando i colpi cominciano ad andare in buca prendi sempre più fiducia, Avevamo contro due grandi giocatori e sapevano che avremmo ottenuto il punto solo giocando al top”. Ha aggiunto Stenson: “Justin ha contribuito in maniera doppia rispetto a me. Ha fatto delle cose incredibili. Io gli ho dato il mio sostegno in un paio di occasioni, ma lui ha giocato a ottimi livelli in entrambi i giorni”. Non c’è stata partita tra Furyk/Mahan e Donaldson/Westwood. I primi sono andati subito avanti con Mahan e hanno fissato lo score con un altro birdie e un eagle dello stesso giocatore e con un birdie di Furyk, senza concedere neanche una buca agli avversari. Il 2 up maturato sulle prime tre buche in favore di Bjorn/Kaymer ha fatto pensare che i debuttati Spieth/Reed dovessero pagare la loro inesperienza, dopo l’eccellente esordio nella prima giornata (5/4 su Gallacher/Poulter). Invece hanno cambiato subito passo e, soprattutto con la spinta di Spieth, che ha portato quattro buche alla causa, sono passati 2 up alla 10ª e hanno messo definitivamente fuori causa i continentali con due birdie di Reed e con un altro di Spieth. Infine molte emozioni tra McIlroy/Poulter e Walker/Fowler. I primi hanno tenuto banco per nove buche (2 up), ma nelle successive quattro gli statunitensi hanno ribaltato la situazione con un birdie di Fowler e due di Walker. Alla 16 Poulter, con un birdie, ha ristabilito la parità che si è mantenuta anche dopo due tiratissime buche finali. I due americani hanno mantenuto l’imbattibilità come Rose/Stenson, ma con tre pareggi e poi l’hanno persa nel foursome contro Dubuisson, ancora una volta impeccabile, e McDowell, partiti a manetta con un 5 up in otto buche praticamente irrecuperabile. Walker/Fowler hanno conquistato la 11, ma persa la 13 si sono arresi alla successiva. Donaldson/Westwood hanno riscattato la sconfitta mattutina. Dopo aver rincorso Johnson/Kuchar nelle prime buche, hanno preso vantaggio alla sesta, sono stati raggiunti all’ottava, ma subito dopo hanno realizzato il 2 up che si è rivelato decisivo. McIlory/Garcia hanno viaggiato per quasi tutto il match sull’1 up maturato dopo tre buche e in chiusura hanno concretizzato con due birdie. Infine Spieth e Reed hanno costretto Kaymer/Rose a un continuo inseguimento in una gara che è stata caratterizzata da molti errori. Gli americani hanno un po’ ceduto nel finale e sull’ultima buca hanno subito il pareggio. Da rilevare che Tom Watson ha rinunciato, un po’ a sorpresa, all’utilizzo di Phil Mickelson e di Keegan Bradley e, visto il risultato, la decisione probabilmente gli causerà parecchie critiche. Nell’ultima giornata, come detto, si disputeranno dodici singoli. In caso di parità il trofeo resta all’Europa, detentrice. Il bilancio è nettamente favorevole agli statunitensi i quali hanno riportato la Ryder Cup 26 volte (25 successi e un pari da detentori) contro le 13 dell’Europa (12 vittorie  e un pari da detentrice), ma nelle ultime nove edizioni ci sono sette successi europei e due americani. Il torneo su SKY – La giornata finale della Ryder Cup sarà teletrasmessa in diretta e in esclusiva sulla TV satellitare Sky, che ha dedicato al torneo per tutta la settimana il canale 202, Sky Sport 2 HD, divenuto: “Sky Sport 2 Ryder Cup HD”. La diretta, che includerà anche la cerimonia di chiusura, andrà in onda dalle ore 12,30 alle ore 19. Al termine “Studio Ryder Cup”, della durata di trenta minuti, condotto da Francesca Piantanida, con la partecipazione di Costantino Rocca e di altri ospiti. La Ryder Cup è per la prima volta anche interattiva. Infatti, sintonizzandosi sul canale e premendo il tasto verde del telecomando, è possibile rivedere gli highlights 24 ore su 24.   Prima giornata – L’Europa è in vantaggio sugli Stati Uniti per 5-3 dopo la prima giornata della 40ª Ryder Cup, che si sta svolgendo percorso del Gleneagles Hotel, ad Auchterarder in Scozia. Si sono giocate due sessioni di doppio: gli americani, affidati a Tom Watson, sono partiti bene ottenendo un parziale di 2,5-1,5 nei fourball del mattino, ma nel pomeriggio c’è stata la decisa reazione dei continentali, diretti dall’irlandese Paul McGinley, con un 3,5-0,5 nei foursome. Nei fourball Justin Rose/Henrik Stenson hanno battuto Bubba Watson/Webb Simpson (5/4) dando l’unico punto pieno all’Europa, mentre gli yankee hanno prevalso con Jordan Spieth/Patrick Reed (5/4 su Ian Poulter/Stephen Gallacher) e con Keegan Bradley/Phil Mickelson (1 up su Sergio Garcia/Rory McIlroy). Pari tra Thomas Bjorn/Martin Kaymer (E) e Rickie Fowler/Jimmy Walker. Nei foursome tre successi degli uomini di McGinley con Jamie Donaldson/Lee Wetwood (2 up su Jim Furyk/Matt Kuchar), con Justin Rose/Henrik Stenson (2/1 su Hunter Mahan/Zach Johnson) e con Victor Dubuisson/Graeme McDowell (3/2 su Phil Mickleson/Keegan Bradley) e pari tra Rory McIlroy/Sergio Garcia e Jimmy Walker/Rickie Fowler. I capitani hanno fatto ruotare tutti e dodici i loro giocatori, entrambi concedendo due turni solo a due coppie. Nei fourball mattutini non c’è stata storia tra Rose/Stenson e Watson/Simpson. Tre birdie dell’inglese e due dello svedese hanno messo fuori gioco gli americani che non hanno conquistato neanche una buca. Bjorn/Kaymer, dopo un 3 up in quattro buche, hanno contenuto in un primo momento la reazione di Fowler/Walker, 1 down alla nona. Gli europei sono tornati sul 2 up con un birdie di Bjorn, ma nelle ultime tre buche due birdie di Walker hanno fatto parità. Spieth e Reed, al debutto in Ryder Cup, si sono comportati come veterani e sono letteralmente volati sulle prime 11 buche (6 up). Mai in partita Poulter e Gallacher, anche quest’ultimo al debutto, che hanno potuto solo accorciare le distanze con l’unica buca vinta (12ª). Il match più atteso è stato appannaggio di Mickelson e Bradley, che nelle ultime tre buche hanno ribaltato una situazione sfavorevole contro McIlroy/Garcia. Vantaggio europeo con un birdie dello spagnolo (4ª), poi 2 up per gli americani con un par e un birdie di Bradley e con un birdie di Mickelson dopo 10 buche. Reazione decisa dei loro avversari a cui sono bastati tre par per avvantaggiarsi, ma i due statunitensi si sono confermati ottima coppia e hanno raccolto il punto con un birdie ciascuno. Quanto mai solida, la coppia Rose/Stenson, unica a cogliere due successi di giornata, ha trovato perfetto affiatamento anche nel foursome e ha avuto ragione di Mahan/Furyk. Gli americani sono stati costretti sempre a rincorrere. Prima hanno recuperato da un 2 down, poi hanno riequilibrato un nuovo vantaggio europeo, ma nel finale si sono arresi, prima con un bogey e poi davanti a un birdie dei rivali. L’esperienza di Lee Westwood ha regalato tanta tranquillità a Donaldson, per la prima volta in Ryder Cup. Dopo una buca conquistata da Furyk/Kuchar i due continentali ha preso il sopravvento, sono passati 2 up alla 11, e hanno contenuto nel finale  il tentativo di recupero degli statunitensi, ritornando 2 up alla buca 18 dopo aver perso la 16. Il terzo debuttante europeo, Dubuisson, ha avuto il sostegno di McDowell, ma si è fatto indubbiamente valere. Con una partenza a gran ritmo il duo ha messo alle corde Mickelson/Bradley che non sono più riusciti a recuperare dal 3 down subito dopo cinque buche. Si sono avvicinati (1 down) alla nona, ma i due continentali hanno immediatamente riconquistato due buche e hanno inflitto alla coppia americana la prima sconfitta nel trofeo dopo quattro vittorie (le prime tre nel 2012 al Medinah Country Club di Chicago, nell’Illinois, dove gli USA persero per 14,5-13,5 subendo una rimonta clamorosa dal 10-6 in loro favore dopo i doppi). Quando sembrava che McIlroy/Garcia dovessero subire la seconda sconfitta giornaliera, classe e orgoglio hanno fatto il miracolo. Dopo un buon avvio sono andati in difficoltà contro Walker/Fowler che sono arrivati alla 16 sul 2 up. Sulle ultime due buche McIlroy e Garcia si sono ricordati di essere il numero uno e il numero tre del mondo e hanno ottenuto un mezzo punto prezioso. Sono rimasti imbattuti Walker/Fowler, ma al contrario di Rose/Stenson hanno ottenuto due pareggi. La seconda giornata inizierà nuovamente con quattro fourball. Questi i match: Rose/Stenson-Watson/Kuchar; Donaldson/Westwood-Furyk/Mahan; Bjorn/Kaymer-Reed/Spieth; McIlroy/Poulter-Walker/Fowler.  Si proseguirà nel pomeriggio con quattro foursome, poi domenica la gara si concluderà con i dodici singoli. I punti in palio sono 28 e in caso di parità il trofeo resta all’Europa detentrice. Il torneo su SKY – La Ryder Cup viene teletrasmessa in diretta e in esclusiva sulla TV satellitare Sky, che dedica al torneo il canale 202, Sky Sport 2 HD, divenuto: “Sky Sport 2 Ryder Cup HD”. Queste le dirette: sabato 27 settembre, seconda giornata, dalle ore 8,30 alle ore 19,30; domenica 28, terza giornata e cerimonia di chiusura dalle ore 12,30 alle ore 19. Commento di Silvio Grappasonni, Nicola Pomponi, Massimo Scarpa e di Roberto Zappa. Al termine di ogni diretta “Studio Ryder Cup”, della durata di trenta minuti, condotto da Francesca Piantanida, con la partecipazione di Costantino Rocca e di numerosi ospiti. La Ryder Cup è per la prima volta anche interattiva. Infatti, sintonizzandosi sul canale e premendo il tasto verde del telecomando, è possibile rivedere gli highlights 24 ore su 24.   Cerimonia d’apertura – La cerimonia d’apertura è stato il primo atto ufficiale della 40° Ryder Cup, la sfida tra le selezioni dell’Europa e degli Stati Uniti, che inizia domani, venerdì 26 settembre, sul percorso del Gleneagles Hotel, ad Auchterarder in Scozia. Si comincerà con quattro incontri di fourball al mattino e quattro di foursome nel pomeriggio, con stesso programma per sabato 27 e gran finale domenica 28 con i dodici singoli. I punti in palio sono 28 e in caso di parità il trofeo resta all’Europa detentrice. I dodici giocatori che difenderanno i colori continentali sono i nordirlandesi Rory McIlroy, numero uno mondiale, e Graeme McDowell, lo svedese Henrik Stenson, ill francese Victor Dubuisson, il gallese Jamie Donaldson, lo spagnolo Sergio Garcia, l’inglese Justin Rose, il tedesco Martin Kaymer e il danese Thomas Bjorn, che hanno acquisito il posto di diritto attraverso le due apposite classifiche, e gli inglesi Ian Poulter e Lee Westwood e lo scozzese Stephen Gallacher, che hanno beneficiato delle tre wild card a disposizione del capitano, l’irlandese Paul McGinley. Questi avrà nello staff cinque vice capitani: gli irlandesi Des Smyth e Padraig Harrington, gli spagnoli José Maria Olazabal e Miguel Angel Jimenez e lo scozzese Sam Torrance. La formazione degli Stati Uniti, affidata a Tom Watson, è composta da Bubba Watson, Rickie Fowler, Jim Furyk, Jimmy Walker, Phil Mickelson, Matt Kuchar, Jordan Spieth, Patrick Reed, Zach Johnson, Keegan Bradley, Hunter Mahan e da Webb Simpson, gli ultimi tre gratificati dalle wild card. Al fianco di Watson i vice capitani Raymond Floyd, Andy North e Steve Stricker. Al termine della cerimonia d’apertura – nella quale è stato più volte rivolto l’invito al pubblico e agli stessi giocatori a mantenere un atteggiamento corretto, evitando alcuni episodi accaduti sul campo in passato e anche a non eccedere nel tifo – sono stati annunciati dai capitani i nomi delle prime quattro coppie che scenderanno in campo e ne sono derivati, per i fourball, questi accoppiamenti: Rose/Stenson (E)-Watson/Simpson; Bjorn/Kaymer (E)-Fowler/Walker; Gallacher/Poulter (E)-Spieth/Reed; Garcia/McIlroy (E)-Bradley/Mickelson. Inutile dire che il match più seguito sarà sicuramente il quarto, tra la coppia europea con i numeri uno e tre del Wolrd Ranking e con quella statunitense già collaudata e ottima sotto ogni aspetto nel precedente match al Medinah Country Club di Chicago, nell’Illinois (3 vittorie su altrettanti match), dove però gli statunitensi furono sconfitti (14,5-13,5) subendo una clamorosa rimonta nei singoli, che affrontarono in vantaggio di 10-6, da parte degli uomini guidati nell’occasione dello spagnolo José Maria Olazabal  e dove McGinley era uno dei vice capitani e un altro era Thomas Bjorn, che ora sarà in campo. Nelle scelte dei capitani da rilevare quella di McGinley di far giocare subito Gallacher, uno dei suoi tre debuttanti, lasciando a riposo gli altri due e la decisione di Watson, che invece due debuttanti, Reed e Spieth, peraltro molto giovani, rispettivamente 24 e 21 anni, li manderà in campo insieme e il terzo, Walker, lo affiancherà a Fowler. Analizzando le due formazioni, l’Europa ha i suoi giocatori tra i primi 44 nel world ranking, mentre quelli statunitensi sono tra i primi 33, ma in compenso McGinley più contare sui numero 1 (MacIlroly), 3 (Garcia), 5 (Stenson) e 6 (Rose) al contrario di Watson che dispone nei numeri 4 (Furyk), 7 (Bubba Watson), 9 (Kuchar) e Fowler (10). Poi però la graduatoria, come media, premia di più gli americani dando ragione a McGinley quando afferma che, a conti fatti, anche se il suo team è il favorito della vigilia forse i suoi avversari stanno un po’ meglio. Comunque sono solo discorsi aleatori, perché poi conterà soprattutto la condizione di forma e la capacità di fare gruppo. Quanto all’età i continentali sono più avanti con una media di 35,1 anni contro i 32,6 degli yankee, che però schiereranno i due giocatori più “anziani”, Furyk e Mickelson, entrambi 44enni, ma anche dall’altro lato ci daranno due over 40, Biorn (43 anni) e Westwood (41). Quanto a presenze Mickelson, alla 10ª partecipazione, Furyk e  Westwood, alla 9ª, sono ben avanti rispetto a tutti. Degli altri americani è alla quarta Zach Johnson, sono alla terza Kuchar, Mahan e Watson, alla seconda Bradley, Fowler e Simpson e debuttano, come detto, Spieth, Walker e Reed. Tra gli europei Garcia è alla 7ª, quindi seguono Poulter (5ª), McDowell (4ª),  Kaymer, McIlroy, Rose, Bjorn e Stenson (3ª). Debuttanti: Donalson, Dubuisson e Gallacher. Il bilancio è nettamente favorevole agli statunitensi i quali hanno riportato la Ryder Cup 26 volte (25 successi e un pari da detentori) contro le 13 dell’Europa (12 vittorie  e un pari da detentrice), ma i conti veri sono quelli che partono dal 1979, perché su quanto accaduto precedentemente grava l’enorme squilibrio in cui si sono svolti i match. La Gran Bretagna & Irlanda (18 vittorie USA, 3 successi GB&I e un pari con USA detentori)., infatti, non era quasi mai stata in grado di tenere il confronto, ma dopo quella data, con l’ingresso in squadra dei giocatori del resto d’Europa, le cose sono cambiate. In questa seconda fase i continentali vantano dieci vittorie (9 piene e un pari da detentori) contro sette degli avversari. Se poi stringiamo il bilancio alle ultime nove edizioni ci sono sette successi europei e due americani. Il torneo su SKY – La Ryder Cup verrà teletrasmessa in diretta e in esclusiva sulla TV satellitare Sky, che fino a domenica 28 settembre dedica al torneo il canale 202, Sky Sport 2 HD, divenuto: “Sky Sport 2 Ryder Cup HD”. Queste le dirette: venerdì 26 settembre, prima giornata, dalle ore 8,30 alle ore 19,30 (anche su Sky Sport 1 e 1 HD); sabato 27, seconda giornata, dalle ore 8,30 alle ore 19,30; domenica 28, terza giornata e cerimonia di chiusura dalle ore 12,30 alle ore 19. Commento di Silvio Grappasonni, Nicola Pomponi, Massimo Scarpa e di Roberto Zappa. Al termine di ogni diretta “Studio Ryder Cup”, della durata di trenta minuti, condotto da Francesca Piantanida, con la partecipazione di Costantino Rocca e di numerosi ospiti. La Ryder Cup sarà per la prima volta anche interattiva. Infatti, sintonizzandosi sul canale e premendo il tasto verde del telecomando, sarà possibile durante la sfida rivedere gli highlights 24 ore su 24. La vigilia – La 40ª Ryder Cup è alle porte e le compagini di Europa e Stati Uniti stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli prima di affrontarsi, da venerdì 26 settembre e domenica 28, sul percorso del Gleneagles Hotel, ad Auchterarder in Scozia. I giocatori continentali, diretti dall’irlandese Paul McGinley, arrivano da due vittorie e sono quanto mai determinati a cogliere la terza consecutiva, che diventerebbe l’ottava negli ultimi dieci incontri, ma sull’altro versante gli americani, affidati a Tom Watson, hanno sete di rivincita e anche la necessità di interrompere una serie così negativa. Le previsioni della vigilia però non sono a stelle e strisce. Ha detto McGinley: “Siamo leggermente favoriti nelle considerazioni generali, ma lo siamo già stati in altre occasioni. Quanto si dice prima dell’incontro, tuttavia, conta poco, anche se ritengo che i nostri giocatori meritino tale fiducia. Tutto, però, dipenderà da noi. Non abbiamo avere timori, ma credere nelle nostre possibilità e nel lavoro, piuttosto duro, che abbiamo eseguito. Ho comunque esaminato le due compagini e, a guardare il ranking mondiale, gli americani stanno un po’ meglio di noi, quindi non dobbiamo assolutamente pensare ad avversari deboli. Credo che le differenze siano minime e questo renderà la competizione sicuramente difficile per tutte e due le contendenti e molto equilibrata”. Watson, invece, ha demandato la parola al campo: “Da venerdì vedremo quale sarà la formazione che giocherà meglio. So di certo che la mia squadra è assolutamente determinata a portarsi a casa il trofeo”. In Ryder Cup tutto è lecito per arrivare al successo, anche piccole scortesie, come ad esempio il tifo esagerato, a volte persino antisportivo, e qualche eccesso nel festeggiare un punto, compreso un po’ di ostruzionismo, tutto il contrario insomma di quanto accade normalmente. Fuori dal campo i capitani cercano soluzioni per tenere alto il morale e l’ultima l’ha proposta McGinley, che ha chiesto a un mito del calcio, Sir Alex Ferguson, ex manager del Manchester United che ha condotto a ben 38 trofei tra il 1986 e il 2013, di fare da motivatore della compagine continentale. Qualche discorsetto, insomma, nulla di più, ma che ha lasciato il segno. Rory McIlroy, tifoso dei Red Devils, è stato letteralmente rapito da Sir Alex: “E’ un uomo particolare  – ha detto – dispensa ispirazione, ha un sacco di autorità e tutti lo ascoltano. In qualche momento ho pensato di trovarmi nello spogliatoio, quando doveva spronare i suoi per qualche traguardo importante. Fino ad ora è stato il mio momento clou della settimana. Non è la prima volta che un grande personaggio viene chiamato a parlare con una squadra alla vigilia della Ryder Cup. Mi ricordo la video conferenza con Severiano Ballesteros al Celtic Manor nel 2010. Sono piccoli dettagli, magari, ma aiutano”. Nel 2012 gli statunitensi erano ricorsi a Michael Jordan, che per la verità non si rivelò efficace. Infatti la sconfitta patita in casa, al Medinah CC in Illinois, fu clamorosa (14,5-13,5), perché arrivata dopo i singoli che gli americani avevano affrontato in vantaggio di 10-6. Watson avrà a disposizione Bubba Watson, Rickie Fowler, Jim Furyk, Jimmy Walker, Phil Mickelson, Matt Kuchar, Jordan Spieth, Patrick Reed, Zach Johnson, Keegan Bradley, Hunter Mahan e a Webb Simpson, gli ultimi tre gratificati dalle wild card. Al fianco di Watson i vice capitani Raymond Floyd, Andy North e Steve Stricker. McGinley guiderà i nordirlandesi Rory McIlroy, numero uno mondiale, e Graeme McDowell, lo svedese Henrik Stenson, il francese Victor Dubuisson, il gallese Jamie Donaldson, lo spagnolo Sergio Garcia, l’inglese Justin Rose, il tedesco Martin Kaymer e il danese Thomas Bjorn ai quali ha affiancato, con le wild car a sua disposizione, gli inglesi Ian Poulter e Lee Westwood e lo scozzese Stephen Gallacher. Cinque i vice capitani: gli irlandesi Des Smyth e Padraig Harrington, gli spagnoli José Maria Olazabal e Miguel Angel Jimenez e lo scozzese Sam Torrance. Sei i debuttanti: Spieth, Walker e Reed in casa americana, Donaldson, Dubuisson e Gallacher in quella europea. In campo non vi saranno giocatori italiani, che erano stati tra i protagonisti nelle due precedenti edizioni del 2010 (Francesco ed Edoardo Molinari) e del 2012 (solo Francesco). McGinley, che deve gestire da par suo la poca armonia che regna tra McIlroy e McDowell, in lite per una causa dopo essere stati grandissimi amici, ha iniziato la sua opera dal minimo indispensabile, ossia dichiarando che non lo farà giocare insieme. L’irlandese, 46enne di Dublino, affronta per la sesta volta la Ryder Cup da imbattuto. Infatti ha vinto le tre a cui ha partecipano da giocatore (2002, 2004, 2006) e le due da vice capitano (2010, 2012). Stesso ruolino di marcia anche per il 63enne Watson, che si è imposto nell’unica occasione in cui è stato capitano (1993) e che ne ha vinte tre su quattro da giocatore (1977, 1981, 1983). Nella quarta circostanza (1989) il match finì in parità, e quindi Watson tecnicamente non fu sconfitto, ma il trofeo se lo portarono via gli europei che erano i detentori. Questa volta, dunque, uno dei due perderà l’imbattibilità, mentre in caso di pareggio il capitano americano tornerebbe indietro ancora a mani vuote. Il bilancio è nettamente favorevole agli statunitensi i quali hanno riportato la Ryder Cup 26 volte (25 successi e un pari da detentori) contro le 13 dell’Europa (12 vittorie  e un pari da detentrice), ma nelle ultime nove edizioni ci sono sette successi europei e due americani. Il torneo si disputerà con la consueta formula che prevede quattro incontri di foursomes e altrettanti di fourballs nelle prime due giornate e dodici singoli nella terza. In palio 28 punti Il torneo su SKY – La Ryder Cup verrà teletrasmessa in diretta e in esclusiva sulla TV satellitare Sky, che fino a domenica 28 settembre dedica al torneo il canale 202, Sky Sport 2 HD, divenuto: “Sky Sport 2 Ryder Cup HD”. Nel corso della settimana verranno riproposte le edizioni 2006, 2008, 2010 e 2012, i film ufficiali delle medesime edizioni, e andranno in onda “Magazine Ryder Cup” e “Ryder Cup News” con le ultime notizie relative all’evento. La Ryder Cup sarà per la prima volta anche interattiva. Infatti, sintonizzandosi sul canale e premendo il tasto verde del telecomando, sarà possibile durante la sfida rivedere gli highlights 24 ore su 24. Queste le dirette: giovedì 25 settembre, alle ore 17, cerimonia d’apertura; venerdì 26, prima giornata, dalle ore 8,30 alle ore 19,30; sabato 27, seconda giornata, dalle ore 8,30 alle ore 19,30; domenica 28, terza giornata e cerimonia di chiusura dalle ore 12,30 alle ore 19. Commento di Silvio Grappasonni, Nicola Pomponi, Massimo Scarpa e di Roberto Zappa. Al termine di ogni diretta “Studio Ryder Cup”, della durata di trenta minuti, condotto da Francesca Piantanida, con la partecipazione di Costantino Rocca e di numerosi ospiti.   Anteprima – E’ già febbre da Ryder Cup anche se manca ancora qualche giorno all’inizio della 40ª sfida tra la selezione dell’Europa e quella degli Stati Uniti, che avrà luogo sul percorso del Gleneagles Hotel, ad Auchterarder in Scozia da venerdì 26 settembre a domenica 28. E’ uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo in assoluto, secondo solamente ai mondiali di calcio, alle Olimpaidi e al Superbowl, dove gli spettatori, e qualche volta anche i giocatori, dimenticano i canoni classici di una gara di golf per lasciarsi andare a tifo e manifestazioni di giubilo di parecchio fuori dalle righe.  La squadra europea sarà formata dai nordirlandesi Rory McIlroy, numero uno mondiale, e Graeme McDowell, dallo svedese Henrik Stenson, dal francese Victor Dubuisson, dal gallese Jamie Donaldson, dallo spagnolo Sergio Garcia, dall’inglese Justin Rose, dal tedesco Martin Kaymer e dal danese Thomas Bjorn, che hanno acquisito il posto di diritto attraverso le due apposite classifiche, e dagli inglesi Ian Poulter e Lee Westwood e dallo scozzese Stephen Gallacher, che hanno beneficiato delle tre wild card a disposizione del capitano, l’irlandese Paul McGinley. Dopo due edizioni non vi saranno giocatori azzurri, i quali erano stati tra i protagonisti dei successi nel 2010 (Francesco ed Edoardo Molinari) e del 2012 (solo Francesco). McGinley avrà il supporto di cinque vice capitani: gli irlandesi Des Smyth e Padraig Harrington, gli spagnoli José Maria Olazabal e Miguel Angel Jimenez e lo scozzese Sam Torrance. La formazione degli Stati Uniti, affidata a Tom Watson, schiererà Bubba Watson, Rickie Fowler, Jim Furyk, Jimmy Walker, Phil Mickelson, Matt Kuchar, Jordan Spieth, Patrick Reed, Zach Johnson, Keegan Bradley, Hunter Mahan e a Webb Simpson, gli ultimi tre gratificati dalle wild card. Al fianco di Watson i vice capitani Raymond Floyd, Andy North e Steve Stricker. Il bilancio è nettamente favorevole agli statunitensi i quali hanno riportato la Ryder Cup 26 volte (25 successi e un pari da detentori) contro le 13 dell’Europa (12 vittorie  e un pari da detentrice), ma i conti veri sono quelli che partono dal 1979, perché su quanto accaduto precedentemente grava l’enorme squilibrio in cui si sono svolti i match. La Gran Bretagna & Irlanda (18 vittorie USA, 3 successi GB&I e un pari con USA detentori)., infatti, non era quasi mai stata in grado di tenere il confronto, ma dopo quella data, con l’ingresso in squadra dei giocatori del resto d’Europa le cose sono cambiate. In questa seconda fase i continentali vantano dieci vittorie (9 piene e un pari da detentori) contro sette degli avversari. Se poi stringiamo il bilancio alle ultime nove edizioni ci sono sette successi europei e due americani. Brucia particolarmente agli Stati Uniti la sconfitta patita nell’ultima edizione del 2012 al Medinah Country Club di Chicago, nell’Illinois, dove subirono una clamorosa rimonta nei singoli, che affrontarono in vantaggio di 10-6, da parte degli uomini guidati nell’occasione dello spagnolo José Maria Olazabal  e dove McGinley era uno dei vice capitani e un altro era Thomas Bjorn, che orw sarà in campo. Questa volta in casa yankee, dopo quella batosta soprattutto morale, perché il punteggio fu di 14.5-13,5, come era accaduto nel 2010 al Celtic Manor Resort di Newport in Galles, sono molto prudenti. Avevano parlato di rivincita fino alla nausea prima dello scontro del Medinah e quanto meno hanno appreso la lezione. Anzi Paul Azinger, capitano vittorioso nel 2008, ha esortato gli americani quasi a ‘giocarsi’ il ruolo di sfavoriti perché, a suo dire, “in Ryder Cup spesso sono proprio coloro che hanno contro il pronostico a prevalere”. In realtà gli europei hanno il vantaggio notevole di giocare in casa, che nell’immaginario collettivo corrisponde a un 1-0 di partenza, e un gruppo che mediamente appare più in condizione degli avversari, e inoltre gli americani non avranno Tiger Woods, naturalmente parliamo di quello di qualche tempo addietro, perché l’attuale non sarebbe stato di nessuna utilità. Sapere di avere in squadra il giocatore più forte di tutti fa sempre molta fiducia e questa volta il numero uno al mondo è sull’altro versante. Insomma tutto sembra andare contro Watson e i suoi, ma è bene che i loro avversari non si facciano illusioni. Tre i debuttanti in ciascun team: Victor Dubuisson, Jamie Donaldson e Stephen Gallacher da questa parte dell’Oceano, Jordan Spieth, Jimmy Walker e  Patrick Reed dall’altra. Analizzando le ultime prestazioni anche in questo caso vien da dire Europa, perché il trio americano si è perso nell’ultima fase della stagione in FedEx Cup, mentre Donaldson e Dubuisson sono stati sicuramente più affidabili, così come Gallacher, che all’Open d’Italia ha soffiato la wild card in extremis a Francesco Molinari. Poi però tanta adrenalina ha prodotto un taglio la settimana scorsa nel Wales Open, che però è sembrato soprattutto un incidente di percorso. Il torneo si disputerà con la consueta formula che prevede quattro incontri di foursomes e altrettanti di fourballs nelle prime due giornate e dodici singoli nella terza. In palio 28 punti. In caso di parità il trofeo rimane ai detentori. Il torneo su SKY – La Ryder Cup verrà teletrasmessa in diretta e in esclusiva sulla TV satellitare Sky, che da oggi fino a domenica 28 settembre dedica al torneo il canale 202, Sky Sport 2 HD, divenuto: “Sky Sport 2 Ryder Cup HD”. Nel corso della settimana verranno riproposte le edizioni 2006, 2008, 2010 e 2012, i film ufficiali delle medesime edizioni, e andranno in onda “Magazine Ryder Cup” e “Ryder Cup News” (fino al 24 alle ore 17 e nelle giornate di gara in tre edizioni), con le ultime notizie relative all’evento. La Ryder Cup sarà per la prima volta anche interattiva. Infatti, sintonizzandosi sul canale e premendo il tasto verde del telecomando, sarà possibile durante la sfida rivedere gli highlights 24 ore su 24. Queste le dirette: giovedì 25 settembre, alle ore 17, cerimonia d’apertura; venerdì 26, prima giornata, dalle ore 8,30 alle ore 19,30; sabato 27, seconda giornata, dalle ore 8,30 alle ore 19,30; domenica 28, terza giornata e cerimonia di chiusura dalle ore 12,30 alle ore 19. Commento di Silvio Grappasonni, Nicola Pomponi, Massimo Scarpa e di Roberto Zappa. Al termine di ogni diretta “Studio Ryder Cup”, della durata di trenta minuti, condotto da Francesca Piantanida, con la partecipazione di Costantino Rocca e di numerosi ospiti.   I risultati