Legacy sportiva, crescita del movimento golfistico ed indotto del turismo

LEGACY SPORTIVA
La Ryder Cup trasformerà la partecipazione e la diffusione del golf nel Paese, ispirando decine di migliaia di persone e alimentando la crescita di nuovi grandi talenti sotto il profilo agonistico.

INDOTTO DEL TURISMO
Ospitare la Ryder Cup in Italia produrrà un incremento dei flussi turistici , permettendo all’Italia di mostrare la sua variegata , ma ancora poco conosciuta , offerta nel settore golfistico . Il potenziale bacino è rappresentato da milioni di giocatori di tutto il mondo.
Studi di settore prevedono un’ulteriore crescita annua del 5% fra oggi e il 2019 e la contestuale creazione di 3.000 nuovi campi da golf e di 3 milioni di nuovi giocatori nel mondo (principalmente nei mercati asiatici).
I 40 miliardi di dollari spesi nel 2015 per viaggi di golf sono stati infatti ripartiti in queste differenti voci di spesa: il 30% per l’alloggio, il 10% per il volo, il 25% per cibo e bevande, il 10% per gli spostamenti interni, il 5% per i divertimenti, il 5% per shopping e regali ed appunto il 15% per i green fee golfistici e per il noleggio dei golf carts.
Il golf è lo sport più giocato al mondo, con 65 milioni di praticanti (7,4 milioni in Europa). Grazie alla Ryder Cup l’Italia diventerà una meta golfistica di grande richiamo per gli appassionati di tutti i continenti.
Da un’indagine di mercato promossa dalla IAGTO (International Association of Golf Tour Operators – 1.200 membri nel mondo) il numero di turisti golfisti nel mondo è passato dai 7,9 milioni del 1989 ai 25 milioni del 2015. Per questo tipo di viaggi nel 2015 sono stati spesi quasi 40 miliardi di dollari.
Con l’aggiudicazione della Ryder Cup del 2022, l’Italia, che può vantare 412 campi (una delle nazioni con l’offerta golfistica più ampia in Europa), ha mandato un segnale forte, soprattutto ai mercati asiatici ed americani, che rappresentano una preziosa risorsa per l’intera industria turistica italiana. Diverse le indagini di mercato che hanno mandato segnali positivi. L’International Golf Travel Market del 2014, ha messo in evidenza l’interesse che ruota intorno agli impianti golfistici italiani. Un’indagine realizzata da Sports Marketing Surveys nel 2014 ha rivelato tutto il potenziale appeal dell’Italia: il 31% di britannici e irlandesi, il 56% dei francesi, il 71% degli svedesi e il 76% dei tedeschi prenderebbero in considerazione il nostro Paese come meta turistico-golfistica nei prossimi cinque anni.

I GREEN FEE STRANIERI IN ITALIA
Nel 2015 in Italia si è passati da 500.000 a 550.000 green fee stranieri. Nel 2016 sono stati raggiunti i 600.000 green fee stranieri, allineandosi così alla Francia che due anni fa era arrivata a 620.000, ma che nel 2016 ha registrato un calo di visite a causa degli atti terroristici.
Considerando una spesa media di 50 Euro, i 550.000 green fees “italiani” rappresentano entrate per i campi da golf pari a circa 27,5 milioni di Euro. Inoltre, valutando che in media un golfista in vacanza gioca una volta ogni due giorni gli attuali giri di golf effettuati dai giocatori stranieri in Italia generano già circa 1,1 milioni di pernottamenti o presenze nelle strutture alberghiere ed extra alberghiere italiane pari ad entrate per circa 55 milioni di Euro all’anno (con un costo medio di circa 50 Euro a persona a notte). Il dato ancora più interessante è che i 550.000 giri di golf “stranieri” in Italia contribuiscono attualmente a generare un indotto per il territorio di più di 165 milioni di Euro annui!
Le spese di un golfista in un viaggio di golf vanno infatti a beneficio del campo da golf soltanto nella misura del 15% mentre il 75% delle restanti spese contribuiscono ad arricchire considerevolmente l’economia locale (alloggio, trasporti interni, rental car, shopping, bar, ristoranti ….).
Il rimanente 10% è invece rappresentato dal costo medio del volo aereo che non contribuisce, se non in minima parte, alla valorizzazione dell’indotto locale.


COSTO MEDIO DI UNA VACANZA DI GOLF

Il costo medio giornaliero di un viaggio di golf è di 110 Euro se il viaggio è fatto in patria, di 170 Euro se si tratta di un viaggio di golf a corto raggio e di 230 Euro per i viaggi a lungo raggio. In generale il costo medio di una vacanza di golf è stato nel 2015 di 1.200 Euro, tre volte superiore al costo medio di una vacanza standard. La spesa pro capite generata dai turisti di golf è infatti 3 volte superiore a quella degli altri turisti. Occorre inoltre ricordare che insieme ai golfisti viaggiano gli accompagnatori non giocatori che spendono la loro vacanza “consumando” le attrattive ambientali – culturali – gastronomiche che si trovano nell’area del polo golfistico. Il cliente golfista è decisamente un turista molto ambito, ha tempo libero, alti livello di reddito, è un buon consumatore e preferisce periodi fuori stagione avendo la possibilità di scegliere i propri periodi di vacanza.


POSIZIONAMENTO DEL BRAND ITALIA

L’appeal internazionale dell’evento e la copertura globale dei media rappresentano un’eccellente opportunità per mostrare Roma e l’Italia al mondo intero, creando un effetto “awareness” attraverso la comunicazione, ma anche un effetto “vetrina “ insostituibile .


DIFESA DEI POSTI DI LAVORO E NUOVO FLUSSO OCCUPAZIONALE

Dal confronto fra la Federazione Italiana Golf e i circoli sono emerse difficoltà gestionali che spesso comportano tagli al personale (dai greenkeeper ai segretari, passando per i maestri o gli addetti alla ristorazione). L’incremento dell’attività golfistica connesso al Progetto Ryder Cup bloccherà questo trend negativo e al contrario permetterà di difendere i posti di lavoro esistenti, creando un nuovo flusso occupazionale. Tutti gli eventi e i format legati alla Ryder Cup 2022 offriranno infatti nuove opportunità di impiego per i giovani italiani.