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Scatta il 76° Masters ci sono anche i Molinari

  04 Aprile 2012 News
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 La pioggia, dopo i danni causati al percorso martedì, è caduta abbondante anche alla vigilia del Masters e ha costretto alla sospensione del Par 3 Contest, la tradizionale gara sul percorso di 9 buche che dal 1960 fa da prologo al primo major stagionale. Al momento dello stop erano in vetta con 22 (-5) colpi l’irlandese Padraig Harrington e Jonathan Byrd che sono stati dichiarati vincitori ex-aequo. Tra i giocatori che hanno concluso il giro hanno realizzato 23 colpi l’australiano Adam Scott e 24 Phil Mickelson e Kelly Kraft. Hanno giocato due sole buche Edoardo Molinari, ottavo con “-2”, e Francesco Molinari, 27° con il par. Sono state segnate due “hole in one”: da Mark Wilson (buca 4) e dal danese Thomas Bjorn (buca 9), che hanno portato il totale complessivo a 75. Harrington e Byrd sono rimasti due colpi sopra il record della gara che appartiene con 20 ad Art Wall (1965) e a Gay Brewer (1973). I vincitori del Par 3 Contest non hanno mai vinto il Masters nella stessa settimana, ma alcuni comunque hanno conquistato la giacca verde in altra occasione.  

 

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  Dopo il bagnato prologo, prende il via sul percorso dell’Augusta National, ad Augusta in Georgia, la 76ª edizione del Masters Tournament (5-8 aprile). Il torneo creato nel 1934 dal grande campione Bobby Jones è probabilmente il major più fascinoso, ricco di storie, a volte divenute quasi leggende, scritte dai più grandi campioni, con il mito dell’Amen Corner, con i colori unici delle azalee, con il cammino real del vincitore quasi permeato di misticismo e con quella giacca verde, simbolo indelebile di una impresa indimenticabile. A suo modo l’Augusta National è un tempio del golf dove entreranno Edoardo (nella foto) e Francesco Molinari, da tre anni ospiti fissi nel primo major stagionale, ma con il primo che vi era stato anche nel 2006, quando ancora era dilettante. I due azzurri proveranno a ritagliarsi un ruolo da protagonisti, perché ne hanno le possibilità e le qualità. Edoardo lo scorso anno ha già dato saggio della sua bravura chiudendo all’11° posto, un risultato che gli ha permesso di entrare nel field anche in questa stagione, e ora che sembra aver ritrovato l’efficienza del suo gioco, dopo le traversie invernali e lo scarso allenamento dovuto a problemi fisici, ha le carte in regola quanto meno per ripetersi. Francesco ha avuto un buon guizzo ad Abu Dhabi (8), poi si è distratto in Qatar (69°), quindi è rimasto tra i 13° e il 17° posto nelle altre quattro occasioni in cui è sceso in campo. Resta il fatto che sa ben recitare la sua parte quando la posta è alta, tanto che nel suo palmares figura un torneo del WGC (Hsbc Champions, 2010). Aspettative lecite di una bella prestazione da parte degli azzurri, che avranno anche il vantaggio di non essere nel ristretto novero dei grandi favoriti e quindi di potersi esprimere con relativa pressione e con la serenità di chi non ha nulla da perdere. Il quartetto su cui si focalizzano le previsioni della vigilia è quello formato dall’inglese Luke Donald, numero uno mondiale e a caccia del suo primo titolo major, dal nordirlandese Rory McIlroy, numero 2, da Phil Mickelson, fuori dai top ten (14°) ma in gran forma, e da Tiger Woods, numero 7, e atteso alla controprova dopo l’ottima prova con ritorno al successo nell’Arnold Palmer Invitational. “Il campo – ha detto Woods – è piuttosto bagnato: ho tirato sette palline con il drive e lo ho ritrovate infangate, Mi mi auguro che il percorso si asciugi un po’, ma sembra debba arrivare altra pioggia. I green comunque sono perfetti, molto veloci, ma abbastanza morbidi e ricettivi. Ho la sensazione di andare incontro a una grande settimana. Il processo di crescita del mio gioco va avanti come nei programmi. In particolare mi sostengono i ferri e quindi la palla segue la giusta direzione. Sono stato competitivo prima per due giri, poi per tre e ora per tutti e quattro. E’ stato in lungo cammino che ho saputo gestire in maniera adeguata. Quanto ad Augusta, bisogna giocare bene in linea generale, ma l’errore da evitare sono i tre putt, sempre dietro l’angolo. Chi ha vinto qui di solito è stato  impeccabile sui green. E’ possibile rimediare a un green mancato con un chip e un putt, ma se vai sulla parte sbagliata del green non hai scampo. Sono diciotto anni che partecipo al Masters e ho fatto esperienza anche giocando con gente come Ray Floyd, Fred Couples, José Maria Olazabal e Nick Price e ho carpito anche da loro i segreti per affrontare il campo. Certo, negli anni è cambiato, pero alcuni punti dove puoi perdere il torneo sono rimasti gli stessi. Vedere al Masters spesso giocatori avanti con gli anni in ottima classifica è fatto di classe, ma soprattutto d’esperienza maturata giocando e rigiocando su questi green e fairway”. Ha affermato McIlroy: “Ricevere l’invito per il Masters  è sempre una grande emozione. Ritengo un privilegio poter partecipare a un evento così ricco di storia e di tradizione. Ci si sente eccitati solo guardandosi intorno. Certo, personalmente mi è affiorato anche il brutto ricordo del giro finale dello scorso anno, ricordo di cui avrei fatto volentieri a meno. Però ho imparato molto da quella domenica. Non ero pronto a vincere il Masters, ma mi sono convinto che lo ero per conquistare un titolo importante e poco dopo è accaduto nell’US Open. Ora mi sento pronto anche per il Masters”. Ovviamente indicare questi quatto giocatori quali grandi favoriti non significa che sia disco rosso per gli altri, perché al Masters nulla è mai scontato. Ad esempio, Hunter Mahan, quarto nella classifica mondiale,  con due vittorie in stagione, di cui una nel WGC Accenture March Play, è tra i più indicati per recitare il ruolo dell’ospite indesiderato in cima al leaderboard. Ammesso che sappia infischiarsene della tradizione più che negativa che generalmente esclude dai candidati alla giacca verde coloro si impongono nel  torneo della settimana precedente. E lui ha vinto lo Houston Open. Nel 2006 Phil Mickelson esorcizzò il tabù (Bellshout Classic e Masters in sequenza), ma lo scorso anno, anche lui fresco di titolo in Texas, non ha potuto nulla contro la cabala sfavorevole. Naturalmente tutto ciò è più colore che sostanza, perché Mahan, pur se non è uno che trascina le folle, però è quanto mai solido e può dire la sua senza nemmeno ricorrere agli scongiuri. Oltre a Mickelson e a Mahan, ci sono altri statunitensi agguerriti quali Steve Stricker, quinto nel World Ranking, Nick Watney, Bubba Watson, Zach Johnson, Matt Kuchar e va tenuto in conto anche l’inglese Lee Westwood che, alla soglia dei 40 anni, comincia a sentire il peso di quel major che manca nel suo palmares. Il nome è sempre buono, ma la forma un po’ meno e questo renderà più complicata la vita per il sudafricano Charl Schwartzel, campione uscente, per lo spagnolo Sergio Garcia, per gli australiani Adam Scott e Jason Day, per il nordirlandese Graeme McDowell, per il tedesco Martin Kaymer, sesto nel world ranking, e per il sudafricano Louis Oosthuizen. Tra gli emergenti da tenere in considerazione Keegan Bradley e il coreano Sang-Moon Bae. Sembrano invece accusare il peso della lunga carriera Jim Furyk, l’argentino Angel Cabrera, l’irlandese Padraig Harrington e il fijano Vijay Singh, mentre non sarà presente Ernie Els, bocciato dalla graduatoria mondiale. Il montepremi è di otto milioni di dollari. Nella prima giornata Tiger Woods sarà al via alle 10,35 (ora locale) con lo spagnolo Miguel Ange Jimenez e con il coreano Sang-Moon Bae: alle ore 10,46 Francesco Molinari partirà insieme a Luke Donald e a Nick Watney; alle ore 11,30 Edoardo Molinari sarà sul tee con il gallese Ian Woosnam e con Kevin Chappell Il Masters su Sky in HD e in 3D – Il Masters andrà in onda in diretta e in esclusiva sulla TV satellitare Sky. Le due giornate finali saranno teletrasmesse, oltre che in HD, anche in 3D sul canale 150. Questi gli orari delle dirette (canali Sky Sport 2 e Sky Sport 2 HD): giovedì 5 aprile, dalle ore 21 alle ore 2; venerdì 6, dalle ore 21 alle ore 1,30; sabato 7, dalle ore 21,30 alle ore 1,30; domenica 8 dalle ore 20 alle ore 1,30. In 3D collegamenti sabato 7 aprile dalle ore 21,30 alle ore 1,30; domenica 8, dalle ore 23,15 alle ore 1,30. Repliche: prima giornata, venerdì 6 dalle ore 16,15 (Sky Sport 2 e 2HD); seconda giornata, sabato 7 dalle ore 14,15 (Sky Sport 2 e 2HD); terza giornata, domenica 8 dalle ore 16,45 (Sky Sport Extra e Extra HD); quarta giornata, lunedì 9 aprile dalle ore 20,45 (Sky Sport 3 e 3HD) Le dirette saranno precedute, trenta minuti prima, da Studio Golf condotto da Lorenzo Dallari con vari ospiti in studio tra i quali Matteo Manassero (sabato 7). Si alterneranno per il commento Silvio Grappasonni, Alessandra Caramico, Nicola Pomponi, Roberto Zappa, Alberto Binaghi e Massimo Scarpa.