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BMW Italian Open presented by CartaSi interviste e fatti della seconda giornata

  14 Settembre 2012 News
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FRANCESCO MOLINARI Secondo giro: (69, -3). Totale: 137 (68 69, -7)

“All’inizio – dice Francesco Molinari – ho avuto occasioni da birdie che non ho sfruttato, poi sono arrivati due bogey, Nella seconda parte invece mi sono espresso come volevo, ho segnato i birdie che cercavo, il gioco è stato fluido. Comunque è stato meglio finire in crescendo. Sotto l’aspetto del gioco mi è mancato poco o niente: ho tirato con il driver meglio di ieri, quando avevo commesso qualche errore di troppo mandando la pallina un po’ a destra, e non ho avuto problemi particolari in ogni parte del campo. Come dicevo, non sono riuscito a segnare birdie in partenza, e quindi mi è venuta un po’ meno quella spinta iniziale che sarebbe stata necessaria per ottenere un risultato migliore. In questi frangenti, quando si ha la sensazione di giocar bene e lo score non è adeguato, l’importante è non finire sopra par perché si possono avere dei contraccolpi poco simpatici. Direi che come gioco è stato sicuramente migliore oggi, ma ha reso meno: ieri era accaduto l’esatto contrario”

– Il percorso? “Al mattino è sicuramente in condizioni migliori rispetto al pomeriggio. Se non sarò nelle ultime partenze domani potrei sfruttare questo piccolo vantaggio” – Kaymer ha detto alla vigilia che era contento di giocare con te e con Colsaerts, poiché pur essendovi già incontrati in campo in altre circostanze non avete mai parlato molto. Questa, a suo avviso, era una buona occasione per socializzare. “Parlare più o meno lungo il percorso dipende dal tipo di torneo. Se affronti un major sicuramente parli molto meno, ma in circostanze come questa in cui si è più rilassati abbiamo avuto modo di conoscerci meglio”. – State focalizzando i vostri pensieri sulla Ryder Cup? “No, siamo dei professionisti. Durante la stagione pensiamo alla qualifica, poi una volta entrati in squadra il pensiero va certamente alla gara, ma in questo momento stiamo disputando l’Open d’Italia, dunque affrontiamo un torneo per volta”.   MATTEO MANASSERO Secondo giro: (69, -3). Totale: 138 (69 69, -8)   – Matteo, l’inizio di gara è stato migliore di quello di ieri, poi com’è andata? “Tutto il giro è stato migliore. Ho giocato molto bene. L’unica recriminazione viene dal non essere stato molto incisivo in parecchie occasioni con il putter, come ad esempio alle buche 4 e alla 9. Non posso certo prendermela con i green. Devo incolpare piuttosto il mio tocco”. – Pensi di poterti avvicinare alla vetta della classifica o il divario è già troppo ampio? “Diciamo che i primi sono lontani, ma non lontanissimi”. – In che condizioni hai trovato il campo? “E’ sempre preferibile giocare la mattina. I green sono perfetti e vanno sfruttati. Quest’anno c’è un rough meno punitivo e quindi aumenta il numero di giocatori in grado di mettere palla in green e segnare dei birdie.” – Con quale punteggio pensi si possa arrivare alla vittoria? “ Si può prevedere uno score intorno al “meno“ 20 per il vincitore. Se Gonzalo Fernandez Castaño continua così, penso potrà raggiungere tranquillamente quella cifra”. – In questa edizione dell’Open, come in quelle passate, si registrano punteggi molto alti. Sono così facili i percorsi italiani, se confrontati con gli altri dell’European Tour? “Non sono più facili, sono soltanto meno influenzati dalle condizioni meteorologiche, quasi sempre ottimali.  Inoltre, non c’è il vento a disturbare le traiettorie, così i birdie aumentano considerevolmente”. – Il tuo Open è in linea con le tue aspettative finora? – Sarei potuto essere tranquillamente a “meno 9” . Il gioco espresso lo avrebbe meritato. Dopo aver migliorato il gioco lungo, proverò a sistemare anche gli altri aspetti del gioco meno soddisfacenti. Se riuscissi a concludere a “meno 12” o a “meno 13” potrei dirmi comunque soddisfatto”.   LORENZO GAGLI Secondo giro: 69 (-3) – Totale: 137 (69 69, -7)   – Come giudichi la tua prestazione odierna? “Ho segnato un colpo in meno di ieri, ma la qualità del gioco è stata inferiore. Ho preso anche oggi molti green, ma devo rammaricarmi per alcuni errori abbastanza gravi, come il bogey alla buca 8, un par 5 in cui solitamente si fa birdie o al massimo par. Ho sbagliato anche alla 17, fallendo un putt da mezzo metro”. – La spalla duole? “ Grazie ai trattamenti del fisioterapista Massimo Messina la spalla va decisamente meglio, anche se mi dà ancora un po’ fastidio in certi movimenti”. – A parte il condizionamento dell’infortunio alla spalla, la posizione in classifica ti soddisfa? “Sinceramente punto più in alto e spero di migliorare il mio piazzamento nei prossimi due giri. Ci tengo particolarmente a fare un grande Open, anche perché un buon risultato mi aiuterebbe a salire nella money list per rimanere sul tour maggiore”.   EDOARDO MOLINARI Secondo giro:  71 (-1) – Totale: 141 (70 71, -3)   “E’ andata male, ho cercato di lottare fino alla fine, ma la qualità del gioco non è stata sufficiente per proseguire la gara. Mi dispiace terminare qui il mio Open, ma era prevedibile che dopo mesi di inattività non riuscissi a esprimermi bene”. – Hai comunque delle indicazioni positive da portare con te in vista dei prossimi impegni? “Sono contento delle buone risposte avute dal polso. Non avverto dolore e questo mi ha permesso di battermi fino all’ultimo colpo per cercare di superare il taglio. Il gioco, però, è stato da dimenticare”. – Quanto rammarico c’è per quell’ultimo putt? “Il risultato è il frutto del gioco espresso nelle 36 buche, non soltanto sull’ultima, anche se con un birdie alla 18 avrei potuto restare in gara. Questo dimostra che non ho mai mollato e ci ho creduto fino al termine”.   GREGORY BOURDY Secondo giro: 64 (-8) – Totale: 133 (69 64, -11)   “Questa mattina il campo era in condizioni perfette anche se faceva un po’ freddo, cosa che non mi aspettavo in Italia.  Mi sono molto divertito e sono orgoglioso di me stesso. Quasi tutto è andato bene oggi.  E’ da qualche settimana che sto facendo dei buoni score.  Sono sceso otto colpi sotto par in un giro a Crans-sur-Sierre, ho realizzanto un ‘-6’ a  Gleneagles e la settimana scorsa dove mi sono classificato ottavo. Proverò a ripetermi nel weekend”.   G. FERNANDEZ CASTAÑO Secondo giro:  65 (-7) – Totale:  133 (68 65, -11)

 

“Non è stato facile, ma il mio putter era indemoniato e questa è la ragione del mio score così basso.  Ho giocato bene ultimamente. Essere tornato la passata settimana a Hilversum in Olanda, dove ho vinto nel 2005, mi ha dato la carica.  Nell’ultimo giro non è andata bene, ma il mio gioco è a buon punto.  Olazabal mi ha dato dei consigli sul putting un paio di anni fa e lo scorso anno un altro spagnolo dei suggerimenti sul grip: ciò mi ha aiutato molto”.   MARTIN KAYMER Secondo giro: 66 (-6) – Totale: 136 (70 66, -6)   “Mi sono espresso praticamente come ieri con l’unica differenza che ho imbucato 3 o 4 putt in più.  La cosa più importante è che ho giocato bene in entrambi i giorni, anche se il putting non è ancora al meglio.  A volte è frustrante vedere i tuoi compagni di gioco imbucare da distanze notvoli, mentre la tua palla non entra da più vicino.  Penso che il fine settimana sarà molto interessante e se riuscirò a migliorare sul green sarò competitivo”.   RENATO PARATORE (am) Secondo giro: 72 (par) – Totale: 145 (73 72, +1)   – Che sensazione hai provato nel prendere parte a un torneo così prestigioso? “E’ stata una bellissima esperienza, grazie alla quale mi sono potuto confrontare con giocatori di altissimo profilo, respirando un tipo di pressione nuova. Potevo far meglio, ma sono comunque soddisfatto”. – Confrontando la realtà degli amateur con quella dei professionisti, cosa ti ha colpito maggiormente? “Ho notato che hanno tutti una solidità mentale invidiabile. In ogni frangente riescono a restare tranquilli. Ho riscontrato anche una potenza di gioco superiore e maggiore attenzione sui green”. – Chi ti ha più impressionato? “ Sono rimasto favorevolmente colpito da Manassero e dal suo modo di stare in campo. Si muove con assoluta padronanza e ha un bellissimo gioco corto”. – Quali sono i tuoi progetti nel percorso verso il professionismo e in cosa devi migliorare? “Sono ancora al terzo anno di liceo e prima di poter pensare al passaggio al professionismo devo terminare gli studi. Sono cosciente di dover lavorare ancora moltissimo per diventare un giocatore completo”.   GIORGIO DE FILIPPI (am) Secondo giro: 73 (+1) – Totale: 142 (69 73, -2)   – Che voto daresti al tuo Open? “Penso di essermi meritato la sufficienza. Ci ho provato, ma non sono riuscito a passare il taglio. Oggi non ho imbucato come ieri, tuttavia sono soddisfatto di come mi sono espresso in queste due giornate. E’ stata una bellissima esperienza. Mi resta un po’ il rammarico per non aver potuto continuare quest’avventura. Andare oltre il taglio sarebbe stata una grande soddisfazione”. – Quali aspetti del tuo gioco trarranno più giovamento da queste 36 buche al Royal Park I Roveri? “Sicuramente il modo di stare in campo. Ho mantenuto sempre un atteggiamento positivo e propositivo. Sono riuscito anche a chiudere con un birdie dopo due bogey che mi avrebbero potuto demoralizzare. Sono molto migliorato rispetto all’inizio dell’anno. Ho acquisito più tranquillità nelle varie fasi di gioco”. – Amateur e professionisti, cosa li differenzia sul percorso? “ I professionisti puttano con una regolarità impressionante. Imbucano quasi sempre e mantengono la calma in ogni circostanza”. – Cosa vuoi fare da grande? “ Ho l’obiettivo di diventare professionista. Ora valuterò con Binaghi l’opportunità di partecipare alla Qualifying School”.     PREMIO “50 ANNI DI PROFESSIONISMO”   Nel corso della seconda giornata del Bmw Italian Open presented by CartaSi, presso la tenda ospitalità della Federazione Italiana Golf, il Presidente federale Franco Chimenti e il Presidente della PGA Italiana Costantino Rocca hanno consegnato un attestato di riconoscimento per i “50 anni di professionismo” a quanti hanno contribuito alla crescita del golf italiano. Il Presidente Chimenti, rivolgendosi ai premiati, ha detto: “Vi sono molto grato e ritengo sia stato doveroso da parte della FIG premiarvi perché vi deve moltissimo. Nella mia presidenza ho voluto uno stretto rapporto di collaborazione con i professionisti che in precedenza non esisteva. Il vostro presidente Costantino Rocca è ineguagliabile: ogni volta che lo incontro sento qualcosa di particolare, una sensazione che provo solo accanto ai grandissimi campioni”. Rocca ha spiegato: “I premiati in questa occasione hanno fatto la storia del golf italiano e non dobbiamo dimenticare che i giovani protagonisti di oggi vengono dalla loro scuola. Sono stati degli insegnanti incredibili”. Hanno ricevuto l’attestato: Silvano Abbiati, Giuseppe Ammirati, Mauro Bianco, Roberto Bernardini, Luciano Bernardini, Ovidio Bolognesi, Renato Campagnoli, Dino Canonica, Giorgio Colombatto, Alberto Croce, Ettore Della Torre, Manlio Erbisti, Giancarlo Frigerio, Bruno Ghezzi, Fiorigi Girardi, Silo Gori, Carlo Grappasonni, Luciano Grappasonni, Lucio Merlino, Renzo Pavan, Mario Peri, Agostino Reale, Mario Rendina, Eugenio Ridolfi, Emilio Rossi, Alberto Silva, Renzo Trentin, Augusto Venier e Gianfranco Zanini.    REALIZZATE DUE “HOLE IN ONE”: LO SPAGNOLO JORGE CAMPILLO SI ASSICURA UNA SPLENDIDA AUTO BMW SERIE 6 GRAN COUPE’

 

Nel corso della seconda giornata del BMW Italian Open presented by Cartasi sono state segnate due “hole in one”. Autori delle due prodezze, che hanno portato a 27 il totale delle “buche in uno” nella storia del torneo, sono stati lo spagnolo Jorge Campillo e lo scozzese George Murray.

L’iberico l’ha ottenuta utilizzando un ferro 4 alla buca 15 (par 3, metri 198) e potrà tornare a casa con una fiammante auto BMW Serie 6 Gran Coupé, che era in palio per il primo professionista che fosse andato a segno con un solo colpo su quella buca. Campillo, 26enne di Caceres ancora a digiuno di vittorie, è al primo anno di European Tour dopo aver ottenuto la ‘carta’ lo scorso anno con il nono posto nella money list del Challenge Tour. Murray ha fatto centro direttamente dal tee alla buca 4 (par 3, metri 190) utilizzando un ferro 5, e potrà quanto meno brindare con una bottiglia di spumante Magnum Follador. Lo scozzese, 29enne di Anstruther alla seconda stagione nel circuito maggiore, vanta un titolo nel Challenge Tour (Scottish Challenge, 2010).