Tiger Woods torna al successo dopo due anni

  05 dicembre 2011 News
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Tiger Woods (nella foto) è tornato al successo dopo due anni (per l’esattezza dopo 749 giorni) imponendosi nel Chevron World Challenge, torneo non ufficiale del PGA Tour riservato a soli 18 selezionati giocatori disputato sul percorso dello Sherwood CC (par 72), a Thousand Oaks in California.

 

Con un giro finale in 69 (-3) colpi e il punteggio di 278 (69 67 73 69), dieci sotto par, ha superato Zach Johnson (279 – 73 67 68 71, -9), che lo sopravanzava di un colpo dopo 54 buche. Al terzo posto con 283 (-5) l’inglese Paul Casey, autore di una brillante rimonta iniziata dall’ultimo posto occupato dopo il turno iniziale, al quarto con 284 (-4) Hunter Mahan e Matt Kuchar, al sesto con 287 (-1) Jim Furyk, Rickie Fowler, Bubba Watson e lo scozzese Martin Laird. Scivolone finale di Nick Watney finito in coda al gruppo con 299 (+11), dopo un 77. Woods ha iniziato il torneo al secondo posto con tre colpi di ritardo dal coreano K.J. Choi, poi nel secondo turno si è portato in vetta con tre colpi di margine su Matt Kuchar e sullo stesso Choi, ma nel terzo ha trovato una giornata decisamente storta ed è stato superato di un colpo da Zach Johnson. Il giro conclusivo è stato una sorta di match play. L’ex numero uno mondiale ha annullato subito lo svantaggio e i due sono transitati alla pari sulla buca 9, poi Woods è andato avanti con due birdie (10 e 11), ma un suo bogey alla 12 e un birdie di Johnson alla 13 hanno ristabilito la parità. Alla 16, par 5, Johnson ha segnato un birdie, cosa che non è riuscita a Woods, a causa di un errore sul secondo colpo. A quel punto è riapparso all’improvviso il Woods vecchia maniera, quello che realizzava esattamente tutto ciò che gli occorreva: servivano due birdie e sono arrivati. Alla 17 (par 3) ha messo la palla a quasi tre metri dall’asta e ha centrato la buca, mentre alla 18 ha piazzato la pallina con il secondo colpo a due metri dalla bandiera, dopo che Johnson l’aveva posta a poco più di quattro. Quest’ultimo ha mancato il difficile putt e Woods non l’ha perdonato conquistando il titolo per la quinta volta e un premio di 1.250.000 dollari sui cinque milioni in palio. E il pubblico, che era dichiaratamente tutto per lui, gli ha tributato un’autentica ovazione. Alla domanda se fosse rimasto sorpreso dai due birdie finali di Woods, alla luce delle traversie degli ultimi due anni, Johnson ha risposto:”No, per niente”, ma dall’espressione della sua faccia si è capito che la risposta che avrebbe voluto dare era un’altra. “Penso di poter essere candidato al Comeback Player of the Year” ha detto scherzando Woods in sala stampa, poi ha spiegato il suo ritorno alla vittoria. “Ho dovuto attendere di ritrovare la buona salute e solo allora ha potuto riprendere ad allenarmi a pieno ritmo, potendo fare tutti i movimenti necessari senza problemi. Poi ho provato e riprovato pazientemente ogni colpo per ricostruire il mio gioco ed essere ripetitivo”. Sotto la guida di Sean Foley, il suo coach, Woods ha cambiato molte cose nello swing: “Ora so cosa debbo fare e come eseguirlo bene. Inoltre nel momento di massima pressione ho effettuato i tre migliori colpi di tutto il torneo”. Quanto a Foley, che stava seguendo la gara in televisione nella sua casa di Orlando, prima che Woods salisse sull’ultimo tee ha inviato un messaggio: “E’ sul punto di farlo”, intendo dire che il lungo digiuno di vittorie stava per finire. L’ultimo successo di Woods risaliva al 15 novembre 2009 quando si era imposto nel JBWere Masters, torneo realizzato in combinata tra l’European Tour e l’Australasia Tour. ​

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