fbpx

WGC Bridgestone Invitational: dominio di Tiger Woods 44° F. Molinari, 53° Manassero

  05 Agosto 2013 News
Condividi su:

Tiger Woods ha dominato nel WGC Bridgestone Invitational, terza delle quattro gare del World Golf Championships, ossia il mini circuito mondiale comune a tutti i tour più importanti, svoltasi sul percorso del Firestone CC (par 70), ad Akron nell’Ohio. Il numero uno mondiale ha siglato la 79ª vittoria nel PGA Tour, la quinta stagionale e l’ottava in questo evento denunciando una forma straripante alla vigilia dell’U.S. PGA Championship, il quarto major stagionale (8-11 agosto, Oak Hill CC, Rochester) Un successo praticamente messo al sicuro con uno spettacolare 61 (-9) nel secondo giro e condotto in porto con lo score di 265 (66 61 68 70), quindici sotto par, e con ben sette colpi di vantaggio su Keegan Bradley, campione uscente, e sullo svedese Henrik Stenson (272, -8), che sembra essere tornato ai livelli del peiodo 2006-2007. Hanno concluso poco oltre metà classifica Francesco Molinari, 44° con 286 (70 70 72 74, +6), e Matteo Manassero, 53° con 288 (71 70 74 73, +8), entrambi in affanno nella seconda parte del torneo dopo una buona partenza. In una contesa in cui Woods ha lasciato agli altri solo la possibilità di competere per il secondo posto, sono terminati al quarto con 274 (-6) Zach Johnson, Jason Dufner e lo spagnolo Miguel Angel Jimenez e al sesto con 275 (-5) Bill Haas e l’inglese Chris Wood. Resa senza condizioni per tutti gli altri big, ma sicuramente onorevole per Jim Furyk, per il tedesco Martin Kaymer e per l’inglese Luke Donald, noni con 276 (-4), e anche per l’australiano Adam Scott, 14° con 278 (-2), che nei giri centrali ha provato con efficacia a risalire la china. Poco dietro gli inglesi Justin Rose, 17° con 279 (-1), e Ian Poulter, 19° con 280 (par), e nell’anonimato gli altri a iniziare dall’attesissimo Phil Mickelson, 21° con 281 (+1) insieme al sudafricano Charl Schwartzel. Ancora in difficoltà di gioco il nordirlandese Rory McIlroy, 27° con 282 (+2) dopo aver prodotto quattro giri attorno al par, e stesso score per Matt Kuchar e per l’inglese Paul Casey, quindi 40.i con 285 (+5) l’iberico Sergio Garcia, l’inglese Lee Westwood e il nordirlandese Graeme McDowell, e 48° con 287 (+7) il sudafricano Ernie Els. Woods è ora a soli tre titoli dal leader della graduatoria dei plurivincitori, Sam Snead, che ne ha ottenuti 82. Per la seconda volta in stagione ha eguagliato un altro primato di Snead, che aveva colto otto vittorie nello stesso torneo, il Greater Greensboro Open. Tiger aveva già portato a otto i successi nell’Arnold Palmer Invitational e ora potrebbe fare la stessa cosa in altri due eventi in cui è a quota sette: il Farmers Insurance Open e il WGC Cadillac Championship. Da rilevare che Snead stabilì il suo record nell’arco di 37 anni tra a il 1938 e il 1965, mentre Woods ne ha impiegati tredici nell’Arnord Palmer e quattordici nel WGC Bridgestone Invitational. In campo femminile l’australiana Karrie Webb ha conquistato per otto volte l’Australian Masters, tra il 1998 e il 2013. Il primato assoluto in questa graduatoria è del sudafricano Gary Player che si è imposto in tredici occasioni nel South African Open e in dieci nel South African Masters, tornei del Sunshine Tour. L’australiano Peter Thomson ha invece fatto centro per nove volte nel New Zealand Open (Australasia Tour). In totale Woods ha ottenuto 19 vittorie nel WGC, diciotto individuali, comprese le sette di cui si è detto nel Cadillac Championship e le tre nel WGC Accenture Match Play, e una a coppie insieme a David Duval, nella World Cup del 2000, che fu inserita tra le gare del WGC da quella stagione fino al 2006. Si è imposto per la 54ª volta sulle 58 in cui è partito da leader nell’ultimo giro, la 23ª sulle ultime 24, e non ha mai perso avendo almeno tre colpi di margine Ha intascato 1.500.000 dollari su un montepremi di 8.750.000 dollari, ha notevolmente incrementato il suo vantaggio nella money list statunitense (7.659.119 dollari guadagnati contro i 4.941.977 di Phil Mickelson) e ha consolidato la sua posizione in vetta al World Ranking e alla FedExCup. Woods ha iniziato il giro finale con sette colpi di margine su Henrik Stenson e su Jason Dufner e ha badato solo a non correre rischi, mirando quasi scientificamente al par in ogni buca. Unico guizzo con un birdie alla 10ª e unico errore un bogey alla 14ª per il 70 del par che non ha scalfito minimamente il suo vantaggio.  “Sono molto orgoglioso di aver vinto questa gara per l’ottava volta – ha detto Woods – perché è uno di quegli eventi in cui competi con tutti i migliori giocatori del mondo. Oggi sono stato piuttosto conservativo, ma ho pensato che con il vento sarebbe stato difficile che qualcuno tirasse fuori un 62 o un 63. I fatti  mi hanno dato ragione. Credo che anche ad Oak Hill nel PGA Championship si dovrà giocare innanzi tutto per mantenere il par. E’ un campo che concede poco e non si presenteranno molte occasioni da birdie. Cosa farò in questi tre giorni? Un lavoro molto leggero e cercherò di mantenere la mente sgombra per arrivare fresco e rilassato al via del torneo”. Come detto sopra, Molinari e Manassero hanno ceduto nei due turni conclusivi dopo i primi due che lasciavano intravedere un piazzamento in buona classifica. Il torinese ha concluso con un 74 (+4) dopo tre birdie, tre bogey e due doppi bogey, Manassero con un 73 (+3) dovuto a tre bogey. Saranno entrambi a Rochester con propositi di pronta rivalsa.   I risultati