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US PGA Championship: domina Rory McIlroy 11° Woods, 54° F. Molinari

  13 Agosto 2012 News
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Rory McIlroy (275 – 67 75 67 66, -13) ha letteralmente dominato nel 94° US PGA Championship ed è tornato leader mondiale spodestando l’inglese Luke Donald. Nell’ultimo major stagionale svoltosi all’Ocean Course del Kiawah Island Golf Resort, a Kiawah Island nel South Carolina, il 23enne nordirlandese di Holywood ha conquistato il secondo major in carriera, dopo aver vinto lo scorso anno l’US Open, lasciando a otto colpi l’inglese David Lynn (283, -5) e a nove un quartetto composto da Keegan Bradley, campione uscente, dallo svedese Carl Pettersson e dagli inglesi Ian Poulter e Justin Rose. Nel giro finale ha perso posizioni Francesco Molinari che si è classificato 54° con 294 (70 75 74 75, +6), mentre non aveva superato il taglio l’altro italiano in gara. Matteo Manassero, 96° con 153 (71 82, +9). Il ritmo imposto da McIlroy negli ultimi due giri non ha lasciato scampo agli avversari, che peraltro si sono quasi subito defilati a parte Ian Poulter che ha provato a cambiare le carte in tavola con una partenza sprint (sei birdie in sette buche) per poi cedere nettamente nella seconda parte del tracciato (quattro bogey nelle ultime sei buche). Sono terminati al settimo posto con 285 (-3) Steve Stricker, Blake Adams, il gallese Jamie Donaldson e lo svedese Peter Hanson e ha concluso solo all’11° Tiger Woods con 286 (69 71 74 72, -2) con la buona compagnia di Bubba Watson, del nordirlandese Graeme McDowell e dell’australiano Adam Scott. A Woods, che era salito in vetta dopo due turni con Vijay Singh e con Carl Pettersson, è stato fatale il terzo turno disputato in due frazioni per maltempo. Ha praticamente visto svanire i suoi sogni di cogliere il 15° titolo major con tre bogey nelle sette buche giocate, poi al ritorno in campo ha avuto una reazione d’orgoglio, che però ha approdato a poco, visto il pesante handicap. Come in precedenza, anche questa volta l’ex numero uno mondiale che ora è sceso dal secondo a terzo posto nel ranking, ha avvicendato ottimi momenti ad altri piuttosto grigi con problemi che si sono alternati nelle varie parti del campo. C’è stato grande impegno da parte dell’irlandese Padraig Harrington nel tentare di salire in alto onde conquistarsi un posto nella formazione europea di Ryder Cup, dopo che il capitano José Maria Olazabal gli ha fatto intendere che non avrà una wild card, ma si è fermato al 18° posto con 287 (-1). Luke Donald ha fallito ancora l’appuntamento con il primo titolo major, ma nell’occasione ha pagato anche un pesante dazio perdendo la leadership mondiale. Dopo aver rischiato di uscire al taglio, e quindi aver lasciato la porta aperta a McIlroy per accedere al trono, ha avuto una reazione d’orgoglio nel giro finale, ormai per lui a bocce ferme, con un 66 (-6) che se non altro lo ha portato a metà classifica (32° con 290, +2). Alti e bassi per tutti gli altri che avevano grosse ambizioni come il sudafricano Louis Oosthuizen, 21° con 288 (par), Phil Mickelson, 36° con 291 (+3) alla pari con Vijay Singh, che ha accusato un crollo verticale nelle 36 buche di chiusura, Jim Furyk, 42° con 292 (+4), Dustin Johnson e i sudafricani Ernie Els e Retief Goosen, 58.i con 293 (+5), e l’altro sudafricano Charl Schwartzel, 59° con 295 (+7). Insieme a Manassero sono andati fuori al taglio Webb Simpson, US Open champion, lo spagnolo Sergio Garcia e il belga Nicolas Colsaerts, 73.i con 151 (+7), Hunter Mahan, l’inglese Lee Westwood e l’australiano Jason Day, 85.i con 152 (+8), Rickie Fowler, 104° con 154 (+10), l’argentino Angel Cabrera, 120° con 156 (+12), il tedesco Martin Kaymer, 130° con 158 (+14), e l’inglese Paul Casey, 148° con 164 (+10). Molinari, dopo essere salito al 15° posto nel secondo giro, è scivolato con la sequenza 74 (+2)-(75, +5). Ho chiuso la prova con un birdie, due bogey e un doppio bogey. McIlroy in poco più di un anno ha conquistato due major per un palmares nel quale figurano un titolo nel PGA Tour (Wells Fargo Championship, 2010), due nell’European Tour (Dubai Desert Classic, 2009 e Hong Kong Open, 2011) e uno in Asia (Shanghai Masters, 2011). Ha fatto parte del vittorioso team europeo in Ryder Cup nel 2010 e si appresta a essere uno degli elementi di punta nella prossima sfida con gli statunitensi (Medinah Country Club, Illinois, 28-30 settembre). Nei due giri finali in 67 (-5) e 66 (-6) ha messo a segno complessivamente tredici birdie contro due soli bogey. Con i 1.445.000 dollari (E 1.176.858) guadagnati su otto milioni in palio, McIlroy è salito al vertice anche nella money list europea (E 2.813.962) dove Francesco Molinari è sesto (E 1.695.377).   I risultati