fbpx

Solheim Cup: il team europeo con l’azzurra Giulia Sergas difende il titolo in Colorado

  13 Agosto 2013 News
Condividi su:

 

Torna per la tredicesima volta la Solheim Cup (16-18 agosto), ossia l’equivalente al femminile della Ryder Cup, che vede di fronte le selezioni, composte da dodici elementi, delle proettes europee e di quelle americane. Al Colorado Golf Club, di Parker, nei pressi di Denver in Colorado, per la seconda volta nella storia dell’evento ci sarà anche una rappresentante italiana, Giulia Sergas, che ha ottenuto un posto nella squadra continentale quattro anni dopo Diana Luna. Le ragazze affidate alla capitana Liselotte Neumann, svedese come le due vice capitane Annika Sorenstam e  Carin Koch, difendono il trofeo conquistato nel 2011 con il punteggio di 15-13 al Killeen Castle Golf Club, sotto la guida delll’inglese Alison Nicholas. E’ stata la quarta vittoria europea in dodici match (le altre nel 1992, 2000 e 2003, tutte e quattro giocando in ‘casa’), contro le otto statunitensi. Il team sarà composto dalla norvegese Suzann Pettersen, numero tre mondiale, dalla spagnola Carlota Ciganda, dalla scozzese Catriona Matthew e dalla tedesca Caroline Masson, che hanno acquisito il diritto a partecipare attraverso la classifica che teneva conto dei risultati nel Ladies European Tour, dall’iberica Beatriz Recari, dalla svedese Anna Nordqvist, dalla francese Karine Icher e dall’altra spagnola Azahara Muñoz, ammesse attraverso il Rolex Ranking. La capitata ha poi concesso le quatto wild card a sua disposizione alla Sergas, alla svedese Caroline Hedwall e alle inglesi Jodi Ewart-Shadoff e Charley Hull. La capitana statunitense Meg Mallon, che avrà al suo fianco le vice capitane Dottie Pepper e Laura Diaz, ha avuto otto proette dall’apposita classifica a punti: Stacy Lewis, numero due della classifica mondiale, Paula Creamer, Cristie Kerr, Angela Stanford, Brittany Lincicome, Lexi Thompson, Jessica Korda e Brittany Lang, e due dal Rolex Ranking, Lizette Salas e Morgan Pressel, mentre ha concesso le due wild card di sua competenza a Gerina Piller e a Michelle Wie. La Neumann, 46enne di Finspang con tredici titoli nel LPGA Tour, comprensivi di un major, e undici nel LET, ha partecipato a sei edizioni della Solheim Cup. Ha fatto scelte coraggiose, perché pur avendo già in squadra tre debuttanti (Ciganda, Masson e Recari) ne ha chiamate altre tre, ossia la Sergas, la Ewart-Shadoff e la Hull. Della compagine vincitrice in Irlanda sono rimaste la Pettersen (sei presenze fino ad ora in Solheim Cup), la Matthew (6), la Nordqvist (2), la Muñoz (1) e la Hedwall (1). Torna invece dopo undici anni la Icher, che aveva partecipato all’edizione del 2002. La Mallon, 50 anni, 18 vittorie nel LPGA Tour con quattro major e cinque partecipazioni alla Solheim Cup, di esordienti ne avrà quattro: la Thompson, che con i suoi 18 anni diventerà la più giovane giocatrice tra le americane ad aver preso parte alla manifestazione, la Korda, che appena nel 2009 ha vinto la Junior Solheim Cup con la compagine USA, la Salas e la Piller, scelta per essersi espressa molto bene in stagione pur senza aver vinto. Le altre otto erano tutte in campo al Killeen Castle: Lewis(1 presenza), Creamer (4), Kerr (6), Stanford (4), Lincicome (3), Lang (2), Pressel (3) e Wie (2) alla quale la Mellon ha dato fiducia, come detto, con una decisione piuttosto opinabile visti gli scarsi risultati dell’ex ragazzina prodigio. Il torneo si svolgerà con la consueta formula: quattro foursome e quattro fourballs nelle prime due giornate e dodici singoli nella terza per un totale di 28 punti a disposizione. Il team europeo è partito domenica scorsa e il primo giorno dopo l’arrivo è stato del tutto particolare, come ha detto Giulia Sergas: “Qui a Parker c’è sole e caldo secco proprio come previsto. Sarà stato per il cambio di fuso orario o più probabilmente per l’eccitazione, ma ci siamo svegliate tutte alle 6 del mattino pronte a provare il campo”. Poi una nota di colore: “La divisa di oggi è nera con la cintura e il cappellino rosa: siamo elegantissime!”. Il percorso, aperto nel 2007, è stato disegnato da Bill Coore e da Ben Crenshaw, rispettando il contesto naturale in collina all’ombra del Pikes Peak, una delle più note e amate montagne degli Stati Uniti. I due autori vi hanno inserito tutte le caratteristiche adatte per testare le capacità di giocatori più forti e perché potesse ospitare tornei di grande peso internazionale. E’ un campo che offre varie strategie di gioco e che premia e punisce nella giusta misura. E’ stato considerato tra migliori campi privati dalle riviste T&L Golf, Sports Illustrated e Golf Magazine. Nel 2010 vi si è svolto il Senior PGA Championship, un major per  “over 50” vinto da Tom Lehman. “E’ un campo – ha detto il campione statunitense Crenshaw, noto tra l’altro per essere stato uno dei migliori puttatori al mondo – che poteva nascere solo in Colorado, in una terra dove il golf ha quasi un habitat naturale. Abbiamo seguito l’andamento del terreno e il risultato è stato qualcosa di unico, interessante e stimolante”.