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PGA Tour: vince Jason Day Francesco Molinari nono nell’Arnold Palmer Invitational

18 Maggio 2016
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PGA Tour: Zurich Classic a Brian Stuard

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Con un’ottima prova e una tonica rimonta negli ultimi due giri Francesco Molinari si è classificato nono con 278 colpi (68 72 69 69, -10), alla pari con gli inglesi Justin Rose e Paul Casey, nell’Arnold Palmer Invitational (PGA Tour) svoltosi sul percorso del Bay Hills Club & Lodge (par 72), a Orlando in Florida.
Ha vinto, con una corsa di testa, l’australiano Jason Day (nella foto) con 271 (66 65 70 70, -17), che però ha stentato molto nel finale e si è potuto imporre anche grazie a un regalo di Kevin Chappell, secondo con 272 (68 68 67 69, -16) dopo un bogey sull’ultima buca.
Al terzo posto con 274 (-14) Troy Merritt e lo svedese Henrik Stenson, al quinto con 276 (-12) Zach Johnson, al sesto con 277 (-11) Jamie Lovemark, il thailandese Kiradech Aphibarnrat e il giapponese Hideki Matsuyama,  al 12° con 279 (-9) l’australiano Adam Scott e il 17° con 280 (-8) il suo connazionale Marc Leishman.
L’orgoglio e la classe hanno portato il nordirlandese Rory McIlroy dalla 64ª alla 27ª posizione con 282 (75 67 75 65, -6), grazie a un 65 (-7) miglior score di giornata ottenuto anche da Aphibarnrat e dal colombiano Camilo Villegas, 55° con 286 (-2). Alti e bassi per Keegan Bradley, 36° con 283 (-5), per l’inglese Ian Poulter e per il sudafricano Retief Goosen, 46.i con 285 (-3), e bassa classifica per l’argentino Angel Cabrera, 68° con 290 (+2), e per il sudafricano Ernie Els, 74° con 294 (+6).
Jason Day, leader nei primi tre turni, è partito male e con tre birdie e tre bogey sulle prime nove buche si è fatto raggiungere da Kevin Chappell (tre birdie e un bogey). Quest’ultimo, dopo aver replicato a un birdie dell’australiano, è passato a condurre con il suo quinto birdie alla 16ª. Day ha rimediato con un nuovo birdie alla 17ª (70, -2) e poi Chappell gli ha lasciato strada, come detto con l’errore sul green della 18ª (69, -3). Rory McIlroy si è espresso con due eagle, cinque birdie e un doppio bogey.
Francesco Molinari ha infilato tre birdie di fila dalla terza alla quinta buca, poi dopo un bogey all’ottava, ha realizzato altri tre birdie tra la 12ª e la 16ª. Quando sembrava che potesse entrare tra i primi cinque classificati sono arrivati due bogey a chiudere (69, -3) che, comunque, non hanno tolto nulla alla sua performance di alto livello.
Per Day, 29enne di Beaudesert, i titoli nel circuito sono ora otto, comprensivi di un major (PGA Championship 2015) e di un WGC (Accenture Match Play 2014). E’ stato gratificato con 1.134.000 dollari su un montepremi di 6.300.000 dollari ed è salito al secondo posto della graduatoria mondiale (p. 10,78), superando McIlroy (p. 9,28) e avvicinandosi sensibilmente al leader Jordan Spieth (11,09). Ha recuperato tre posizioni Francesco Molinari (78° con 1,80).
TERZO GIRO – L’australiano Jason Day, numero tre mondiale, ha rallentato con un 70 (-2), ma il totale di 201 colpi (66 65 70, -15) gli è stato sufficiente per poter continuare la sua corsa di testa nell’Arnold Palmer Invitational e per potersi presentare alla partenza del giro finale con due colpi di margine su Kevin Chappell, Troy Merritt e sullo svedese Henrik Stenson (203, -13).
Sul percorso del Bay Hills Club & Lodge (par 72), a Orlando in Florida, Francesco Molinari è tornato in alta classifica salendo da 25° al 13° posto con 209 colpi (68 72 69, -7). Non potrà competere per il titolo, ma sicuramente può aspirare alla prima top ten stagionale.
Oltre che dal trio alle sue spalle, Day dovrà anche guardarsi dall’inglese Justin Rose e da Derek Fathauer, quinti con 205 (-11), mentre non sembrano avere margini di recupero, se non altro per i forti avversari che hanno davanti, Jamie Lovemark e l’argentino Emiliano Grillo, settimi con 207 (-9), Zach Johnson, Chris Kirk, Smylie Kaufman e il coreano K.J. Choi, noni con 208 (-8). Ha lo stesso score di Molinari anche l’inglese Paul Casey e viaggiano con un colpo in più l’australiano Adam Scott e il giapponese Hideki Matsuyama, 18.i con 210 (-6).
E’ scivolato in bassa classifica con il secondo 75 (+3 con tre bogey e tre doppi bogey) in tre turni il nordirlandese Rory McIlroy, 64° con 217 (75 67 75, +1) alla pari con l sudafricano Ernie Els, e a questo punto Jason Day gli toglierà il secondo posto nel world ranking, salvo imprevisti nelle ultime 18 buche. Inoltre l’australiano, se dovesse vincere, andrebbe ad insidiare Jordan Spieth, assente nell’occasione, che rimarrebbe leader mondiale con uno scarto di circa 0,3 punti. In media classifica l’australiano Marc Leishman, 24° con 211 (-3), Keegan Bradley,  30° con 212 (-4), e il sudafricano Retief Goosen, 38° con 213 (-3). Quasi in coda l’argentino Angel Cabrera, 70° con 219 (+3).
Jason Day, come detto, ha un po’ frenato con un 70 (-2) raccogliendo quattro birdie e due bogey, ma non ne ha saputo approfittarne Henrik Stenson, stesso score (un eagle, due birdie, due bogey), rimasto in seconda posizione. Dopo undici buche in par Francesco Molinari ha alzato i ritmi con un eagle e due birdie nelle successive cinque, poi è arrivato un bogey alla 17ª (69, -3). Il montepremi è di 6.300.000 dollari con prima moneta di 1.134.000 dollari.
SECONDO GIRO – L’australiano Jason Day, numero tre mondiale, ha mantenuto la leadership con 131 colpi (66 65, -13) nell’Arnold Palmer Invitational (PGA Tour), che si sta svolgendo sul percorso del Bay Hills Club & Lodge (par 72) a Orlando in Florida. Ha perso terreno, ma è comunque in buona posizione, Francesco Molinari, da settimo a 25° con 140 (68 72, -4), stesso score di Zach Johnson, Webb Simpson e dell’australiano Adam Scott.
E’ rimasto al secondo posto con 133 (-11) lo svedese Henrik Stenson e si è portato al terzo con 134 (-10) l’inglese Justin Rose. Al quarto con 136 (-8) Jamie Lovemark, Troy Merritt, Kevin Chappell e Derek Fathauer e all’ottavo con 137 (-7) Brendan Steele, l’inglese Paul Casey e l’australiano Marc Leishman.
Ha rimontato il nordirlandese Rory McIlroy, da 107° a 42° con 142 (75 67, -2), che deve evitare di cedere la seconda piazza nel World Ranking a Day. Stanno tenendo un buon passo Keegan Bradley e il giapponese Hideki Matsuyama, 16.i con 139 (-5), e sono in coda il sudafricano Ernie Els e l’argentino Angel Cabrera, 63.i con 144 (par).
Hanno lasciato la compagnia Matt Every, campione uscente, e Matt Kuchar, 77.i con 145 (+1) e fuori per un colpo, il fijiano Vijay Singh, 89° con 146 (+2), l’inglese Luke Donald e il nordirlandese Graeme McDowell, 95.i con 147 (+3).
Jason Day ha marciato spedito con sette birdie senza bogey per il 65 (-7), miglior punteggio del turno. Un colpo in più per Henrik Stenson, con sette birdie e un bogey, e per Justin Rose, con sei birdie. Rory McIlroy, dopo il 75 (+3) d’avvio, è rinvenuto con un 67 (-5), frutto di sei birdie e di un bogey.
Francesco Molinari, che punta a una posizione di rilievo dopo le prime gare stagionali poco redditizie e reduce dal taglio della scorsa settimana nel Valspar Championship, ha girato nel 72 del par. In deficit di due colpi sul campo per due bogey di fila alle buche 4 e 5, ha recuperato con birdie alla 6ª e alla 12ª nel contesto di un giro giocato con molta attenzione. Il montepremi è di 6.300.000 dollari con prima moneta di 1.134.000 dollari.
PRIMO GIRO – Francesco Molinari, settimo con 68 (-4) colpi, ha tenuto un ottimo passo nel primo giro dell’Arnold Palmer Invitational (PGA Tour) sul percorso del Bay Hills Club & Lodge (par 72) a Orlando in Florida. Ha iniziato a gran ritmo l’australiano Jason Day, leader con 66 (-6) e numero tre mondiale, il cui obiettivo è quello di togliere a Rory McIlroy il secondo posto nel world ranking e il nordirlandese sembra volergli agevolare il compito a giudicare dal 75 (+3) che l’ha collocato al 107° posto su 120 concorrenti.
Sono sulla scia di Day i suoi connazionali Marc Leishman  e Adam Scott, in grande condizione e reduce da due vittorie di fila precedute da un secondo posto, lo svedese Henrik Stenson, Brendan Steele e Troy Merritt (67, -5), distanziati di una lunghezza, e a due, tra i nove giocatori che affiancano Molinari, ci sono, tra gli altri, Chris Kirk e gli inglesi Justin Rose e Paul Casey. Al 17° posto con 69 (-3) Keegan Bradley, al 27° con 70 (-2) Zach Johnson, Brandt Snedeker, Webb Simpson, il giapponese Hideki Matsuyama e i sudafricani Ernie Els e Retief Goosen, al 50° con 71 (-1) Matt Every, campione uscente, il nordirlandese Graeme McDowell, l’argentino Angel Cabrera e il fijiano Vijay Singh e al 68° con 72 (par) Matt Kuchar e gli inglesi Ian Poulter e Luke Donald.
Jason Day, 29enne di Beaudesert, con sette titoli nel circuito comprensivi di un major (PGA Championship 2015) e di un WGC (Accenture Match Play 2014), è stato lo scorso anno in vetta al world ranking e ora prova a riconquistare la posizione. McIlroy è a distanza minima e Jordan Spieth, che guida la graduatoria, non è poi così lontano. Nel suo score un eagle, sette birdie, un bogey e un doppio bogey.
“Effettuare un giro scendendo di sei colpi sotto il par su questo campo – ha detto – è indubbiamente gratificante. Fa miracoli dal punto di vista della fiducia nel proprio gioco, soprattutto perché è vero che il percorso può concedere birdie, ma è molto insidioso, con il  bogey sempre dietro l’angolo e dove occorre procedere con precisione ed attenzione. E oggi, a parte un errore con un fuori limite alla buca nove, credo di essermi espresso veramente bene”.
Francesco Molinari, alla settima gara stagionale con miglior risultato un 33° posto (Sony Open all’esordio) e due tagli, di cui l’ultimo subito la scorsa settimana, ha due obiettivi a brevissimo termine: ritrovare la forma ottimale e risalire tra i primi 50 della graduatoria mondiale (attualmente 81°) onde partecipare agli eventi che contano. Il torinese è partito dalla buca dieci con due birdie, ne ha aggiunto un altro poco dopo, ma ha avuto un momento di black out al giro di boa con due bogey di fila. Pronta però la reazione con altri tre birdie sulle ultime otto buche. Quanto  a Rory McIlroy, che ha assemblato due birdie, un bogey e due doppi bogey, dovrà ricorrere a tutta la sua classe nel secondo turno per evitare il taglio. Al momento è fuori di tre colpi. Il montepremi è di 6.300.000 dollari con prima moneta di 1.134.000 dollari.
PROLOGO – Il nordirlandese Rory McIlroy, numero due mondiale, e l’australiano Jason Day, numero tre, divisi da pochi centesimi di punto nel world ranking e quindi in continua lotta per difendere o riconquistare la posizione, si dividono equamente le attenzioni alla vigilia dell’Arnold Palmer Invitational (17-20 marzo), torneo del PGA Tour, dedicato al grande campione statunitense, che avrà luogo sul percorso del Bay Hills Club & Lodge a Orlando in Florida.
Sarà della partita Francesco Molinari, che non sta attraversando un buon momento e che ha necessità di ritrovare un buon ritmo, ma soprattutto di conseguire rapidamente ottimi risultati e tornare tra i primi 50 della classifica mondiale (attualmente 81°) per poter prendere parte agli eventi che contano, dai quali al momento è fuori. Reduce dal taglio subito la settimana scorsa nel Valspar Championship (il secondo quest’anno), è alla settima gara stagionale con miglior risultato nelle precedenti sei il 33° posto nel Sony Open, all’esordio.
Difende il titolo Matt Every, 33enne di Daytona Beach (Florida), che dopo il successo conseguito nel 2015 ha avuto più di qualche problema e nelle successive 25 gare, fino a oggi, non ne ha completate 16 per tagli o ritiri. In sostanza si prospetta un tentativo di difesa del titolo piuttosto complicato.
Nel field, come sempre in questa gara, vi sono numerosi altri giocatori di peso tra i quali ricordiamo Zach Johnson, Brandt Snedeker, Matt Kuchar, Keegan Bradley, anch’egli in un periodo poco felice, gli australiani Adam Scott e Marc Leishman, lo svedese Henrik Stenson, il giapponese Hideki Matsuyama e l’inglese Justin Rose. Non sembrano in condizioni di vincere, ma contribuiranno sicuramente allo spettacolo, l’argentino Angel Cabrera, gli inglesi Luke Donald, Paul Casey e Ian Poulter, il nordirlandese Graeme McDowell, i sudafricani Ernie Els e Retief Goosen e il fijano Vijay Singh.
Il montepremi è di 6.300.000 dollari con prima moneta di 1.134.000 dollari.
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