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PGA Championship: McIlroy semplicemente straordinario

  11 Agosto 2014 News
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Straordinario Rory McIlroy (nella foto. Non c’è altro aggettivo per sintetizzare il successo nel PGA Championship, il terzo di una sequenza di valore assoluto iniziata con l’Open Championship e passando per il Bridgestone Invitational, due major e un evento del WGC. Sul percorso del Valhalla GC (par 71), a Louisville nel Kentucky, il 25enne nordirlandese ha concluso con 268 colpi (66 67 67 68, -16), bruciando dopo uno splendido giro finale, Phil Mickeson, secondo con 269 (69 67 67 66, -15), Rickie Fowler e lo svedese Henrik Stenson, terzi con 270 (-14), tutti assoluti protagonisti di un grande spettacolo.  Bassa classifica per i due azzurri Edoardo Molinari, 47° con 283 (66 73 71 73, -1), e Francesco Molinari, 59° con 284 (71 71 71 71, par), mentre Matteo Manassero era uscito al taglio (141° con 157 – 80 77, +15). Hanno offerto una bella prestazione Jim Furyk e Ryan Palmer, quinti con 272 (-12), e gran rimonta del sudafricano Ernie Els che con un 65 (-5), miglior score di giornata, è salito dal 23° al settimo posto con 273 (-11) occupato anche da Jimmy Walker (altro 65), Hunter Mahan, Steve Stricker, dal francese Victor Dubuisson e dal finlandese Mikko Ilonen. Al 15° con 275 (-9) l’australiano Adam Scott, i sudafricani Louis Oosthuizen e Charl Schwartzel, l’inglese Lee Westwood e l’austriaco Bernd Wiesberger, secondo alla partenza e crollato con un 74 (+3). Non hanno risposto alle attese l’inglese Justin Rose, 22° con 276 (-8), lo spagnolo Sergio Garcia e il fijano Vijay Singh, 36.i con 281 (-3), l’inglese Luke Donald, 41° con 282 (-2), il nordirlandese Graeme McDowell, 47° con Edoardo Molinari, l’iberico Gonzalo Fernandez Castaño e l’inglese Ian Poulter, alla pari con Francesco Molinari, Bubba Watson, 65° con 287 (+3), e Zach Johnson, 70° con 289 (+5). Hanno fatto sicuramente peggio, perché usciti al taglio caduto a 143 (+1),  il tedesco Martin Kaymer e l’irlandese Padraig Harrington, 75.i con 144 (+2), Keegan Bradley e l’inglese Paul Casey, 95.i con 146 (+4), e Webb Simpson, 110° con 147 (+5). Si è ritirato nel corso del primo giro, per problemi al collo, Jason Dufner, campione uscente. Non giudicabile Tiger Woods, fuori anche lui dopo 36 buche (117° con 148 – 74 74, +6), che non è apparso in condizioni ottimali dal punto di vista fisico dopo l’intervento alla schiena e che ha lasciato l’impressione di aver effettuato un rientro troppo anticipato. In una giornata finale, in cui il maltempo ha fatto la sua parte, McIlroy, leader dopo tre turni, è partito male con due bogey in sei buche e ha lasciato spazio a Stenson, Fowler e Mickelson, che sono passati a condurre. Fowler è rimasto anche al comando da solo sul “meno 15”, mentre il nordirlandese cercava di limitare i danni sulle prime nove buche e ci riusciva con un birdie che alleggeriva la situazione, ma lo lasciava sempre dietro. La svolta alla decima buca, quando McIlroy ha riagganciato i fuggitivi con un eagle e da quel momento si è avuta netta la sensazione di come sarebbe andata  finire. Il numero uno mondiale non ha sbagliato praticamente quasi più nulla, realizzando altri due birdie, di cui l’ultimo alla buca 17 gli ha dato due colpi di vantaggio e la certezza del quarto major nel palmares. Nel frattempo Stenson e Fowler erano incappati in un bogey alla 14ª che li ha messi fuori gioco e Mickelson il colpo decisivo lo ha perso alla 16ª. Poi però ha trovato il birdie alla buca 18 che gli ha dato il secondo posto in solitudine. Per McIlroy 68 (-3) colpi con un eagle, tre birdie e due bogey; per Mickelson e per Stenson 66 (-5) con sei birdie e un bogey e 68 per Fowler con cinque birdie e due bogey. Edoardo Molinari ha iniziato il torneo benissimo con un 66 (-5) e il quarto posto, poi però ha perso terreno ad ogni giro ed è stato penalizzato sicuramente di più di quanto non meritasse. Nel turno finale fino alla 14ª buca è andato per tre volte sotto par, ma ha subito perso il vantaggio sul campo. Ha iniziato con due birdie, annullati da due bogey ed è arrivato al giro di boa in 35 colpi (par), poi ha alternato altri due birdie a due bogey e ha chiuso il suo major con la sequenza bogey-doppio bogey-birdie per il 73 (+2). Francesco Molinari è stato fin troppo regolare con quattro giri tutti nel 71 del par che l’hanno tenuto nella parte bassa della graduatoria. Partito male con due bogey in fila ha poi recuperato nel rientro con tre birdie e un bogey.   Terzo giro – Il nordirlandese Rory McIlroy ha mantenuto il comando con 200 colpi (66 67 67, -13) dopo il terzo giro del PGA Championship, ultimo major stagionale che si conclude con la disputa del quarto sul percorso del Valhalla GC (par 71), a Louisville nel Kentucky. E’ scivolato a metà classifica Edoardo Molinari, da 17° a 38° con 210 (66 73 71, -3) dopo un 71 (par), stesso punteggio realizzato dal fratello Francesco, 56° con 213 (71 71 71, par) E’ dovuto ricorrere agli effetti speciali McIlroy per allungare una classifica in cui a poche buche dal termine c’erano troppo leader, così con tre birdie nelle ultime quattro ha riportato un po’ d’ordine, ovviamente in base al suo punto di vista. E’ rimasto sulla sua scia il tenace e sorprendente austriaco Bernd Wiesberger, secondo con 201 (-12), e hanno tenuto Rickie Fowler, terzo con 202 (-11), Phil Mickelson e l’australiano Jason Day, quarti con 203 (-10). Il rush del nordirlandese ha allontanato altri pericolosi concorrenti, ma non li ha messi fuori gioco, perché hanno sicuramente possibilità di correre per il titolo Ryan Palmer, il sudafricano Louis Oosthuizen, lo svedese Henrik Stenson e il finlandese Mikko Ilonen, sesti con 204 (-9). Sono invece probabilmente out Jim Furyk, Hunter Mahan, l’australiano Adam Scott e l’inglese Lee Westwood, 13.i con 206 (-7), anche se sei colpi di vantaggio non costituiscono assoluta sicurezza. Per gli altri big, che speravano in un esito migliore, c’è solo la possibilità di salire in graduatoria, magra soddisfazione in una di quelle gare in cui l’importante non è partecipare, ma vincere. Ha provato a riscattare due giri in ombra lo spagnolo Sergio Garcia, 23° con 208 (-5), e il tentativo gli è riuscito con un 66 (-5) che gli ha fatto scalare trenta posizioni e agganciare il sudafricano Ernie Els, la cui andatura è stata più regolare. Seguono al 32° posto con 209 (-4) l’inglese Justin Rose e il sudafricano Charl Schwartzel, al 38°, insieme a Edoardo Molinari, l’altro inglese Luke Donald, al 50° con 212 (-1) Zach Johnson, il fiano Vijay Singh e l’inglese Ian Poulter. Assolutamente deludenti il nordirlandese Graeme McDowell, 63° con 214 (+1), e Bubba Watson, 70° con 215 (+2). Per quattordici buche McIlroy non ha avuto l’andatura fluida del giro precedente, ma dopo tre birdie e due bogey, con la confusione che stava regnando in cima alla graduatoria, ha dato una decisa sterzata e con i tre birdie di cui si è detto (67, -4) ha rimesso tutti in fila. “Non ho un grande vantaggio – ha detto – ma intanto sono nella posizione migliore in cui si possa stare e ho il controllo del torneo. A un certo punto ho compreso che con un paio di birdie nelle buche di rientro avrei potuto mantenere il primato e così è stato. Ne sono arrivati tre, ma i due alle buche 15 e 16 mi hanno dato una particolare soddisfazione per come li ho costruiti”. Wiesberger, 29enne viennese, numero 70 nel world ranking e con due titoli nell’European Tour datati 2012, ha siglato con 65 (-6) il miglior score di giornata e ha segnato tre dei suoi sei birdie in chiusura, così da contrare efficacemente l’allungo di McIlroy. Per lui sensazioni tutte particolari: “E’ stato come l’avverarsi di un sogno giocare insieme a Phil Mickelson, uno dei miei idoli. Mi sono espresso splendidamente, ho indovinato quasi tutti i colpi e non mi sono lasciato sfuggire le opportunità che mi si sono presentate. Per me la situazione è assolutamente nuova: è il secondo taglio che supero in sei major e mi trovo a ridosso del leader. Dovrò controllare la tensione nervosa, ma soprattutto domani cercherò di divertirmi”. Senza sbavature anche il cammino di Fowler con quattro birdie e un ottimo rendimento sui green e stesso 67 anche per Mickelson, autore di sei birdie, ma che ha attraversato un momentaccio sulle buche 11 e 12 dove ha perso due colpi. Edoardo Molinari, superate quattro buche in par, è andato decisamente in altalena sulle successive cinque, ma è riuscito a guadagnare un colpo, con tre birdie e due bogey, che però ha perso alla 16ª. Francesco Molinari, dopo un birdie nella prima metà del tracciato, ha sbandato nel finale con due bogey (16ª e 17ª), poi ha recuperato il par con un birdie a terminare per il terzo 71 di fila. Il montepremi di 10.000.000 di dollari è il più alto, insieme a quello di pari importo del Players Championship, per gli eventi del PGA Tour. Il torneo su Sky – La giornata finale del PGA Championship andrà in onda in diretta e in esclusiva sulla TV Satellitare Sky con collegamento dalle ore 20 alle ore 1 (Sky Sport 2 e 2 HD). Repliche: terza giornata, domenica 10, alle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), alle ore 10 e alle ore 14,45 (Sky Sport 3 e 3 HD); quarta giornata, lunedì 11 agosto alle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), alle ore 10 e alle ore 21 (Sky Sport 3 e 3 HD). Commento di Silvio Grappasonni e di Nicola Pomponi.   Terzo giro – Rory McIlroy ha decisamente attaccato nel secondo giro del PGA Championship e ha preso il comando con 133 colpi (66 67, -9)  nell’ultimo major stagionale in svolgimento sul percorso del Valhalla GC (par 71), a Louisville nel Kentucky. Ha mantenuto una buona classifica Edoardo Molinari, 17° con 139 (66 73, -3), pur se è dovuto retrocedere di tredici posizioni, ed è rimasto praticamente stabile Francesco Molinari, 53° con 142 (71 71, par). Out, invece, Matteo Manassero, 141° con 157 (80 77, +15), stessa sorte toccata anche a Tiger Woods, 117° con 148 (74 74, +6). McIlroy non ha comunque allungato troppo la classifica dove sono al secondo posto con un colpo di distacco Jim Furyk e l’australiano Jason Day (134, -8), autore con un 65 (-6) del miglior score di giornata. Al quarto con 135 (-7) Rickie Fowler, Ryan Palmer e il finlandese Mikko Ilonen, al settimo con 136 (-6) Phil Mickelson, in risalita e apparso abbastanza tonico con un 67 (-4), e l’austriaco Bernd Wiesberger. In nona posizione con 137 (-5) lo svedese Henrik Stenson, il sudafricano Louis Oosthuizen e l’inglese Lee Westwood, in vetta dopo un giro insieme a Ryan Palmer e a Kevin Chappell, che ora è alla pari con Edoardo Molinari e con il fijano Vijay Singh. In 26ª con 140 (-2) i sudafricani Ernie Els e Charl Schwartzel, in 38ª con 141 (-1) Brandt Snedeker, l’inglese Ian Poulter e lo spagnolo Gonzalo Fernandez Castaño, mentre affiancano Francesco Molinari gli inglesi Justin Rose e Luke Donald, l’iberico Sergio Garcia, Bubba Watson e Zach Johnson. Ha evitato il taglio con l’ultimo punteggio utile il nordirlandese Graeme McDowell, 69° con 143 (+1) e sono rimasti fuori il tedesco Martin Kaymer e l’irlandese Padraig Harrington, 75.i con 144 (+2), Keegan Bradley e l’inglese Paul Casey, 95.i con 146 (+4), e Webb Simpson, 110° con 147 (+5). Si è ritirato nel corso del primo giro, per problemi al collo, Jason Dufner, campione uscente. McIlroy ha iniziato il suo giro dalla buca 10 con un bogey, ma ha preso subito il ritmo giusto, pur se sotto il disturbo della pioggia intermittente. Ha virato con un parziale di 33 (-3), grazie a due birdie e a un eagle, e ha concluso in 67 con due birdie e un altro bogey.  “Il mio giro – ha detto McIlroy – è stato apprezzabile, non mi sono lasciato sfuggire le buone occasioni che mi si sono presentate e ho anche saputo approfittare delle pause che il maltempo ci ha concesso. In questo momento sono a mio agio in ogni parte del campo, colpisco bene la palla, ho pieno controllo del mio gioco e delle mie emozioni. Si, ci sono molte differenze con il passato. Sono un giocatore migliore di quanto non lo fossi alla fine del 2012, più forte e attrezzato sia fisicamente che mentalmente per affrontare impegni di questo tipo e ravvicinati”. Lo score più basso lo ha presentato, come detto, Day con un eagle, cinque birdie e un bogey e Mickelson ha dato speranze ai suoi tanti fans con un eagle, quattro birdie e due bogey. Tanti problemi da risolvere per Woods, sia di gioco che fisici. Nel suo secondo 74 (+3) due birdie, tre bogey e un doppio bogey. Edoardo Molinari, compreso di non avere il passo del giorno precedente, ha badato soprattutto a non fare danni. Non ha segnato birdie e ha concluso in 73 (+2) con due bogey e sedici par. Partenza (dalla 10ª) ad handicap  con due bogey per Francesco Molinari, che ha recuperato subito un colpo e poi ha avuto la pazienza di attendere l’occasione propizia per riportarsi in par. Al secondo birdie è seguito il terzo bogey a una buca dal temine, compensato con il terzo birdie sull’ultima (71). Tre bogey in avvio (dalla 10ª) hanno tolto a Manassero subito ogni speranza di un miracoloso recupero dopo l’80 (+9) iniziale. Sono seguiti altri due bogey, un doppio bogey e l’unico birdie del suo torneo alla 35ª buca giocata (77, +6). Il montepremi di 10.000.000 di dollari è il più alto, insieme a quello di pari importo del Players Championship, per gli eventi del PGA Tour. Il torneo su Sky – Il PGA Championship va in onda in diretta e in esclusiva sulla TV Satellitare Sky con i seguenti orari: sabato 9 agosto e domenica 10, dalle ore 20 alle ore 1 (Sky Sport 2 e 2 HD). Repliche: terza giornata, domenica 10, alle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), alle ore 10 e alle ore 14,45 (Sky Sport 3 e 3 HD); quarta giornata, lunedì 11 agosto alle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), alle ore 10 e alle ore 21 (Sky Sport 3 e 3 HD). Commento di Silvio Grappasonni e di Nicola Pomponi.   Primo giro – Grande partenza di Edoardo Molinari che con un score di 66 (-5) colpi è al quarto posto nel PGA Championship, l’ultimo major stagionale in svolgimento sul percorso del Valhalla GC (par 71), a Louisville nel Kentucky. Il torinese è a un colpo dal trio di testa formato da Kevin Chappell, Ryan Palmer e dall’inglese Lee Westwood (65, -6) e ha la compagnia di Jim Furyk, del nordirlandese Rory McIlroy, dello svedese Henrik Stenson e dell’inglese Chris Wood. Al 54° posto Francesco Molinari con il 71 del par, quasi in fondo alla classifica Matteo Manassero, 147° con 80 (+9). Non ha avuto indugi il nordirlandese Rory McIlroy, neo numero uno mondiale, vincitore dell’Open Championship e grande favorito, e hanno tenuto un buon passo l’inglese Ian Poulter, undicesimo con 68 (-3), Phil Mickelson e Rickie Fowler, 20.i con 69 (-2). Non sono andate affatto bene le cose per Tiger Woods, che ha deciso di scendere in campo, ma avuto parecchi problemi di gioco che si sono tradotti in un 74 (+3) con il 109° posto. Raggruppati al 35° dopo un 70 (-1), con un ritardo importante, ma assolutamente recuperabile, alcuni dei big più attesi: Bubba Watson, Zach Johnson, Hunter Mahan, lo spagnolo Sergio Garcia, l’inglese Justin Rose, il tedesco Martin Kaymer e i sudafricani Ernie Els e Louis Oosthuizen. Sono insieme a Francesco Molinari l’australiano Adam Scott, il fijano Vijay Singh, Jordan Spieth e lo spagnolo Gonzalo Fernandez Castaño e navigano oltre metà classifica il sudafricano Charl Schwartzel e l’iberico Miguel Angel Jimenez. 79.i con 72 (+1), Brandt Snedeker, Webb Simpson, il nordirlandese Graeme McDowell e l’irlandese Padraig Harington, 93.i con 73 (+2), Keegan Bradley e l’inglese Paul Casey, 109.i come Woods. A un passo dal taglio l’argentino Angel Cabrera, 152° con 82 (+11), e costretto al ritiro per problemi al collo Jason Dufner, campione uscente. A 41 anni Lee Westwood, 23 titoli nell’European Tour e due nel PGA Tour, ha forse una delle ultime occasioni per non rimanere “un campione che non sa vincere i major”. Ha effettuato un cammino un po’ accidentato con un bogey e un doppio bogey, ma nove birdie hanno rimediato a tutto. Chappell, 28enne californiano di Fresno senza successi nel circuito, ha infilato sei birdie e Palmer, 38enne texano di Amarillo con tre vittorie in carriera, di birdie ne ha messi a segno sette, ma con un bogey. McIlroy ha siglato tre birdie sulle prime nove buche, poi ha attraversato un momentaccio tra la 10ª (doppio bogey) e la 11ª (bogey), ma avuto una reazione da grande campione qual è con quattro birdie in sequenza fino alla 15ª e con l’ottavo del turno a chiudere. Tiger Woods ha segnato un birdie e quattro bogey e più di una volta si è trovato in difficoltà per palline erranti. Una è finita in acqua, un’altra tra i pubblico lontano dal fairway ed è apparso anche un po’impacciato nei movimenti. “Non è andata bene, ho effettuato brutti colpi e non ho imbucato un putt, proprio una brutta combinazione”. Ha mostrato, però, fiducia: “Se riesco a realizzare due score sotto par di fila posso tornare in corsa anche io”. Edoardo Molinari ha fatto meglio di McIlroy nella parte iniziale con quattro birdie, poi di birdie ne sono arrivati altri tre, ma con due bogey. “E’ stato un giro molto buono. Il putter ha funzionato a dovere – ha detto – e ho eseguito tanti ottimi colpi con i ferri. Ho invece avuto qualche problema da tee, ma il tracciato, forse fin troppo generoso per un major, concede abbastanza e quindi non ho subito tanti danni. Il rough è spesso, ma non impossibile e un paio di birdie sono nati proprio da palline finite fuori pista. Dopo l’Open Championship non stavo giocando bene, così ho passato tanto tempo con Sean Foley e, in particolare, negli ultimi due giorni abbiamo lavorato parecchio non solo in campo pratica, ma anche sul percorso. Il 31 sulle prime nove buche mi ha dato sicuramente morale e, in particolare, il birdie di partenza ha avuto il suo peso, specie per il putt imbucato da quasi otto metri. Ho approfittato dei green che questa mattina erano morbidi per attuare una strategia abbastanza aggressiva”. Francesco Molinari si è gravato subito di un doppio bogey, ma al giro di boa è passato con un “meno 1” grazie a tre birdie. Il colpo di vantaggio sul campo lo ha perso nel rientro con un birdie e due bogey. Manassero ha tenuto per undici buche, sia pure accusando due bogey, poi le cose sono precipitare nelle successive cinque con un bogey e tre doppi bogey. Montepremi alle stelle con 10.000.000 di dollari in palio, come nel Players Championship, la cifra più alta per gli eventi del PGA Tour. Il torneo su Sky – Il PGA Championship va in onda in diretta e in esclusiva sulla TV Satellitare Sky con i seguenti orari: sabato 9 agosto e domenica 10, dalle ore 20 alle ore 1 (Sky Sport 2 e 2 HD). Repliche: seconda giornata, sabato 9, alle ore 10 e alle ore 14,45 (Sky Sport 3 e 3 HD); terza giornata, domenica 10, alle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), alle ore 10 e alle ore 14,45 (Sky Sport 3 e 3 HD); quarta giornata, lunedì 11 agosto alle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), alle ore 10 e alle ore 21 (Sky Sport 3 e 3 HD). Commento di Silvio Grappasonni e di Nicola Pomponi.   La vigilia – Sul percorso del Valhalla GC, a Louisville nel Kentucky, scatta il PGA Championship (7-10 agosto), quarto e ultimo major stagionale al quale prendono parte Francesco Molinari, Edoardo Molinari e Matteo Manassero in un contesto che comprende praticamente l’élite mondiale. Più che le previsioni sul possibile vincitore, alla vigilia tiene banco l’incertezza legata alla presenza di Tiger Woods, dopo i problemi alla schiena che l’hanno costretto al ritiro nel WGC Bridgestone Invitational. Il suo caddie, Joe La Cava, è apparso ottimista in merito e ha fatto normalmente il suo lavoro studiando a lungo il campo e prendendo appunti, anche se nel circolo ospitante non si è vista ombra del campione. Il nome di Tiger figura comunque nel tee time: partirà alle ore 8,35 (ora locale) dalla buca 10 insieme all’irlandese Padraig Harrington e a Phil Mickelson. Quanto agli azzurri Edoardo Molinari inizierà dalla buca 1 alle ore 9,20 in terna con Kevin Streelman e con Ryan Helminen e giocheranno più tardi, sempre cominciando dalla buca 1, Matteo Manassero, con Scott Stallings e con Eric Williamson (ore 12,55) e Francesco Molinari con Luke Donald e con J.B. Holmes (ore 14,05). Il nordirlandese Rory McIlroy, tornato numero uno mondiale dopo il successo nel WGC Bridgestone Invitational, è ritenuto l’indiscusso favorito con una compattezza di pareri non si aveva dai tempi d’oro di Tiger Woods. Il 25enne di Holywood peraltro non si nasconde, tanto che con assoluta naturalezza ha dichiarato: “Se continuo a giocare così posso vincere sempre”. Poi ha espresso il suo rammarico per la vicenda che sta interessando Woods: “Mi sento male per lui – ha detto – il nostro movimento ha bisogno della sua presenza. La cosa più importante è che si curi e ritrovi la piena salute anche a costo di prendersi una nuova lunga pausa”. Tornando al major, difende il titolo Jason Dufner, 37enne di Cleveland (Ohio) che francamente dopo quel successo ha fatto ben poco per farsi notare. Difficile dunque rivederlo tra i protagonisti, mentre è più probabile che siano protagonisti coloro che hanno condotto la danza nel Bridgestone Invitational. Forse con qualche dubbio sullo spagnolo Sergio Garcia, che potrebbe aver accusato la botta sul piano psicologico dopo aver perso un torneo dove sembrava aver costruito un bel pezzo di vittoria nei primi tre turni.  Altro giocatore sotto osservazione sarà l’australiano Adam Scott, anch’egli soggetto a improvvise sparizioni dal campo che paga spesso care. Ad Akron si è assentato per tre buche ed è volata via la leadership mondiale. Naturalmente ha l’immediata opportunità di riconquistarla: gli occorrerà però vincere, perché solo in questo caso McIlroy non avrebbe difesa. Pure Garcia può salire sul trono, ma il suo successo deve combinarsi con un piazzamento oltre il quinto posto del nordirlandese e oltre i quarto di Scott. Proveranno ad andare a caccia del titolo anche Keegan Bradley, il sudafricano Charl Schwartzel, l’inglese Justin Rose, Ricke Fowler,  il nordirlandese Graeme McDowell e l’australiano Marc Leishman. Indecifrabile Phil Mickleson, abbastanza incostante negli score, così come lo svedese Henrik Stenson. Chiamati a una prova d’orgoglio Bubba Watson, Webb Simpson, il tedesco Martin Kaymer, gli inglesi Luke Donald e Ian Poulter e il sudafricano Louis Oosthuizen, tutti poco tonici. Da seguire comunque, anche se non saranno ai vertici, l’argentino Angel Cabrera, il sudafricano Ernie Els, il fijano Vijay Singh e l’irlandese Padraig Harrington capaci di offrire sprazzi di gran classe. Il torneo riveste massima importanza per Matteo Manassero che, dopo aver accettato la “Special Temporary Membership”, ora ha poche gare a disposizione per conquistare la ‘carta’ e giocare nel PGA Tour 2015. Lo scorso anno in questo major si è classificato 72°, mentre è andato meglio Francesco Molinari (33°).  Dopo la singolare prova della scorsa settimana con un giro concluso con 18 par e un altro con 17 par e un birdie, il torinese ha ora necessità di dare una scossa al finale di stagione, evitando soprattutto quelle piccole amnesie che gli procurano poi danni gravi al tirar delle somme. Edoardo Molinari, apparso in gran forma nell’Open Championship, cerca la conferma, o meglio dire la certezza, di essere tornato altamente competitivo. Montepremi alle stelle con 10.000.000 di dollari in palio, come nel Players Championship, la cifra più alta per gli eventi del PGA Tour. Il torneo su Sky – Il PGA Championship andrà in onda in diretta e in esclusiva sulla TV Satellitare Sky con i seguenti orari: giovedì 7 agosto e venerdì 8, dalle ore 19 alle ore 1 (Sky Sport 3 e 3 HD); sabato 9 e domenica 10, dalle ore 20 alle ore 1 (Sky Sport 2 e 2 HD). Repliche: prima giornata, venerdì 8 agosto alle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD) e dalle ore 10 (Sky Sport 3 e 3 HD); seconda giornata, sabato 9 agosto alle ore 10 e alle ore 14,45 (Sky Sport 3 e 3 HD); terza giornata, domenica 10, alle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), alle ore 10 e alle ore 14,45 (Sky Sport 3 e 3 HD); quarta giornata, lunedì 11 agosto alle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), alle ore 10 e alle ore 21 (Sky Sport 3 e 3 HD). Commento di Silvio Grappasonni e di Nicola Pomponi.   Prologo – La serie dei quattro major stagionali si conclude sul percorso del Valhalla GC, a Louisville nel Kentucky, dove si disputa il PGA Championship (7-10 agosto). Al via quasi tutti i migliori giocatori del mondo tra i quali vi saranno anche Francesco Molinari, Edoardo Molinari e Matteo Manassero, decisi a ben figurare in una delle ultime vetrine di prestigio. Nelle previsioni della vigilia il nordirlandese Rory McIlroy, tornato numero uno mondiale dopo il successo nel WGC Bridgestone Invitational, è l’indiscusso favorito e una compattezza di pareri simile non si aveva dai tempi d’oro di Tiger Woods. Il 25enne di Holywood piace per il suo modo di giocare, di proporsi e ha un certo carisma tale da poter far crescere interesse e audience televisiva, anche se ci saranno sempre debite proporzioni di cui tener conto. Intanto Rory c’è e lui non si nasconde davvero, tanto che con assoluta naturalezza ha dichiarato: “Se continuo a giocare così posso vincere sempre”. E in realtà il nordirlandese è anche agevolato da una concorrenza che un po’ manca. Lo si è visto domenica scorsa ad Akron, dove nel turno finale si sono sbriciolati Sergio Garcia, che era partito per il rush finale con tre colpi di vantaggio, e Adam Scott, che gli  ha ceduto lo scettro mondiale andando in caduta libera nel finale. A leggere la medaglia dall’altra faccia, però, bisogna domandarsi quanto queste debacle siano frutto della forza del nordirlandese. Il Valhalla, che ospita per la terza volta il major, potrà dare una prima risposta, ma le altre sicuramente arriveranno a breve. Tiene banco alla vigilia anche Tiger Woods, che è tra gli iscritti, ma ancora non ha sciolto le riserve circa la sua presenza. Il suo caddie Joe La Cava, comunque, nella giornata di lunedì ha preso diligentemente appunti, percorrendo tutto il campo, come se tutto fosse nella normalità. Nel frattempo Tom Watson, capitano della squadra americana di Ryder Cup, ha detto che la sua compagine non può prescindere dall’ex numero uno mondiale, ma a condizione che stia bene. In sostanza se anche Tiger gioca il torneo dovrà dimostrare di essere un buona efficienza per partecipare alla sfida di Gleneagles. Tornando al major difende il titolo Jason Dufner, 37enne di Cleveland (Ohio) che francamente dopo quel successo ha fatto ben poco per farsi notare. Difficile dunque rivederlo tra i protagonisti, mentre è più probabile che si ripetano coloro che hanno condotto la danza nel Bridgestone Invitational. Forse con qualche dubbio su Sergio Garcia, che potrebbe aver accusato la botta sul piano psicologico dopo aver perso un torneo dove sembrava aver costruito un bel pezzo di vittoria dopo tre turni. Nel golf, però, ci sono corsi e ricorsi, e lo spagnolo è uno che quando inizia il giro finale con tre colpi di vantaggio non vince mai.  Altro giocatore sotto osservazione sarà Adam Scott, anch’egli soggetto a improvvise sparizioni dal campo che paga spesso care. Ad Akron si è assentato per tre buche ed è volata via la leadership mondiale. Naturalmente ha l’immediata opportunità di riconquistarla, ma ora il compito è più difficile che difenderla perché, in primis, dipenderà dal suo interlocutore. Lui dovrà solo attaccare, un atteggiamento che non sembra essere tra le sue doti migliori. Proveranno ad andare a caccia del titolo anche Keegan Bradley, il sudafricano Charl Schwartzel, l’inglese Justin Rose, Ricke Fowler e il nordirlandese Graeme McDowell, tutti in prima fila la scorsa settimana. Indecifrabile Phil Mickleson, che ha brillato solamente per 18 buche, troppo poco per volare, ma soprattutto è la sua incostanza negli score a negargli una fetta di chances. Lo stesso discorso vale per lo svedese Henrik Stenson, sebbene il suo cammino sia apparso più lineare. Chiamati a una prova d’orgoglio Bubba Watson, Webb Simpson, il tedesco Martin Kaymer, gli inglesi Luke Donald e Ian Poulter e il sudafricano Louis Oosthuizen, tutti poco tonici. Da seguire comunque, anche se non saranno ai vertici, l’argentino Angel Cabrera, il sudafricano Ernie Els, il fijano Vijay Singh e l’irlandese Padraig Harrington, incostanti nel rendimento, ma capaci di offrire sprazzi di gran classe. Il torneo riveste massima importanza per Matteo Manassero, che dopo aver accettato la “Special Temporary Membership” ora ha poche gare a disposizione per conquistare la ‘carta’ e giocare nel PGA Tour 2015. Lo scorso anno in questo evento si è classificato 72°, mentre è andato meglio Francesco Molinari (33°).  Dopo la singolare prova della scorsa settimana con un giro concluso con 18 par e un altro con 17 par e un birdie, il torinese ha ora necessità di dare una scossa al finale di stagione, evitando soprattutto quelle piccole amnesie che gli procurano poi danni gravi al tirar delle somme. Edoardo Molinari, apparso in gran forma nell’Open Championship, cerca la conferma, o meglio dire la certezza, di essere tornato altamente competitivo. Montepremi alle stelle con 10.000.000 di dollari in palio, come nel Players Championship, la cifra più alta per gli eventi del PGA Tour. Il torneo su Sky – Il PGA Championship andrà in onda in diretta e in esclusiva sulla TV Satellitare Sky con i seguenti orari: giovedì 7 agosto e venerdì 8, dalle ore 19 alle ore 1 (Sky Sport 3 e 3 HD); sabato 9 e domenica 10, dalle ore 20 alle ore 1 (Sky Sport 2 e 2 HD). Repliche: prima giornata, venerdì 8 agosto alle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD) e dalle ore 10 (Sky Sport 3 e 3 HD); seconda giornata, sabato 9 agosto alle ore 10 e alle ore 14,45 (Sky Sport 3 e 3 HD); terza giornata, domenica 10, alle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), alle ore 10 e alle ore 14,45 (Sky Sport 3 e 3 HD); quarta giornata, lunedì 11 agosto alle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), alle ore 10 e alle ore 21 (Sky Sport 3 e 3 HD). Commento di Silvio Grappasonni e di Nicola Pomponi.   I risultati