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Open Championship a Ernie Els ma è un regalo di Adam Scott Francesco Molinari al 39° posto

  22 Luglio 2012 News
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​ Ernie Els (nella foto) ha vinto con 273 colpi (67 70 68 68), sette sotto par, il 141° Open Championship terzo major stagionale disputato sul percorso del Royal Lytham & St. Annes GC (par 70), a Lytham St. Annes in Inghilterra, e dove Francesco Molinari si è classificato al 39° posto con 285 colpi (69 72 71 73, +5). E’ stato un verdetto a sorpresa in un finale incredibile nel quale l’australiano Adam Scott (274 – 64 67 68 75, -6), leader con quattro colpi di vantaggio a quattro buche dal termine, ha dilapidato il suo patrimonio con quattro bogey a chiudere regalando il Claret Jug a Els, già in club house e che magari poteva attendersi un playoff, ma non un omaggio così vistoso. Sono terminati al terzo posto con 277 (-3) Tiger Woods, ora secondo nel world ranking, e Brandt Snedeker, al quinto con 278 (-2) l’inglese Luke Donald, numero uno mondiale, e il nordirlandese Graeme McDowell, al settimo con 279 (-1) il sudafricano Thomas Aiken e il belga Nicolas Colsaerts risalito dal 54° con un 65 (-5) miglior score di giornata. In nona posizione con 280 (par) Matt Kuchar, l’inglese Ian Poulter, il fijano Vijay Singh e il sorprendente ultracinquantenne Mark Calcavecchia (suo l’Open nel 1989). A metà classifica Rickie Fowler, 31° con 283 (+3), Jim Furyk e Keegan Bradley, 34° con 284 (+4), mentre Francesco Molinari è stato affiancato dall’irlandese Padraig Harrington e dal coreano K.J. Choi. Sicuramente delusi Lee Westwood, 45° con 286 (+6), che ha mancato ancora una volta l’appuntamento con il suo primo major e che rischia di non averlo mai nel palmares, il nordirlandese Rory McIlroy, 60° con 288 (+8), il sudafricano Retief Goosen, 64° con 289 (+9), e il thailandese Thonchai Jaidee, 77° con 292 (+12), crollato nelle ultime 36 buche. E’ andata peggio ad altri attesi protagonisti usciti al taglio, caduto a 143 (+3): lo spagnolo Sergio Garcia, l’inglese Justin Rose e il sudafricano Charl Schwartzel (144, +4), il tedesco Martin Kaymer (146, +6), il nordirlandese Darren Clarke (147, +7), campione uscente, Ben Curtis, vincitore del torneo nel 2003, e il sudafricano Trevor Immelman (149, +3), Phil Mickelson e l’inglese Paul Casey (151, +11), l’argentino Angel Cabrera (152, +12). Francesco Molinari è partito male con quattro bogey nelle prime sei buche, poi ha segnato un birdie alla buca 14. per il 73 (+3) di chiusura. Dopo il 22° posto iniziale, con un parziale di 69 (-1), il torinese è sceso al 40° ed è rimasto più o meno nella stessa posizione anche nei due giri finali. "Non sono pienamente soddisfatto – ha dichiarato il torinese –  però è stata una buona settimana sotto l’aspetto del gioco. Oggi ho avuto una partenza meno buona rispetto agli altri giorni, ma sono andato bene sulle seconde nove buche. Alcuni putt non sono entrati per poco, e sotto questo aspetto non sono stato molto fortunato nei quattro giri. Scarico dopo Francia e Scozia? No, magari forse un po’ stanco. Comunque l’obiettivo di quest’ultimo periodo era quello di rientrare nella squadra di Ryder Cup: se avessi puntato tutto sull’Open Championship avrei fatto un calendario diverso. Ora ho una settimana per riposare e per cercare di migliorare il gioco con il putter, poi disputerò due gare in America, il WGC Bridgestone Invitational al Firestone CC, un campo che mi piace molto e che si addice alle mie caratteristiche, quindi il PGA Championship a Kiawah Island, un tracciato che non conosco". Els, 43enne di Johannesburg, ha ottenuto il suo quarto titolo major, il secondo nell’Open Championship (il primo nel 2002) dopo i due nell’US Open (1994 e 1997). Nel suo splendido palmares figurano due vittorie nel WGC (American Express 2004 e CA Championship 2010), 21 successi nell’European Tour e 13 nel PGA Tour. Ha iniziato il giro finale con sei colpi di ritardo da Scott, che ne aveva quattro sui primi inseguitori, McDowell e Snedeker, e cinque su Woods. Il sudafricano sembrava addirittura out dopo nove buche, condotte con due bogey, mentre nel frattempo Scott, sia pure abbastanza contratto (3 bogey e un birdie in sei buche), manteneva in comando con margini di sicurezza, grazie anche ai suoi avversari che gli davano una mano. Il primo a uscire di scena è stato Tiger Woods con un triplo bogey alla 6ª. Per la verità ha provato a non mollare, segnando successivamente tre birdie e un bogey, ma nel finale ha nuovamente ceduto con altri tre bogey riagguantando però il terzo posto con un birdie (73, +3).  Anche Snedeker ha dato via libera con due doppi bogey di fila (7 e 8) andando poi a visitare una quantità industriale di bunker salvando il salvabile grazie a un putter più che ispirato (74, +4). A metà giro l’interlocutore principale del leader è divenuto Graeme McDowell, che però alla buca 11 ha mandato una palla nel bosco che gli ha fatto saltare i nervi (75, +5). Nel frattempo Ernie Els ha cambiato marcia e ha inanellato quattro birdie per il 68 (-2) l’ultimo alla buca 18 proprio mentre Scott, dopo un birdie alla 14 che sembrava aver chiuso i giochi, infilava il secondo bogey di fila alla 16. Alla 17 il 32enne australiano di Adelaide, che vanta sette titoli in Europa, altrettanti nel PGA Tour e uno nel WGC (Bridgestone Invitational, 2011), mandava la palla fuori green ed era il terzo bogey. A quel punto era alla pari con Els e con un par sulla buca finale sarebbe stato playoff. La delusione e l’adrenalina, però, avevano raggiunto livelli insostenibili: tee shot in bunker, rimessa corta, bella palla a un paio di metri dall’asta e putt di poco fuori (75 colpi) che proclamava vincitore il sudafricano, il quale era rimasto ad attendere la conclusione fuori dalla club house, straziando il proprio telefono cellulare.

 

 

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