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Challenge Tour: 4 azzurri al Bain’s Whisky Cape Town Open

  16 Febbraio 2022 In primo piano
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Manassero, Scalise, Zemmer e Vecchi Fossa in Sudafrica. Ritchie difende il titolo

Il Challenge Tour resta in Sudafrica per la seconda di sei gare consecutive. Dopo il Dimension Data Pro-Am, ecco il Bain’s Whisky Cape Town Open, evento organizzato in combinata con il Sunshine Tour. Dal 17 al 20 febbraio, a Cape Town, saranno quattro gli azzurri in gara: a Matteo Manassero (35/o e miglior italiano la scorsa settimana), Aron Zemmer e Lorenzo Scalise (chiamato a riscattare la sua ultima uscita al taglio), si aggiunge Jacopo Vecchi Fossa. Vincitore, nel 2021, dell’ordine di merito dell’Alps Tour, Vecchi Fossa s’è guadagnato la possibilità di giocare, da protagonista, sul secondo circuito europeo maschile. Non ha invece superato la prequalifica (per un colpo, classificandosi 15/o con uno score di 70, -1), Philip Geerts.

L’evento si disputerà su due differenti percorsi: il Rondebosch GC e il Royal Cape GC (unico campo di gara del terzo e quarto round), il più antico circolo di golf del Sudafrica, fondato nel 1885. All’ombra della Table Mountain, ha ospitato per dieci volte il South African Open. Su questo campo hanno trionfato, tra gli altri, campioni del calibro di Gary Player, Ernie Els e Trevor Immelman.

A Cape Town, difende il titolo il sudafricano Juan Carlo Ritchie. Mentre dopo l’exploit al Dimension Data Pro-Am, il tedesco Alexander Knappe insegue il secondo successo consecutivo (il quarto della sua carriera) sul circuito. Tra i favoriti, anche i tanti giocatori sudafricani in gara. Da Wilco Nienaber a Jaco Prinsloo, da Zander Lombard a Jaco Van Zyl, passando per Jacques Blaauw. Chance di successo pure per il neozelandese Daniel Hillier (terzo al Dimension Data Pro-Am), lo spagnolo Angel Hidalgo Portillo, il belga Kristof Ulenaers, lo svedese Anton Karlsson (che ha fatto suo il torneo nel 2020), il francese Fèlix Mory e gli inglesi Alfie Plant e Ross McGowan (vincitore, nel 2020, dell’Open d’Italia). Il montepremi è di 250.000 dollari.

Nella foto, Lorenzo Scalise