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Franco Chimenti intervistato a “Zona Cesarini” (RadioRai1) “E’ stato un anno esaltante”

  20 Novembre 2013 News
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In “Zona Cesarini”, programma serale giornalistico di attualità sportiva e approfondimento di Radiorai, è stato intervistato il presidente Franco Chimenti, reduce da Dubai, nella puntata di martedì 19 novembre. Nel presentare l’ospite il conduttore Maurizio Ruggeri ha sottolineato che argomento era “l’anno storico per il golf italiano con successi storici”: dalla vittoria di Manassero nel BMW PGA Championship, alla presenza di Giulia Sergas nella selezione europea che ha trionfato nella Solheim Cup disputata negli Stati Uniti, ai tre titoli ottenuti nel Challenge Tour da Andrea Pavan e da Marco Crespi e agli otto conquistati in campo internazionale dei dilettanti azzurri. “E’ la verità, è stata una stagione esaltante perché – ha detto Chimenti – abbiamo vinto molto con i giovani in una nazione considerata fino a poco tempo fa golfisticamente poco evoluta”. “Il successo di Manassero a Wentworth – ha proseguito – è stato davvero straordinario e impensabile e ancor più importante perché ottenuto in una nazione che ha  grande storia e tradizione in questo sport. Anche Francesco Molinari ha titoli di notevole peso e c’è pure Edoardo, il fratello che torna in campo questa settimana dopo l’operazione al polso” Tanti giovani azzurri emergenti e il presidente ha detto di essere particolarmente contento “per due campioni eccezionali come Pavan e Paratore prodotti dal Lazio, una regione che viene collocata al sud”. Cadono gli steccati sociali, ma non qualche residuo pregiudizio nonostante i 29.500 spettatori del 70° Open d’Italia Lindt di Torino con l’ingresso libero per il pubblico ed eventi promozionali post gara per i giovani. “Il fatto – ha rimarcato – è che il golf oggi è alla portata di tutti, ma non si può impedire ai ricchi di giocarlo, come nella vela o nell’ippica. E’ anche un approdo per gente che arriva da altri sport, comunque da presidente di CONI Servizi devo dare atto che la disciplina si sta dimostrando in grado di offrire grandi successi all’Italia”. Alla domanda “a quando un Major?” il presidente della Federgolf è stato sintetico: “A presto!”. Alla fine gli è stato chiesto se ancora gioca a golf e lui ha risposto: “No, perché faccio il dirigente” che vuol dire: sto tutto il giorno sul campo e mi rendo utile in un altro modo.