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Azzurri al top Zucchetti e Jori golf e idee chiare

  18 Maggio 2013 News
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Il Campionato Internazionale d’Italia con la vittoria di Federico Zucchetti nella finale “made in Italy” con Jacopo Jori è stato un ottimo esempio della floridità del vivaio golfistico azzurro. Dal 1905, anno della prima edizione del torneo, gli italiani in grado di scrivere il proprio nome nella bacheca dei vincitori sono saliti così a 32. E’ stato un derby avvincente (il quinto degli ultimi venti anni) quello andato in scena al Circolo Golf Villa d’Este e concluso con il punteggio di 6/5 per Zucchetti. Il torneo ha espresso giocatori di grande interesse e può far ben sperare che nell’elenco dei protagonisti delle passate edizioni figuri anche Matteo Manassero (sconfitto in finale nel 2009 per 1 up dall’inglese Thomas Shadbolt). Zucchetti e Jori (nella foto di Cristiana Casotti), ancor prima che due prospetti di talento, si sono dimostrati due ragazzi dall’alto spessore morale. Nei loro progetti il golf viaggia di pari passo con lo studio e la costruzione di una propria realtà professionale, quasi fossero due fairways paralleli.   Federico Zucchetti, classe 1995, tesserato per il GC Castelconturbia proviene da una famiglia di amanti del golf e anche suo fratello Filippo (21enne) fa parte dei giocatori di interesse nazionale. Ha già all’attivo tre successi (Campionato Baby 2006, Campionato Pulcini 2007, Campionato Match Play 2011) e ha fatto il suo debutto con la maglia azzurra agli Europei Boys del 2011 a Praga. Ha iniziato a giocare a golf a 5 anni e con il suo maestro Giovanni Gaudioso porta avanti un programma di allenamento fatto di quattro sedute sul campo e tre in palestra. Tra i suoi modelli c’è Ian Poulter per il suo look e Luke Donald per il suo comportamento in campo. Nel cassetto dei sogni, la vittoria in un major. Il futuro di Federico, una volta terminato il ciclo scolastico, prevede il trasferimento negli Usa per l’università.  Accanto allo zaino con i libri di studio non mancherà la sacca da golf. “Ho in progetto di trasferirmi a Orlando dopo l’estate – spiega Federico – perché vorrei laurearmi negli Stati Uniti e diventare giornalista. Ovviamente, proseguirò la mia attività golfistica gareggiando nel circuito dei college statunitensi e, dopo aver completato gli studi, farò ritorno in Italia per diventare un golfista professionista”. La scelta di spostarsi in America per motivi di studio e fare esperienza sui percorsi a stelle e strisce è stata già sperimentata da altri giocatori italiani come, ad esempio, Andrea Pavan (tre anni in Texas per la laurea in economia e un titolo nell’individuale del John Burns Intercollegiate al Leilehua GC nelle Isole Hawaii) prima di brillare nel Challenge Tour con il secondo posto nella money list e il passaggio sul tour maggiore.   Altrettanto deciso e con le idee chiare sul proprio avvenire il secondo classificato: Jacopo Jori. Nato a Pontedera 24 anni fa, ha ereditato il gene golfistico dai genitori, cominciando a frequentare i campi da golf a 10 anni. Dopo la vittoria del 2009 nel Campionato Italiano Foursome, ha raggiunto il traguardo della convocazione in nazionale nel 2010 per la gioia del suo maestro Massimo Mulas e per l’orgoglio del suo circolo: il Golf Club Poggio dei Medici. Si ispira a Martin Kaymer e, come per Zucchetti, fra i suoi sogni golfistici c’è quello di prendere parte a un major.  Prossimo alla laurea in Farmacia, Jacopo, pur dando priorità alla sua carriera professionale, non ha intenzione di trascurare il suo amore per il golf. “Da bambino ho provato tanti sport –racconta Jori- ma quello dove avevo più soddisfazione e soprattutto più divertimento era il golf. Cercherò sempre di trovare spazio per gareggiare, ma dopo la laurea dovrò concentrarmi maggiormente sulla definizione di un mio percorso lavorativo. Di pari passo, porterò avanti la mia passione per il golf, perché non riesco a stare lontano dal green per troppo tempo”.    Due storie che raccontano come il golf, anche nella sua declinazione agonistica, possa accompagnare progetti di vita ambiziosi, portati avanti da ragazzi, la cui immagine pulita rispecchia al meglio l’essenza di questo sport.