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144° Open Championship: Zach Johnson nello spareggio a tre, 40° Francesco Molinari

  19 Luglio 2015 News
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  Zach Johnson (nella foto) ha vinto con 273 colpi (66 71 70 66, -15)  il 144° Open Championship, terzo major stagionale che si è disputato sul percorso dell’Old Course (par 72) di St. Andrews, a Fife in Scozia. Ha concluso la gara alla pari con  il sudafricano Louis Oosthuizen (273 – 67 70 67 69) e con l’australiano Marc Leishman (273 – 70 73 64 66) e poi li ha superati nello spareggio su quattro buche medal (Johnson 15 -1, Oosthuizen 16 par, Leishman 18 +2) E’ il secondo successo in un major per il 39enne di Cedar Rapids (Iowa) che si era già imposto nel Masters (2007). Nel suo palmares anche dieci titoli nel PGA Tour.   Si è classificato 40° con 283 colpi (72 71 73 67, -5) Francesco Molinari, che grazie a un bel 67 (-5) ha rimontato 34 posizioni nel turno conclusivo.   Non ce l’ha fatta Jordan Spieth, quarto con 274 (67 72 66 69, -14) insieme all’australiano Jason Day, a incamerare il terzo major consecutivo e a eguagliare Ben Hogan che nel 1953 aveva siglato i primi tre stagionali, unico nella storia, e nemmeno è riuscito a superare nel World Ranking il nordirlandese Rory McIlroy, fermo ai box per un infortunio alla caviglia e che non ha potuto neanche difendere il titolo conquistato lo scorso anno. Spieth  era con i primi a due buche dal termine, poi un bogey alla 17ª lo ha messo fuori gioco.   Sesti con 277 (-11) gli inglesi Justin Rose e Danny Willett, lo spagnolo Sergio Garcia e il dilettante statunitense Jordan Niebrugge, che ha conquistato la “silver medal” ai danni dell’irlandese Paul Dunne, sceso da leader a 30° con 282 (-6), per un penalizzante 78 (+6) tutto frutto della pressione.   Al 10° posto con 278 (-10) l’australiano Adam Scott e al 12° con 279 (-9) il tedesco Martin Kaymer e l’inglese Luke Donald. Non è stato mai protagonista Phil Mickelson, 20° con 281 (-7), e sicuramente speravano in un esito migliore Jim Furyk e Rickie Fowler, 30.i con 282 (-6), lo svedese Henrik Stenson, 40° come Molinari, il nordirlandese Graeme McDowell e Dustin Johnson, in caduta libera negli ultimi due turni (doppio 75, +3), dopo essere stato al comando nei primi due, 49.i con 284 (-4), Matt Kuchar, 58° con 285 (-3), il sudafricano Ernie Els e il thailandese Thongchai Jaidee, 65.i con 286 (-2), il sudafricano Charl Schwartzel, 68° con 287 (-1) e affondato da un 79 (+7), e l’inglese Paul Casey, 74° con 288 (par).   Sono usciti al taglio, dopo 36 buche, Matteo Manassero, 93° con 146 (73 73, +2), ed Edoardo Molinari, 127° con 149 (74 75, +5). Hanno subito la stessa sorte Keegan Bradley, Bubba Watson e l’inglese Ian Poulter, 107.i con 147 (+3), lo spagnolo Miguel Angel Jimenez, 119° con 148 (+4), e Tiger Woods, 147° con 151 (76 75, +7).   Johnson e Leishman hanno iniziato il giro finale al sesto posto con tre colpi di ritardo da Oosthuizen, in vetta con Dunne, ed entrambi hanno realizzato sette birdie sulle prime 12 buche mettendo alla frusta il sudafricano (quattro birdie e un bogey). Anche Spieth è rimasto dietro con cinque birdie e un doppio bogey. Johnson è arrivato per primo in club house con un “meno 15” dopo aver completato il turno con due bogey e un birdie alla buca 18, dopo uno splendido putt, per il 66 (-6). Un attimo dopo Leishman, che era a “meno 16” gli ha concesso lo spareggio con l’unico bogey alla 16 e poi mancato un putt abbastanza abbordabile per la vittoria alla 17 (66 anche per lui). Oosthuizen, dopo un birdie e un bogey, si è agganciato al playoff con un birdie a chiudere (69, -3). Spieth, commesso l’errore alla 17 (sei birdie, un bogey e un doppio bogey per lui) ha sbagliato il secondo colpo alla 18 e poi ha comunque fallito il birdie di un soffio da fuori green (69). Day dopo due birdie nella prima parte del tracciato non è riuscito a trovare il terzo per lo spareggio (70, -2).   Nel playoff Johnson ha segnato birdie alla prima buca, imitato da Oosthuizen, mentre Leishman si è defilato con un bogey, poi lo statunitense ha messo al sicuro il Claret Jug con un altro birdie alla seconda.   Francesco Molinari è stato impeccabile sulle prime 14 buche dove ha segnato sette birdie, quattro sulle prime nove e tre sulle altre cinque, poi ha frenato con due bogey che gli sono costati venti posizioni in graduatoria.   TERZO GIRO – Si annuncia un finale veramente emozionante ed incertissimo nel 144° Open Championship, il terzo major stagionale che si sta disputando sul percorso dell’Old Course (par 72) di St. Andrews, a Fife in Scozia e che si concluderà insolitamente di lunedì, a causa dei ritardi provocati dal maltempo. E’ la seconda volta nella storia che il torneo deborda di un giorno: era già accaduto nel 1988, quando si giocò al Royal Lytham dove vinse il compianto spagnolo Severiano Ballesteros.   La classifica è profondamente cambiata e sono al comando con 204 (-12) colpi il sudafricano Louis Oosthuizen (67 70 67), l’australiano Jason Day (66 71 67) e il sorprendente amateur Paul Dunne (69 69 66), 22enne irlandese di Dublino, assoluto protagonista della giornata. Non è stato un turno favorevole a Francesco Molinari, unico italiano rimasto in gara, che è scivolato dal 50° al 74° posto con 216 (72 71 73, par), complice un 73 (+1). Dopo tanto vento, la calma piatta ha favorito i punteggi bassi e, soprattutto si è prodotta una classifica molto corta, con numerosi concorrenti in grado di poter prevalere.   E’ risalito prepotentemente Jordan Spieth, da 14° a quarto con 205 (67 72 66, -11) e quanto mai determinato a entrare nella storia. Infatti con un successo salirebbe in vetta al world ranking, rilevando il nordirlandese Rory McIlroy fermo ai box per un incidente alla caviglia che gli ha impedito nell’occasione di difendere il titolo, ed emulerebbe Ben Hogan vincitore  nel 1953 dei primi tre major stagionali, unico a riuscirci, mettendosi anche in condizioni di fare “grande slam” nella stessa annata nell’ultimo major, il PGA Championship (13-16 agosto), e in questo caso eguaglierebbe Bobby Jones (1930).   Nella sua corsa Spieth non avrà l’ingombrante presenza di Dustin Johnson,  che in pratica si è defilato cedendo la leadership e precipitando in 18ª posizione con 209 (-7), vittima di un 75 (+3).   Sono invece in odore di titolo anche l’irlandese Padraig Harrington, quinto con 206 (-10), Zach Johnson, Robert Streb, gli australiani Adam Scott e Marc Leishman, lo spagnolo Sergio Garcia, gli inglesi Danny Willett e Justin Rose, il sudafricano Refief Goosen e un altro dilettante, lo statunitense Jordan Niebrugge, sesti con 207 (-9).  Quest’ultimo se non avrà la forza di tenere il passo di tali campioni, potrà comunque provare a contendere a Dunne la “silver medal”, che premia il primo amateur.   Speranze anche per il sudafricano Charl Schwartzel, 15° con 208 (-8), mentre praticamente non ne hanno Rickie Fowler e Patrick Reed, che affiancano Dustin Johnson, e Jim Furyk, 26° con 210 (-6). Non ricaveranno motivi di gloria dalla loro prestazione il tedesco Martin Kaymer e l’inglese Luke Donald, 33.i con 211 (-5), Phil Mickelson, 45° con 212 (-4), il sudafricano Ernie Els e il thailandese Thongchai Jaidee, 57.i con 213 (-3), Matt Kuchar, il nordirlandese Graeme McDowell e lo svedese Henrik Stenson, 64.i con 214 (-2).   Sono usciti al taglio, dopo 36 buche, Matteo Manassero, 93° con 146 (73 73, +2), ed Edoardo Molinari, 127° con 149 (74 75, +5). Hanno subito la stessa sorte Keegan Bradley, Bubba Watson e l’inglese Ian Poulter, 107.i con 147 (+3), lo spagnolo Miguel Angel Jimenez, 119° con 148 (+4), e Tiger Woods, 147° con 151 (76 75, +7).   Quasi incredibile la sicurezza mostrata da Dunne, che ha infilato sei birdie senza errori (66, -6) e nessun bogey nemmeno per Day, che però ha realizzato un birdie in meno per il 67 (-5), stesso score anche di Oosthuizen, ma con sette birdie e due bogey.   Spieth è sceso di tre colpi sotto par in sette buche con tre birdie. Dopo l’unico bogey alla nona ha siglato tre birdie consecutivi e poi con il settimo ha fissato lo score a 66, sprecando forse qualcosa  in dirittura d’arrivo dove poteva probabilmente guadagnare ancora un colpo. Molinari ha segnato un bogey sulle prime nove buche e poi è non è riuscito a recuperare il colpo nel rientro (due birdie e due bogey). ll montepremi è di 6.300.000 sterline.   Il torneo su Sky – La giornata finale del 144° Open Championship sarà teletrasmessa in diretta, in esclusiva e in alta definizione da Sky con collegamento sul canale Sky Sport 2 HD dalle ore 14,30 alle ore 20. Commento di Silvio Grappasonni, Nicola Pomponi, Massimo Scarpa e di Roberto Zappa. La diretta sarà seguita da Studio Golf, della durata di trenta minuti, condotto da Francesca Piantanida.   TERZA GIORNATA – Il vento è stato il protagonista nella terza giornata dell’Open Championship, il major che si sta disputando sul percorso dell’Old Course (par 72) di St. Andrews, a Fife in Scozia. Infatti si è potuto giocare solamente per 32 minuti al mattino e poi con una ripresa alle ore 18 locali (le 19 italiane) è stato possibile far concludere il secondo turno ai 42 giocatori che erano stati fermati la sera precedente dall’oscurità. A causa del pesante ritardo si è e stabilito che il torneo si protrarrà fino a lunedì 20 luglio. Una decisione di tale genere era stata presa solamente nel 1988, quando si giocò al Royal Lytham dove vinse il compianto spagnolo Severiano Ballesteros.   Dustin Johnson ha mantenuto il comando con 134 colpi (65 69, -10) aggiungendo, nelle cinque buche che doveva completare, un birdie e un bogey ai quattro birdie e al bogey che aveva segnato prima dello stop, per il parziale di 69 (-3) con cui ha conservato  un colpo di margine sull’inglese Danny Willett (135 – 66 69, -9), già in club house da ieri, e due sullo scozzese Paul Lawrie (136, -8)   Era già tranquillo di rimanere in gara Francesco Molinari, 50° con 143 (72 71, -1), e già sapeva di essere fuori Edoardo Molinari, 127° con 149 (74 75, +5), mentre doveva giocarsi tutto in cinque buche Matteo Manassero, che al momento dell’interruzione era in par e quindi tra gli ammessi ai due turni finali. Alla ripresa di buon mattino, con il forte vento, ha trovato subito un bogey, poi dopo essere rimasto tutto il giorno in club house come gli altri, è rientrato in campo con la necessità di dover forzare per cercare il birdie ad evitare l’eliminazione, ma è stato un altro bogey e con il secondo 73 (+1, due birdie e tre bogey) e il 93° posto con 146 (+2) ha dovuto lasciare. E’ uscito anche Tiger Woods, 147° con 151 (76 75, +7), ma l’esito era praticamente scontato dopo il 76 (+4) di partenza.   Sono in quarta posizione con 137 (-7) Zach Johnson, Robert Streb, gli australiani Adam Scott e Jason Day, lo scozzese Marc Warren e il sudafricano Louis Oosthuizen, in decima con 138 (-6) l’inglese Luke Donald e in 14ª con 139 (-5) Jordan Spieth, che nelle tre frazioni in cui ha portato a compimento il turno non è riuscito ad elevarsi dal 72 del par (quattro birdie, quattro bogey). Il numero due mondiale, in caso di successo, salirebbe in vetta al world ranking ed emulerebbe Ben Hogan che nel 1953 vinse i primi tre major stagionali, unico a riuscirci nella storia, e si metterebbe anche in condizioni di fare “grande slam” nella stessa annata nell’ultimo major, il PGA Championship (13-16 agosto), e in questo caso eguaglierebbe Bobby Jones (1930). Affiancano Spieth, l’inglese Justin Rose, lo spagnolo Sergio Garcia e il sudafricano Charl Schwartzel.   Al 25° posto con 141 (-3) il tedesco Martin Kaymer, il sudafricano Branden Grace, l’inglese Paul Casey e l’irlandese Padraig Harrington, al 39° con 142 (-2) Phil Mickelson, e al 50°, insieme a Francesco Molinari, anche Rickie Fowler, il thailandese Thongchai Jaidee e lo svedese Henrik Stenson. Hanno evitato il taglio con l’ultimo punteggio utile, 61.i con 144 (par), Matt Kuchar, Jim Furyk, il nordirlandese Graeme McDowell e il sudafricano Ernie Els.   Non ci sono riusciti, tra gli altri, Keegan Bradley, Bubba Watson e l’inglese Ian Poulter, 107.i con 147 (+3), e lo spagnolo Miguel Angel Jimenez, 118° con 148 (+4).   Francesco Molinari ha effettuato il secondo giro in 71 (-1) colpi  guadagnando un colpo sul par con due birdie e un bogey sulle prime cinque buche, poi lo ha mantenuto con due birdie e due bogey. Edoardo Molinari ha compromesso le sue possibilità di recupero con tre bogey di fila a iniziare dalla seconda buca e successivamente ha marciato in par con due birdie e due bogey per il 75 (+3). ll montepremi è di 6.300.000 sterline.   Il torneo su Sky – Il 144° Open Championship viene teletrasmesso in diretta, in esclusiva e in alta definizione da Sky con collegamenti sul canale Sky Sport 2 HD. Il terzo giro andrà in onda domenica 19 luglio, dalle ore 12 alle ore 19,45, e il quarto lunedì 20 con orario da definire. Commento di Silvio Grappasonni, Nicola Pomponi, Massimo Scarpa e di Roberto Zappa. Le dirette sono seguite da Studio Golf, della durata di trenta minuti, condotto da Francesca Piantanida.   SECONDA GIORNATA – L’inglese Danny Willett è il leader in club house con 135 colpi (66 69, -9) del 144° Open Championship, il terzo major stagionale che si sta disputando sul percorso dell’Old Course (par 72) di St. Andrews, a Fife in Scozia. La classifica è provvisoria, perché il secondo giro non è stato completato a causa di un ritardo di oltre tre ore nelle partenze per il maltempo, e in realtà il primo giocatore che appare sul leaderboard è Dustin Johnson con un “-10” dopo 13 buche. Ha comunque parecchio cammino da compiere e, con le annunciate condizioni meteo piuttosto difficili,  tutto può ancora cambiare quando il turno sarà completato nella mattinata di domani. Hanno possibilità salire in vetta i due giocatori al terzo posto con “meno 8”, lo scozzese Paul Lawrie, fermato dopo 12 buche, e l’australiano Jason Day, stoppato alla 11ª. Ha perso un po’ di terreno Jordan Spieth,  15° con “meno 5” alla 13ª.   Alcuni verdetti sono stati già emessi. Due riguardano i giocatori italiani. Infatti Francesco Molinari ha recuperato posizioni e con 143 colpi (72 71, -1) e il 49° posto momentaneo, che occupa insieme allo svedese Henrik Stenson, è al sicuro dal taglio, mentre uscirà il fratello Edoardo, 129° con 149 (74 75, +5). Matteo Manassero (62°, par), invece, ha ampie possibilità di rimanere in gara purché si mantenga in par nelle cinque buche che gli restano da giocare.   Tra i giocatori che hanno completato il turno sono al quinto posto con 137 (-7) colpi Zach Johnson, Robert Streb, lo scozzese Marc Warren e l’australiano Adam Scott (buono il suo 67, -5), che ha fatto un bel salto in avanti, così come l’inglese Justin Rose (15°) il quale con 139 (-5) e un parziale di 68 (-4) ha risalito mezza graduatoria rilanciando le sue ambizioni Al 25° posto provvisorio il tedesco Martin Kaymer, il sudafricano Branden Grace, l’inglese Paul Casey e l’irlandese Padraig Harrington e segue con un colpo in più Phil Mickelson, 40° con 142 (-2). Andranno fuori Keegan Bradley, 110° con 147 (+3) e lo spagnolo Miguel Angel Jimenez, 120° con 148 (+4). Stessa sorte molto probabilmente anche per Tiger Woods, 129° come Edoardo Molinari, che però ha a disposizione otto buche per rimontare cinque colpi.   Willett, 28enne di Sheffield con due successi nell’European Tour di cui uno in questa stagione (Nedbank Golf Challenge), è andato spedito con quattro birdie sulle prime 14 buche, poi ha perso un colpo rispetto al par con due bogey e un birdie a chiudere per il parziale di 69 (-3). “Le buche di rientro –  ha detto –  sono state molto difficili. Oggi ho eseguito buoni colpi e ritengo più che soddisfacente il punteggio. E’ stato bello fare il birdie sull’ultima buca. Con il solo vento il percorso è giocabile e, colpendo bene la palla, si possono fare dei birdie,  ma se si aggiunge la pioggia diventa una lotteria. Mi auguro che il vento abbia la stessa forza anche domani. E’ fantastico essere il leader dell’Open Championship”.   Non ha commesso errori Adam Scott, che ha siglato cinque birdie. Francesco Molinari ha guadagnato un colpo sul par con due birdie e un bogey sulle prime cinque buche, poi lo ha mantenuto con due birdie e due bogey per il 71 (-1). Edoardo Molinari compromesso le sue possibilità di recupero con tre bogey di fila a iniziare dalla seconda buca e successivamente ha marciato in par con due birdie e due bogey per il 75 (+3).  Per Manassero due birdie e un bogey.  Il montepremi è di 6.300.000 sterline.   Il torneo su Sky – Il 144° Open Championship viene teletrasmesso in diretta, in esclusiva e in alta definizione da Sky con collegamenti sul canale Sky Sport 2 HD ai seguenti orari: sabato 18 luglio, dalle ore 11 alle ore 20,30; domenica 19, dalle ore 12 alle ore 19,45, Commento di Silvio Grappasonni, Nicola Pomponi, Massimo Scarpa e di Roberto Zappa. Le dirette sono seguite da Studio Golf, della durata di trenta minuti, condotto da Francesca Piantanida.   PRIMA GIORNATA – Dustin Johnson e Jordan Spieth, ossia i due grandi favoriti del 144° Open Championship, hanno iniziato nel migliore dei modi il terzo major stagionale che si sta svolgendo sul percorso dell’Old Course (par 72) di St. Andrews, a Fife in Scozia.   Dustin Johnson è il leader solitario con 65 (-7) colpi e Jordan Spieth ne ha assommati 67 (-5) per l’ottava posizione. Hanno chiuso al secondo posto con un 66 (-6) Robert Streb, Zach Johnson, lo scozzese Paul Lawrie, l’inglese Danny Willett, l’australiano Jason Day e il sudafricano Retief Goosen. Degli italiani Francesco Molinari è al 64° con il 72 del par, Matteo Manassero all’87° con 73 (+1), insieme allo svedese Henrik Stenson, ed Edoardo Molinari al 109° con 74 (+2). Molto male Tiger Woods, 139° e praticamente quasi in coda al gruppo dopo un 76 (+4) e a rischio di lasciare la gara al taglio.   Spieth ha la compagnia di Kevin Na, Jordan Niebrugge e dei sudafricani Charl Schwartzel e Louis Oosthuzen.  In 13ª posizione con 68 (-4) l’inglese Luke Donald, in 24ª con 70 (-2) Phil Mickelson, lo spagnolo Sergio Garcia, l’australiano Adam Scott e l’inglese Paul Casey, in 41ª con 71 (-1) Bubba Watson, Matt Kuchar, il sudafricano Ernie Els, il tedesco Martin Kaymer e gli inglesi Justin Rose e Lee Westwood.   Johnson ha iniziato a gran velocità con due birdie e un eagle in cinque buche, poi ha aggiunto altri tre birdie al suo score, senza bogey. Anche Spieth ha tenuto un’andatura sostenuta con cinque birdie in sette buche, ma il “meno 5” è rimasto tale perché nel ritorno è stato rallentato da due bogey, che comunque ha compensato con due birdie. Il quasi 22enne texano, il quale con un successo eguaglierebbe Ben Hogan, unico giocatore della storia ad aver vinto di fila i primi tre major stagionali nel lontano 1953, e salirebbe sul trono mondiale a scapito del nordirlandese Rory McIlroy, fermo ai box per la rottura del legamento della caviglia sinistra, ha detto al termine: “Sono molto soddisfatto, è stato un buon inizio. Sto cercando di conoscere al meglio il campo e ritengo che il par sulle seconde nove buche sia stato un buon punteggio, considerate le difficoltà proposte dal vento. No, non sono condizionato dall’idea di poter vincere il terzo major consecutivo. Appena ho messo piede sul tee di partenza ho pensato solo al gioco e sarà così anche per il resto della settimana”.   Francesco Molinari ha iniziato con un bogey, ha terminato con un birdie e in messo ha inserito due birdie e due bogey. Manassero, trovato un bogey alla 4ª, ha infilato cinque birdie nelle successive sei buche, ma dalla 14ª tutto è diventato improvvisamente difficile e dalle prime posizioni della graduatoria è scivolato verso le ultime con due bogey e un triplo bogey (17ª). Edoardo Molinari è stato un colpo sotto par (due birdie e un bogey) fino alla buca 12, poi ha segnato un doppio bogey e un bogey. Woods si è gravato di cinque bogey in dieci buche e ha realizzato un birdie nel prosieguo. Il montepremi è di 6.300.000 sterline.   Il torneo su Sky – Il 144° Open Championship viene teletrasmesso in diretta, in esclusiva e in alta definizione da Sky con collegamenti sul canale Sky Sport 2 HD ai seguenti orari: venerdì 17 luglio, dalle ore 10 alle ore 21; sabato 18, dalle ore 11 alle ore 20,30; domenica 19, dalle ore 12 alle ore 19,45, Commento di Silvio Grappasonni, Nicola Pomponi, Massimo Scarpa e di Roberto Zappa. Le dirette sono seguite da Studio Golf, della durata di trenta minuti, condotto da Francesca Piantanida.   LA VIGILIA – Sul percorso dell’Old Course di St. Andrews, un autentico tempio del golf, a Fife in Scozia scatta il 144° Open Championship (16-19 luglio), il terzo major stagionale. In campo l’élite mondiale, che comprende anche gli azzurri Francesco Molinari, Edoardo Molinari e Matteo Manassero, i quali lo scorso anno furono protagonisti di un’ottima prestazione collettiva ottenendo rispettivamente il 15°, il settimo e il 19° posto.   Alla vigilia la scena se l’è presa tutta il quasi 22enne texano Jordan Spieth, non tanto per essersi presentato in Scozia dopo aver vinto la scorsa settimana il John Deere Classic, con una rimonta iniziata dal 101° posto, quanto perché ha la possibilità di compiere una straordinaria impresa. Infatti con una vittoria diventerebbe il secondo giocatore nella storia ad assicurarsi di fila i primi tre major stagionali (già suoi Masters e US Open), affiancando Ben Hogan che ci riuscì nell’ormai lontano 1953, e centrerebbe il suo obiettivo primario, ossia di divenire il nuovo numero uno al mondo a scapito del nordirlandese Rory McIlroy.   Questi, comunque, gli ha agevolato il compito perché, giocando a calcio con degli amici, ha subito la rottura del legamento della caviglia sinistra con danni anche alla capsula. Una leggerezza incomprensibile per un campione del suo calibro che non gli permetterà di difendere il titolo, conquistato lo scorso anno al Royal Liverpool, e che gli costerà comunque la leadership mondiale, poiché se Spieth non andrà a segno questa volta sicuramente avrà modo di sorpassarlo a breve termine, vista la condizione di forma straripante e la sua determinazione. Inoltre il texano, sempre in caso di successo, potrebbe poi mirare nel successivo PGA Campionship (13-16 agosto) a firmare i quattro major nella stessa stagione. Prodezza riuscita solamente a un giocatore straordinario, quale fu Bobby Jones, quasi un secolo fa (1930).   La scelta di Spieth di preparare in patria l’Open Championship e di giungere a St. Andrews solo di lunedì, costretto a combattere con il cambio di fuso orario e con meno tempo per provare il campo, ha lasciato un po’ perplessi, ma lui ha rassicurato tutti che domani, giovedì, sarà prontissimo sul tee di partenza. “Non avrei mai giocato la scorsa settimana se non fossi stato sicuro di essere poi qui al top. In realtà l’unico problema è il jet lag, ma si supera. Sono andato sul percorso appena arrivato, poi ho fatto altre buche in buone condizioni e mi sarebbe invece piaciuto verificarlo con il vento, per comprenderlo meglio. So che nei prossimi giorni sono previsti vento e pioggia e credo che l’essenza di giocare in questi tracciati sia proprio quella. Se avessi voluto trovare sole e bel tempo sarei andato  in California”.   Con un field fatto di quasi tutti campioni Spieth per forza di cose non avrà vita facile. In tanti hanno le carte in regola per assicurarsi il major e in particolare si lasciano preferire Dustin Johnson – smanioso di prendersi una rivincita dopo aver praticamente regalato l’US Open allo stesso Spieth – Phil Mickelson, Rickie Fowler, Jim Furyk, Matt Kuchar, Bubba Watson, Patrick Reed, Keegan Bradley, l’inglese Justin Rose, il tedesco Martin Kaymer, gli australiani Adam Scott e Jason Day, lo svedese Henrik Stenson e lo spagnolo Sergio Garcia. Ha buone possibilità anche Francesco Molinari, molto convincente nelle ultime uscite, mentre Tiger Woods non riscuote particolare credito alla luce di una stagione fatta quasi tutta di ombre. Non sembrano al meglio, ma hanno parecchia classe per poter riemergere in qualsiasi momento, gli inglesi Luke Donald, Ian Poulter, Paul Casey, Lee Westwood, che ha una delle ultime occasioni per dotare il suo palmares di un major, il nordirlandese Graeme McDowell, i sudafricani Ernie Els, Charl Schwartzel e Louis Oosthuizen e l’irlandese Padraig Harrington.   Queste alcune partenze del primo giro (ora locale); ore 9,22: Darren Clarke, Romain Langasque (am), Matteo Manassero; ore 9,33: Jordan Spieth, Dustin Johnson, Hideki Matsuyama; ore 9,55: Jason Day, Tiger Woods, Louis Oosthuizen; ore 13,23: Bill Haas, Francesco Molinari, Geoff Ogilvy; ore 15,29: Romain Wattel, James Morrison, Edoardo Molinari.   Il torneo su Sky – Il 144° Open Championship sarà teletrasmesso in diretta, in esclusiva e in alta definizione da Sky con collegamenti sul canale Sky Sport 2 HD ai seguenti orari: giovedì 16 luglio e venerdì 17, dalle ore 10 alle ore 21; sabato 18, dalle ore 11 alle ore 20,30; domenica 19, dalle ore 12 alle ore 19,45, Commento di Silvio Grappasonni, Nicola Pomponi, Massimo Scarpa e di Roberto Zappa Le dirette saranno seguite da Studio Golf della durata di trenta minuti condotto da Francesca Piantanida.

 

PROLOGO – Francesco Molinari, Edoardo Molinari e Matteo Manassero scenderanno in campo nel 144° Open Championship (16-19 luglio), il terzo major stagionale in programma sul percorso dell’Old Course di St. Andrews, a Fife in Scozia. E’ la terza volta che i tre azzurri partecipano simultaneamente al torneo, dopo le edizioni del 2011 e del 2014. Lo scorso anno conclusero tutti in alta classifica: Edoardo Molinari settimo, Francesco Molinari 15° e Matteo Manassero 19°. Il primo sarà presente per la sesta volta, comprese le due da dilettante, gli altri due rispettivamente per l’ottava e per la quinta (una di amateur).   Non ci sono dubbi, nelle previsioni della vigilia, che sia Jordan Spieth l’uomo da battere. E’ in condizioni di forma straripanti, come ha dimostrato con il successo di domenica scorsa nel John Deere Classic, ma avrà ancor più determinazione nel conseguire una vittoria che lo porterebbe in cima al World Ranking, superando il nordirlandese Rory McIlroy, e che lo metterebbe in condizioni di puntare al “grande slam”, completato nello stesso anno, nel successivo  PGA Championship (13-16 agosto), dopo aver già firmato il Masters e l’US Open. Un’impresa riuscita solo una volta, nel 1930, a un giocatore straordinario quale fu Bobby Jones.   Paradossalmente il titolo nel John Deere Classic gli ha messo contro la cabala, perché sono stati solo undici i pro che si sono assicurati un major subito dopo un titolo nel PGA Tour, e solo tre dal 2000: Phil Mickelson (2006 BellSouth Classic – Masters Tournament), Tiger Woods (2007 WGC Bridgestone Invitational – PGA Championship) e Rory McIlroy (2014 WGC-Bridgestone Invitational – PGA Championship). Da ricordare anche che Mickleson nel 2013 si portò via il Claret Jug dopo aver sbancato la settimana precedente lo Scottish Open, doppietta che ora potrebbe ripetere Rickie Fowler, anch’egli domenica a segno nello stesso evento.   Quanto a Rory McIlroy, peraltro campione uscente, non potrà far altro che subire impotente l’eventuale sorpasso, essendo stato messo al tappeto dalla rottura del legamento della caviglia sinistra con danni anche alla capsula giocando al calcio. Una imperdonabile leggerezza per un campione di tale spessore e nel momento cruciale della stagione.   Tornando a Spieth, occorrerà anche vedere se sarà stato capace di assorbire in tempi brevi il cambio di fuso orario, che potrebbe essere un altro avversario oltre ai tanti che avrà sul campo, in primis Dustin Johnson in quale, in pratica, gli ha regalato l’US Open. “Mi è sempre piaciuto giocare l’Open Championship” ha detto il trentunenne di Columbia (South Carolina), personaggio un po’ discusso, ma di spessore come dimostrano i nove titoli nel palmares. “In particolare – ha continuato – gradisco tanto questo percorso perché è impegnativo, richiede immaginazione ed è molto divertente. Naturalmente le condizioni meteo saranno determinanti e soprattutto sarà importante il vento: se ce ne sarà poco si potranno segnare parecchi birdie, in caso contrario sarà dura per tutti. L’ultima volta sono stato qui nel 2010 e mi sono trovato a mio agio. L’US Open? Un po’ di delusione c’è stata, perché non ho raccolto i frutti di tanto lavoro fatto in precedenza, ma è passata quasi subito. In fondo sono stato  contento di come mi sono espresso e di come ho gestito tutto il torneo. Qui nei primi due turni avrò per compagni di gioco Jordan Spieth e Hideki Matsuyama. Con Jordan siamo buoni amici ed è piacevole giocare con lui, ma non subirò di certo pressioni particolari”.   La lista dei candidati al titolo è lunga, ma non comprende Tiger Woods, sin troppo altalenante in questa stagione in cui ha stabilito record personali poco lusinghieri. Tra i suoi 14 major vi sono tre Open Championship, ma di gare del “grande slam” non ne ha più vinte dal 2008. Alla soglia dei 40 anni e con una forma che non vuol saperne di tornare il record di Jack Nicklaus (18 major) appare sempre più lontano.   Tra i possibili protagonisti vi sono numerosi altri statunitensi. Ricordiamo Phil Mickelson, Rickie Fowler, Jim Furyk, Matt Kuchar, Bubba Watson, Patrick Reed e Keegan Bradley ai quali si aggiungono l’inglese Justin Rose, il tedesco Martin Kaymer, gli australiani Adam Scott e Jason Day, lo svedese Henrik Stenson e lo spagnolo Sergio Garcia. Non va dimenticato Francesco Molinari, molto convincente nelle ultime uscite. Un gradino più sotto Luke Donald, Ian Poulter, Paul Casey, Lee Westwood, che ha una delle ultime occasioni per dotare il suo palmares di un major, il nordirlandese Graeme McDowell, i sudafricani Ernie Els, Charl Schwartzel e Louis Oosthuizen e l’irlandese Padraig Harrington.   Queste alcune partenze del primo giro (ora locale); ore 9,22: Darren Clarke, Romain Langasque (am), Matteo Manassero; ore 9,33: Jordan Spieth, Dustin Johnson, Hideki Matsuyama; ore 9,55: Jason Day, Tiger Woods, Louis Oosthuizen; ore 13,23: Bill Haas, Francesco Molinari, Geoff Ogilvy; ore 15,29: Romain Wattel, James Morrison, Edoardo Molinari   Il torneo su Sky – Il 144° Open Championship sarà teletrasmesso in diretta, in esclusiva e in alta definizione da Sky con collegamenti sul canale Sky Sport 2 HD ai seguenti orari: giovedì 16 luglio e venerdì 17, dalle ore 10 alle ore 21; sabato 18, dalle ore 11 alle ore 20,30; domenica 19, dalle ore 12 alle ore 19,45, Le dirette saranno seguite da Studio Golf della durata di trenta minuti.   I risultati