Virginia Elena Carta, la nostra “Special one”

Virginia Elena Carta
  25 maggio 2016 Newsletter
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Per lasciare il segno negli Usa come ha fatto Virginia Elena Carta, dominando la più importante gara statunitense a livello di college, bisogna essere atlete e persone speciali. Vi sveliamo quello che ancora non sapete sulla protagonista dell’ultimo NCAA Womens Medal Championship.

STUDI – Virginia Elena è nata a Milano 19 anni fa. Un diploma di maturità scientifica in tasca e un sogno nel cassetto: laurearsi alla Duke University in scienze ambientali, l’ateneo che è stato per lei un simbolo, fin da bambina. E oggi è la prima italiana a esservi iscritta.

GIRAMONDO – Il fatto di frequentare l’università negli Usa lo trova del tutto normale: spiega di essere stata abituata a viaggiare molto fin da piccola, anche in Italia.

PERCHE’ DUKE – A chi le chiede il motivo della sua scelta universitaria negli Usa, risponde diretta: “Duke è Duke!”. Da amante e praticante del basket, non poteva non conoscerla. E poi è molto forte nel golf, con un campus a dimensione umana e immerso nel verde.

SPORTIVA DOC – Ha cominciato a giocare a golf a 8 anni, ma il suo Dna è quello di una sportiva doc: bici, vela, sci, calcio, scherma, basket tra le varie discipline praticate. Con il golf non è stato subito amore a prima vista: a chi le chiedeva se davvero le piacesse, rispondeva che non si divertiva poi tantissimo, ma che voleva capire quanto sarebbe riuscita a migliorare.

LE ORE DI STUDIO… – Ogni giorno sui libri passa 7-8 ore, che nel weekend diventano di più. Negli Usa gli atleti universitari non hanno trattamenti di favore, anzi: test periodici, supervsione continua con i docenti, obbligo di frequenza… I risultati non mancano e sono ottimi come quelli sul campo.

…E LE ORE DI PRATICA – Quante ore dedica al golf? Almeno 20 alla settimana.

A TUTTA FORZA – Le piace tantissimo tirare forte, anche troppo: è consapevole che non si dovrebbe fare, ma ammette che certe volte le sembra di volare via con la palla, per quanta forza imprime al suo drive…

IO E LE ALTRE – Le sue atlete di riferimento? Prima Lorena Ochoa e Annika Sorrenstam, poi più di recente Stefania Croce, di cui dice che “è uno splendido esempio di sportiva e di donna, una incredibile giocatrice che sa trasferire generosamente tanti e tanti trucchi del mestiere”. E anche Silvia Cavalleri. Delle golfiste Usa ha un’ottima impressione: divertenti, autoironiche e molto sportive. Di alcune è grande amica.

ROSA È MEGLIO – Considera il gioco femminile più interessante, ricco di spunti e meno scontato rispetto al gioco dei maschi.

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