73° Open d’Italia, il più bello di sempre

Danny Willett
  27 luglio 2016 Newsletter
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Un’edizione senza precedenti. Più ricca, avvincente e innovativa che mai. Il 73° Open d’Italia sarà un appuntamento da non perdere per gli appassionati di golf, ma anche per tutti coloro che si avvicineranno a questo sport per la prima volta. Il motivo? Le tante novità che caratterizzeranno l’evento di quest’anno. In attesa della conferenza stampa ufficiale di presentazione (in programma il 5 settembre alle ore 11,30), vediamo di anticipare alcuni degli elementi più importanti.

IL MONTEPREMI PIU’ RICCO DI SEMPRE. Lo scorso anno era di 1,5 milioni di euro, quest’anno raddoppia: 3 milioni di euro, con prima moneta di 500 mila euro. Numeri che collocano il 73° Open d’Italia nella fascia medio alta dei tornei dell’European Tour. E non è finita qui: dall’edizione 2017 il montepremi salirà ancora, per toccare quota 7 milioni di euro e porre il nostro principale evento golfistico nazionale nella fascia principale non solo del circuito continentale, ma anche in assoluto di quelli del panorama internazionale. Nell’ambito del progetto Ryder Cup 2022, l’Open d’Italia manterrà questo montepremi di prima grandezza fino al 2027. Con la prevedibile conseguenza che sia nell’edizione di quest’anno che in quelle successive, il field di giocatori (già di notevole caratura negli anni passati) si arricchirà ulteriormente fino a ricomprendere i principali nomi del panorama golfistico mondiale.

GRANDI NOMI. In attesa che il field si completi, al 73° Open d’Italia è già arrivata l’adesione di giocatori di primissimo piano del circuito europeo (e non solo), che si confronteranno con tutti i migliori azzurri.

Tra i più seguiti dal pubblico e dalla stampa ci sarà senz’altro l’inglese Danny Willett (nella foto), leader della money list dell’European Tour e vincitore del Masters lo scorso aprile: non è mai facile avere sul tee di partenza il Masters champion nello stesso anno in cui conquista il titolo.

Sarà presente anche quest’anno il tedesco Martin Kaymer, che di major ne ha firmati due, insieme a un titolo WGC, a otto successi nel circuito continentale e a uno nel PGA Tour. Gran classe e tanta disponibilità anche con il pubblico, lo scorso anno arrivò a un passo dal successo, ma fu costretto a lasciar strada nel playoff allo svedese Rikard Karlberg, che si riproporrà con la speranza di un bis.

Per la gioia dei tifosi italiani, che lo adorano, tornerà lo spagnolo Miguel Angel Jimenez, ventuno vittorie, classe limpida e una carriera iniziata praticamente dopo i 40 anni. Quanto a simpatie ne riscuote molte nella penisola anche l’altro iberico Rafael Cabrera Bello, due successi, ma un cambio di passo notevole nell’ultimo anno. L’inglese Lee Westwood, nel cui curriculum figurano 23 allori, è tra gli imperdibili da seguire perché sul campo ha sempre qualcosa di pronto con cui meravigliare. Infine un belga estroso come Nicolas Colsaerts (due titoli) e un giovane emergente quale il 25enne coreano Byeong Hun An, un solo acuto, ma da tenore (BMW PGA Championship).

Tutti presenti i giocatori italiani: da Francesco Molinari, l’ultimo vincitore azzurro a vincere nel 2006, a Nino Bertasio e Matteo Manassero, reduci dall’esperienza di Rio 2016; dalla grande promessa Renato Paratore a Edoardo Molinari. Fino a diversi altri nomi in grado di dare soddisfazione come Alessandro Tadini, Lorenzo Gagli, Marco Crespi, Francesco Laporta e Nicolò Ravano, solo per citarne alcuni.

LA FORMULA. Il 73° Open d’Italia, fiore all’occhiello dell’Italian Pro Tour, il circuito allestito sul territorio nazionale dal Comitato Organizzatore Open Professionistici di golf della FIG, si disputerà sulla distanza di 72 buche. Il taglio dopo 36 promuoverà agli ultimi due giri i primi 65 classificati dei 156 partenti, i pari merito al 65° posto e i dilettanti che rientreranno nel punteggio di ammissione.

IL PERCORSO DI GARA. Per il Golf Club Milano sarà l’ottava volta (seconda consecutiva) che ospiterà l’Open d’Italia. Se già lo scorso anno il tracciato di gara aveva riscosso grandi elogi da tutti i partecipanti, la nuova e importante modifica apportata (sono stati uniti i tee delle buche 12 e 18, che hanno permesso di aumentare la lunghezza di entrambe) lo renderà ancora più competitivo, bello e difficile.

Costruito all’interno del Parco di Monza, 685 ettari di bosco contenente circa 100mila piante di essenze diverse, il percorso di gara si incunea tra gli alberi che delineano i contorni delle buche obbligando i giocatori a mantenere la massima precisione nell’esecuzione dei colpi.

GLI SPONSOR. Particolarmente nutrito e prestigioso l’elenco di sponsor della manifestazione. A cominciare dai Major Sponsor, che quest’anno saranno Rolex, Regione Lombardia e Mercedes Benz Italia; per proseguire con il Title Sponsor Pro Am, che sarà CheBanca! del Gruppo Mediobanca. Sponsor saranno invece Emirates, Colmar e Lyoness. Media Partner: Sky Sport, Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, Rtl, Eurid. Partner istituzionali: FIG, CONI, European Tour, Race To Dubai, Golf Club Milano, Consorzio Villa Reale di Monza, Comune di Monza, Autodromo Nazionale di Monza. Fornitori ufficiali: Titleist, Konica Minolta, SIA, San Pellegrino, Peviani, Maui Jim, Da Vittorio. Charity Partner: ActionAid.

 

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