PGA: Tiger Woods vince ancora eguagliati i 73 titoli di Nicklaus

  04 Giugno 2012 News
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Tiger Woods (279 – 70 69 73 67, -9), nella foto, ha vinto per la quinta volta il Memorial Tournament (PGA Tour) cogliendo il secondo titolo stagionale e il 73° in carriera che gli ha permesso di raggiungere Jack Nicklaus al secondo posto nella classifica del plurivincitori, alle spalle del recordman Sam Snead con 82. Sul percorso del Muirfield Village GC (par 72), a Dublin nell’Ohio, Woods ha superato il sudafricano Rory Sabbatini e l’argentino Andres Romero, appaiati al secondo posto con 281 (-7), e Daniel Summerhays e Spencer Levin, quarti con 283 (-5), quest’ultimo in vetta dopo tre giri e smarritosi sulle ultime nove buche. Al sesto posto con 284 (-4) Matt Every e Jonathan Byrd, all’ottavo con 285 (-3) l’inglese Justin Rose e al 12° con 287 (-1) l’altro inglese Luke Donald, che ha consolidato la sua posizione di leader mondiale essendo uscito al taglio il suo primo interlocutore, il nordirlandese Rory McIlroy. Poco dietro Jim Furyk, 13° con 288 (par), il fijano Vijay Singh e il sudafricano Charl Schwartzel, 16.i con 289 (+1); deludenti l’australiano Adam Scott, 46° con 293 (+5), e il sudafricano Ernie Els, 58° con 297 (+9). Woods ha iniziato il giro finale con quattro colpi di ritardo da Levin, tre da Sabbatini e uno da Rickie Fowler, che però ha subito mollato. L’ex numero uno mondiale con quattro birdie in sette buche ha accorciato le distanze da Levin, che dopo un birdie in avvio ha proseguito in par fino alla  nona buca. Woods, però, ha subito un’inattesa e brusca frenata con due bogey alla 8 e alla 10, che però ha avuto una strano effetto su Levin, il quale quando ha visto la porta spalancata verso il primo titolo è naufragato. Con due bogey e un doppio bogey in quattro buche si è trovato a inseguire Rory Sabbatini, che con due birdie ha preso il comando. Woods alla 15 ha approfittato del par 5 per segnare un birdie e portarsi a un colpo da Sabbatini, ma alla buca 16 le sue speranze di recuperare sono state sul punto di svanire quando ha sbagliato il tee shot e la palla gli è volata oltre il green con un lie pressoché impossibile, a una quindicina di metri dal bersaglio. E’ stato, invece, invece l’inizio dello show finale: Tiger ha tirato fuori uno di quei colpi vecchia maniera che solo lui sa fare e la palla, quasi teleguidata, ha percorso la distanza che la separava dalla buca per poi finirci dentro con l’ultimo mezzo giro a disposizione. Un colpo da cineteca e destinato a ripassare chissà quante volte sui circuiti TV. Poco dopo sullo stesso green Sabbatini, che sotto pressione non è mai stato a suo agio, ha segnato un bogey e la situazione si è ribaltata: Woods avanti di un colpo sul sudafricano e su Andres Romero, già in club house. Mentre Sabbatini andava in confusione mentale e salvava a stento la seconda posizione, Woods non sbagliava più nulla e sull’ultima buca chiudeva i conti con il settimo birdie di giornata per il 67 (-5) vincente. Il primo a complimentarsi con lui era proprio Jack Nicklaus, in attesa fuori dal green: quando ottenne il 73° titolo l’Orso d’Oro aveva 46 anni (Masters, 1986), mentre Woods ci è arrivato a 36. “Oggi ho giocato in modo perfetto – ha detto Woods –  non ho sbagliato quasi nulla. Ho colpito veramente bene la palla e sui green ho tenuto un gran ritmo. Raggiungere il traguardo dei 73 titoli è stato grandioso, ma sento ancora di avere tanti anni buoni davanti. Sono rimasto soprattutto soddisfatto per il tocco di palla e questo mi rende estremamente fiducioso per il prossimo U.S. Open”. La vittoria gli ha fruttato 1.116.000 dollari su un montepremi di 6,2 milioni di dollari, il settimo posto nell’odine di merito e, soprattutto, il quarto nel world ranking.  I risultati

 

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