Mario Camicia ci ha lasciati

  27 dicembre 2011 News
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​Mario Camicia ci ha lasciati. Personaggio notissimo nel mondo del golf nazionale e internazionale, giornalista e commentatore televisivo, è deceduto in seguito a un arresto respiratorio nella clinica Zucchi, a Carate Brianza, dove era ricoverato. Aveva subito un intervento alla fine del mese di agosto e poco dopo era entrato in coma dal quale purtroppo non è più uscito. “Mario Camicia – ha detto Franco Chimenti, presidente della Federazione Italiana Golf – era la “voce” del golf italiano. I suoi articoli sui giornali e le sue telecronache su SKY hanno dato un contributo determinante alla conoscenza e alla diffusione del nostro sport, al di là della cerchia dei giocatori e dei praticanti. Con lui il golf perde un grande sostenitore e tutti noi perdiamo un grande amico, compagno di tante avventure in Italia e all’estero. Il ricordo della sua contagiosa passione continuerà a essere sempre uno stimolo a crescere e a migliorare ulteriormente. Per me, personalmente, questo rappresenta un dolore incontenibile”. Camicia, con le sue telecronache dei grandi eventi mondiali, aveva portato il golf nelle case con la TV in chiaro dei canali Mediaset a partire dal 1981, con cadenze regolari, cosa che non era mai accaduta prima. Successivamente era passato alle TV satellitari, prima a Telepiù e poi a SKY dove era attualmente. Per anni è stato nel Comitato Organizzatore dell’Open d’Italia per poi divenire direttore del torneo e coordinatore fino al 1992. E’ stato, insieme a Franco Bevione, indimenticabile campione, e all’editore Piero Pucci, il fondatore di Golf Italiano, rivista che lasciò negli anni ’80. E’ stato direttore responsabile de “Il Grande Golf”, quindi direttore responsabile e poi editoriale, ruolo che ricopriva ancora, di “Golf & Turismo”. Ha collaborato con i quotidiani “La Gazzetta dello Sport” e “Il Giornale” ed è stato consulente della rivista Golf Style edita da “Il Giornale” stesso. Era nato a Milano il 3i luglio del 1941. Lascia la moglie Silvia e i figli Francesca di 23 anni e Michele di 16 anni.  

RICORDANO COSI’ MARIO CAMICIA:

 

ANDREA MONTI, direttore La Gazzetta dello Sport:

  “Con Mario Camicia se ne va il giornalista che ha trasformato il golf in un’affascinante avventura sportiva per tanti lettori e telespettatori, non solo gli appassionati ma soprattutto coloro che ne ignoravano la bellezza. La sua arguzia e la sua competenza hanno accompagnato prima la scoperta poi l’approfondimento del golf da parte de La Gazzetta dello Sport fino ai tempi più recenti. A me mancherà l’uomo dall’estro elegante e contagioso, l’amico sui campi e fuori. Buon golf, Mario: sono sicuro che alla club house dei Campi Elisi già risuona la tua allegria”.    

ALESSANDRO VOCALELLI, Direttore Corriere dello Sport:

  “La scomparsa di Mario Camicia è un lutto gravissimo che ci priva di una figura che ha fatto la storia del golf italiano. Grazie ai suoi racconti sempre arguti e divertenti, tante persone hanno scoperto il golf e se ne sono appassionate. La sua straordinaria competenza e la sua coinvolgente simpatia lo hanno reso un punto di riferimento per tutto il movimento golfistico italiano. La sua interpretazione della cronaca sportiva rimane un esempio inconfondibile e inimitabile”.  

VITTORIO OREGGIA, vice direttore Tuttosport:

  “Da qualche mese i commenti di Mario Camicia non caratterizzavano più le dirette dei tornei dell’European Tour, eppure la speranza che un giorno, accendendo la tv, si potessero sentire di nuovo la sua voce, le sue considerazioni “leggere”, le sue simpatiche imprecazioni quando la pallina sbordava, credo abbia accompagnato qualsiasi persona appassionata o non appassionata di ferri e di green. Camicia non era solo un’istituzione giornalistica: per anni, infatti, ha rappresentato lo spot più efficace e convincente per uno sport considerato di nicchia. Una gara di golf può diventare la cosa più noiosa o più coinvolgente del mondo, dipende da come la si racconta e da come la si fa vivere a chi sta dall’altra parte del video. Ecco, Camicia non era mai banale nemmeno sulle cose banali, sapeva andare oltre ciò che presentava il video con il sostegno di una competenza fuori dall’ordinario. Dire che mancherà sarebbe banale. E proprio perché non lo era, forse basta un ciao dagli «amici golfisti e non golfisti».  

SILVIO GRAPPASONNI, professionista di golf e commentatore SKY TV:

  “Mario era per me più di un amico e un collega, era quasi uno zio. Ci conoscevamo da oltre quarant’anni e ho sempre visto in lui un punto di riferimento, sia nella mia carriera di giocatore, quando rappresentava il Comitato Organizzatore dell’Open d’Italia, sia nel mio percorso giornalistico. Scompare una grande voce, capace di inventare una nuovo modo di conduzione di una cronaca televisiva. Nel 2004 abbiamo iniziato insieme l’avventura a Sky e ogni torneo da commentare diventava un momento di grande piacere e divertimento da condividere con lui. Mario lascia un vuoto incolmabile nel giornalismo italiano e la sua figura resterà sempre insostituibile”.

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