La World Cup agli Stati Uniti, l’Italia 17ª

  27 novembre 2011 News
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Gli Stati Uniti di Matt Kuchar (nella foto) e Gary Woodland hanno vinto con 264 colpi (64 70 63 67), 24 sopra par, la 56ª edizione dell’Omega Mission Hills World Cup of Golf che si è disputata sul percorso del Mission Hills Resort (par 72), ad Hainan Island in Cina.

 

L’Italia dei fratelli Francesco ed Edoardo Molinari, che difendeva il titolo, si è classificata al 17° posto con 274 colpi (67 69 64 74, -14) dopo il giro finale con formula foursome condotto in 74 (+2). Hanno occupato la seconda posizione con 266 (-22) l’Inghilterra (Ian Poulter/Justin Rose) e la Germania (Martin Kaymer/Alex Cejka) e hanno chiuso in quarta con 267 (-21) l’Australia (Richard Green/Brendan Jones),l’Olanda (Joost Luiten/Robert-Jan Derksen, la Scozia (Stephen Gallacher/Martin Laird) e l’Irlanda del Nord (Graeme McDowell/Rory McIlroy), che ha ceduto clamorosamente dopo essere partita al comando nel turno conclusivo con due colpi di vantaggio su americani, sudafricani e tedeschi. Altalenanti e al di sotto delle aspettative la Spagna (Miguel Angel Jimenez/Alvaro Quiros), nona con 269 (-19), e il Sudafrica (Charl Schwartzel/Louis Oosthuizen), franato dal secondo al 12° posto (271, -17) per un 74. In bassa classifica le altre due compagini, che oltre all’Italia, schieravano una coppia composta da fratelli: il Portogallo (Ricardo e Hugo Santos), 20° con 276 (-12), e la Colombia (Camilo e Manuel Villegas), 23ª con 278 (-10). Gli Stati Uniti, che non vincevano dal 2000 (Tiger Woods/David Duval), hanno conquistato il titolo per la 24ª volta. Non erano mancate alla vigilia critiche per la scelta di inviare il 33enne Kuchar (nessun successo in stagione, ma tre in carriera e la leadership nell’ordine di merito 2010) e il 27enne Woodland (prima vittoria quest’anno nel tour), perché si diceva che gli americani avrebbero potuto formarne almeno una decina di coppie più forti, ma i due si sono trovati a loro agio su un percorso abbastanza simile a quelli in cui sono abituati a giocare. Nei primi due turni sono stati al quarto posto, cercando di perdere meno terreno possibile, poi hanno posto la loro candidatura al titolo nel terzo con un 63 (-9) e nel quarto hanno subito imposto un’andatura veloce con quattro birdie nelle prime sette buche. Dopo l’unico bogey alla 11 Kuchar e Woodland hanno ripreso il ritmo con due birdie e nel finale si sono limitati a controllare gli avversari, peraltro autoeliminatisi con i loro errori, avendo però ben presente che per vincere dovevano battere il “meno 22” fissato dagli inglesi Poulter e Rose, arrivati in club house con molto anticipo e con un gran 63 (-9 con un eagle, otto birdie e un bogey), miglior score di giornata che li ha proiettati dal grigiore del 15° posto al secondo. Mentre Woodland ripeteva “E’ stato fantastico vincere per gli Stati Uniti”, Kuchar a caldo ha spiegato: “Abbiamo avuto un buon affiatamento in una formula difficile come la foursome. La chiave della nostra vittoria è nelle buche 12 e 13 dove potevamo rischiare di lasciare qualche altro colpo, dopo il bogey alla 11, e invece sono arrivati due birdie”. Ha provato la Germania a recuperare in extremis, ma nel momento in cui serviva un deciso attacco Kaymer e Cejka hanno peccato di imprecisione e sono stati costretti a pensare alla seconda piazza più che alla prima. Non ci si attendeva, invece, il cedimento dell’Irlanda del Nord, che era la grande favorita della vigilia e che voleva assolutamente prendersi la rivincita dopo aver lasciato per un colpo il titolo ai Molinari nel 2009. Un bogey in partenza ha annunciato la giornata storta di McIlroy e di McDowell, che poi hanno proseguito con qualche errore di misura nel gioco lungo e alcuni putt di troppo sui green per un 72 (par) con il quale non sono riusciti neanche a confermare la seconda posizione di due anni prima. Note di merito per l’Olanda, che con un giro un po’ pazzo (otto birdie e quattro bogey per il 68, -4), un paio di approcci imbucati e sicuramente un buon gioco, ha chiuso al quarto posto insieme all’Australia, protagonista delle prime due frazioni, in cui è stata al vertice, e alla Scozia, penalizzata dall’andatura lenta nel terzo giro. L’Italia, dopo una partenza in salita con il 19° posto, ha effettuato una buona rimonta e nel terzo turno si è posta in condizioni di puntare almeno al podio, essendo in settima posizione e a cinque colpi dalla vetta. Nel foursome, però, che doveva essere il punto di forza dei fratelli Molinari, le cose si sono messe subito di traverso con un bogey alla prima buca, dove gli azzurri avevano trovato sempre il birdie. Hanno immediatamente reagito con un birdie, ma un doppio bogey alla 8 ha tolto ogni chances di alta classifica. Nel rientro c’è stata una nuova reazione con due birdie, però vanificati da altrettanti bogey nell’ultima parte del tracciato per il 74. Ai vincitori sono andati 2.400.000 dollari su un montepremi di 7.500.000 dollari. ​

 

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