Solheim Cup: in Scozia il Team Europe in cerca di rivincita

Pettersen Suzann 1
  11 Settembre 2019 In primo piano
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Nella 16ª edizione della sfida contro la compagine USA, vincitrice degli ultimi due confronti

Team Europe e Team USA saranno di fronte sul percorso del Centenary Course di Gleneagles, in Scozia, per la 16ª edizione della Solheim Cup (13-15 settembre), praticamente la sfida al femminile della Ryder Cup. La compagine continentale, affidata alla scozzese Catriona Matthew, ha sete di rivincita dopo le due sconfitte consecutive subite (14,5-13,5 in Germania nel 2015 e 16,5-11,5 nello Iowa nel 2017). Potrà approfittare del vantaggio del fattore campo e di avere il pubblico di casa amico, che ha il suo peso in questi confronti dove a volte l’etichetta tipica del golf non viene proprio seguita alla lettera con un tifo di stampo calcistico, ma avrà dalla sua probabilmente anche un elemento tecnico.

Il Team USA, diretto da Juli Inkster, prima proette alla guida per tre volte della formazione a stelle e strisce, ha avuto una vigilia un po’ inquieta per la defezione di Stacy Lewis, a cui la capitana aveva affidato una wild card per avere una giocatrice in più d’esperienza, insieme all’altra wild card Morgan Pressel, in una squadra che presentava ben cinque debuttanti. Ora sono diventate sei, perché la sostituita Ally McDonald, la prima delle non qualificate di diritto nell’apposita classifica, è anche lei alla prima apparizione. Effettivamente, in un evento in cui è importante fare gruppo e in cui conta anche il pregresso, sei proette al primo impatto con la Solheim Cup, e non tutte di prima fascia nel contesto del circuito americano, sembrano francamente troppe, anche se in tali eventi le previsioni della vigilia sono sempre molto aleatorie.

Questa la squadra a stelle e strisce: Lexi Thompson (3 presenze), Danielle Kang (1), Lizette Salas (3), Jessica Korda (1), Angel Yin (1), Morgan Pressel (5) e le sei debuttanti Nelly Korda, sorella di Jessica, Megan Khang, Marina Alex, Brittany Altromare, Annie Park e Ally McDonald.

Sicuramente più esperienza in casa continentale. Le classifiche hanno espresso una sola neofita, l’olandese Anne Van Dam, mentre ne ha chiamate due Catriona Matthew, con altrettante wild card, la francese Celine Boutier e l’inglese Bronte Law, mentre le altre due le ha affidate a una veterana di lungo corso nella sfida, la 38enne svedese Suzann Pettersen (8 presenze), e a Jodi Ewart Shadoff (2), inglese peraltro affidabile e con carriera sul LPGA Tour. A completare la squadra le spagnole Carlota Ciganda (3) e Azahara Muñoz (3), le svedesi Caroline Hedwall (3) e Anna Nordqvist (5), la tedesca Caroline Masson (3) e le inglesi Georgia Hall (1) e Charley Hull (3).

Il torneo si dipana in tre giornate con formula match play. Nelle prime due si disputeranno quattro incontri con formula foursome e quattro con formula fourball e nella terza dodici singoli. Sarà assegnato un punto per la vittoria e mezzo a testa per il pareggio. In palio 28 punti. In caso di parità il trofeo rimarrà alla compagine statunitense quale detentrice.  Il bilancio dopo 15 edizioni della Solheim Cup è di dieci successi USA contro cinque per la selezione del vecchio continente. (Nella foto: Suzann Pettersen)

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