Open Championship: domina Shane Lowry, gran finale di F. Molinari (11°)

Lowry Shane
  21 Luglio 2019 In primo piano
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L’azzurro ha rimontato dal 54° all’11° posto con un 66 (-5) score più basso di giornata.

Secondo Tommy Fleetwood, terzo Tony Finau e quarti Brooks Koepka e Lee Westwood

 

L’irlandese Shane Lowry ha dominato nel 148° Open Championship, quarto e ultimo major stagionale, imponendosi con 269 (67 67 63 72, -15) colpi sul tracciato del Royal Portrush GC (par 71) nella città da cui il circolo prende nome nell’Irlanda del Nord. Ha lasciato la sua impronta sul torneo, anche se non è riuscito a difendere il titolo, Francesco Molinari (281 – 74 69 72 66, -3), autore da grande campione qual è di una straordinaria rimonta che l’ha portato dal 54° all’undicesimo posto grazie a un 66 (-5) miglior score di giornata. Al 72° con 293 (72 71 75 75, +9) Nino Bertasio.

Shane Lowry, 32enne di Mullingar, ha firmato il primo major, portando a cinque i suoi titoli che comprendono anche un WGC (Bridgestone Invitational, 2015), innanzi tutto per i suoi grandi meriti espressi soprattutto con il 63 (-8) del terzo turno, che gli ha dato vantaggi pesanti sugli avversari, i quali poi nel quarto gli hanno dato una discreta mano. Ha provato a tenergli testa e a insidiarlo Tommy Fleetwood, secondo con 275 (-9), che inizialmente lo ha avvicinato, ma nei momenti topici non ha saputo approfittare delle difficoltà accusate dal leader, specie quando il maltempo e il vento hanno imperversato.

A dare poi tranquillità sin dall’inizio a Lowry ci hanno pensato gli altri candidati al titolo a cominciare da Brooks Koepka, leader mondiale e forse il più temuto, che si è chiamato subito fuori con quattro bogey di fila (poi quarto con 278, -6), e da Rickie Fowler partito con un doppio bogey, che poi tra alti e bassi è terminato sesto con 279 (-5). Incredibile la parabola discendente di JB Holmes, da terzo a 67° con 290 (+6), dopo un devastante 87 (+16). E’ risalito Tony Finau, terzo con 277 (-7), e ha condotto comunque una bella gara Lee Westwood, quarto con Koepka, anche se forse a 46 anni ha perso l’ultima occasione per inserire nel suo ricco palmarés almeno un major.

Ha fatto una bella figura lo scozzese Robert MacInthyre, nel gruppo di Fowler alla pari con Tyrrell Hatton e con Danny Willett, e si è piazzato decimo Patrick Reed con 280 (-4), sempre più altalenante. Molinari è stato affiancato da Justin Thomas, Alex Noren e da Jon Rahm e si sono confusi nell’anonimato del 20° posto  con 283 (-1) Jordan Spieth. Henrik Stenson e Justin Rose, franato con un 79 (+8).

Sciatto il finale di Dustin Johnson, numero due mondiale, 51° con 287 (+3), e di Sergio Garcia, 67° con Holmes. Hanno fatto di peggio Tiger Woods, Rory McIlroy, Phil Mickelson, Jason Day e Bryson DeChambeau usciti al taglio dopo 36 buche.

Ha detto il vincitore – A Shane Lowry, che ha concluso la sua corsa vincente con un 72 (+1, quattro birdie, cinque bogey), è andata la mitica Claret Jug, il trofeo che spetta al vincitore, e un assegno di 1.935.000 dollari su un montepremi di 10.750.000 dollari. “Amo questo luogo e questo percorso – ha detto – e vincere l’Open Championship qui è stato veramente straordinario. Ho tante persone da ringraziare a iniziare dal mio caddy, dai miei genitori e da mia moglie Wendy, che mi sostengono continuamente e questa Claret Jug è anche per loro. E infine sono stato aiutato da un pubblico veramente meraviglioso”

Le dichiarazioni di Molinari – Grande giro di Francesco Molinari che ha realizzato il 66 con due birdie alle buche 2 e 7, un eagle alla 12 e un altro birdie alla 17. Subito dal 54° al 27° posto, poi la lunga attesa in club house scalando posizioni fino a fermarsi all’undicesima e con la certezza di essere tornato da settimo al sesto posto nel world ranking.

“Oggi ho cambiato mentalità – ha spiegato l’azzurro – ricorrendo a cuore e orgoglio. E ora debbo fare in modo che questo accada sempre e non solo quando mi trovo con le spalle al muro. Mi auguro che tale reazione mi dia inerzia positiva per le prossime gare. Sono stato a riposo per tre settimane, poiché mi erano necessarie per ricaricare le batterie e peraltro la preparazione al torneo è andata nel modo giusto, ma evidentemente non ho gestito al meglio le mie attese. È una parte importante mancata nella mia prestazione. Indubbiamente l’esito del Masters è stato un colpo duro, ma ora debbo mettere passione e grinta ogni giorno negli eventi futuri”.

Nino Bertasio, dopo due buoni primi giri, ha rallentato con due 75 (+4), chiudendo il secondo con un birdie e cinque bogey. Era al suo primo major e aver superato il taglio ed essere giunto fino in fondo è già un grosso merito. E’ uscito al taglio Andrea Pavan, 127° con 149 (73 76, +7), che era al secondo torneo del Grande Slam.

(Nella foto: Shane Lowry e Tommy Fleetwood)

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