74° Open d’Italia: le interviste del quarto giro

nino-bertasio
  15 ottobre 2017 In primo piano
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TYRRELL HUTTON

Quarto giro: 65 (-6) colpi. Totale: 263 (69 64 65 65, -21)

“E’ una sensazione incredibile vincere per due volte consecutive. Arrivando da dietro, circostanze diverse potevano influire sul mio risultato. Non ero sicuro di quale score avrei dovuto realizzare, ma sapevo di aver bisogno di parecchi birdie. Sono stato fortunato a imbucare molti putt entrati praticamente da bordo buca. E mi ha dato grande soddisfazione il putt alla buca 18 con cui ho vinto”.

Poi un pensiero alla Ryder Cup 2022 a Roma: “Abbiamo ricevuto un grande supporto in questi giorni dal pubblico italiano, che ci ha sostenuti e applauditi, e sono sicuro che lo farà in misura maggiore in quella occasione da cui il golf italiano trarrà grande beneficio”.

 

FRANCESCO MOLINARI

Quarto giro: 69 (-2) colpi. Totale: 267 (64 68 66 69, -17)

– Sei soddisfatto di quello che hai fatto?

“E’ difficile essere soddisfatti al 100%  però ho fatto quello che ho potuto. Il mio gioco non è stato sufficientemente buono per darmi una chance concreta e credo che ciò sia imputabile soprattutto alle energie nervose. Non sono ancora una volta partito bene, è svanita un po’ di adrenalina ed è stato difficile ritrovare il ritmo. Però è stato bello finire con due birdie davanti a tanto pubblico”

– Troppa attesa nei tuoi confronti?

“Non penso, ho accusato la falsa partenza e speravo in una svolta tra le buche 6 e la 9 per risollevare il morale. E’ stata una settimana lunga, ma positiva anche se non è andata come speravo. Rimango però orgoglioso del mio Open. nonostante non abbia espresso il mio miglior golf”. Ho fatto passi avanti nel gioco corto e sotto l’aspetto mentale. L’anno scorso ero partito bene e mi aveva agevolato dal punto di vista nervosoe. Da un lato dico che il 21 sotto il par del vincitore era alla mia portata, ma è altrettanto vero che ci sono arrivato vicino senza esprimermi al meglio”

– Come ti spieghi il tee shot alla buca 4?

“E’ stato un brutto colpo, non ho centrato il canale in mezzo alle piante. Nonostante l’errore ho avuto buone chances di salvare il che avrebbe potuto dare una svolta al mio giro. Alla buca 5 ho tirato un grande putt che è uscito di pochissimo e alla 6 un flyer dal rough mi ha impedito di mettere la palla più vicino alla bandiera. Per vincere serve anche un pizzico di fortuna al momento giusto”

NINO BERTASIO

Quarto giro: 64 (-7) colpi. Totale: 268 (68 67 69 64, -16)

– Un grande Open d’Italia, un giro straordinario e la ‘carta’ salvata per il prossimo European Tour. Quale la cosa più importante?

“Tutte e tre insieme. Una è la conseguenza dell’altra. Oggi dovevo partire forte ed è quello che ho fatto, poi l’eagle alla buca 14 è stato un grosso aiuto, perché in quel momento potevo solo perdere colpi e quindi c’era una certa tensione. Infatti le ultime buche non sono state facili e il bogey alla 17 lo dimostra. Il target a inizio giornata era di arrivare a meno 15, sono sceso a meno 16 e quindi non mi lamento certo per quel bogey. E’ stata una bella prestazione, ho fatto tutto quello che dovevo. Comunque ora so che l’anno prossimo sarò nuovamente sull’European Tour e sarà veramente speciale ripetere un Open così in Italia”.

– Tanto pubblico per te…

“Ho giocato gli ultimi due giri con Jon Rahm, un grandissimo giocatore, e moltissimi spettatori al seguito che mi incoraggiavano: le due cose hanno aggiunto pressione in più. Però ho appreso tanto da questa situazione e sono molto felice”.

– Un giocatore come Rahm ha effettivamente qualche cosa di diverso?

“Jon ha un eccellente sistema di gioco, veramente a 360 gradi. Su questo campo, magari, non ha potuto dimostrarlo a pieno perché è stretto e vanno adottate varie strategie, invece in Francia, ad esempio, con un percorso diverso, si è vista tutta la sua classe, la sua potenza, insomma tutto il buono che sa offrire”.

– Oggi hai concluso il 31° torneo stagionale, nessuno è arrivato a tanto…

“L’anno prossimo sicuramente giocherò di meno, mi preparerò di più, arriverò più fresco a certi appuntamenti e non avrò più dubbi sull’attrezzatura. A inizio stagione non è stato facile il cambiamento, ma adesso sono contento di quello che ho in sacca e fiducioso. Non vedo l’ora di finire la settimana prossima, riposarmi e iniziare la preparazione per il 2018”.

– Ora puoi anche pensare al tuo matrimonio.

“Sicuro, spero di sposarmi a maggio”. (Nella foto di Scaccini: Nino Bertasio)

 

ENRICO DI NITTO

Quarto giro: 55 (-5) colpi. Totale: 276 (69 69 72 66, -8)

“E’ stata una esperienza davvero bellissima, ho sfruttato bene l’invito che ho ricevuto. Ieri ho segnato un bogey in chiusura ed ero un po’ triste, però quando ho saputo che avrei disputato il quarto giro insieme a Lee Westwood sono stato felice per l’errore. E’ un campione, ha tanta esperienza e un gran gioco da tee a green.

Essere in campo con lui è stato davvero molto stimolante e ne è nato un giro molto solido. Sono davvero soddisfatto”.

– Il risultato appena realizzato non era fattibile fin dal primo turno?

“Avere Westwood affianco questa mattina è stato sicuramente uno stimolo e mi ha fatto cambiare passo. Il putter poteva funzionare meglio nei giorni scorsi così come è accaduto oggi, ma non mi lamento”.

– Cambia qualcosa quest’Open d’Italia per la tua stagione?

“Il risultato mi ha cambiato il morale, perché ho terminato molto bene un’annata piuttosto brutta. Il 31 ottobre poi parto per loStage 2 della Qualifying School e spero di poterlo superare”.

 

ANDREA PAVAN

Quarto giro: 70 (-1) colpi. Totale: 277 (66 71 70 70, -7)

“Il giro finale è stato piuttosto deludente per come ho giocato soprattutto nelle seconde nove. Ho effettuato numerosi putt di buona fattura che non sono finiti in buca. Troppe occasioni mancate e troppi regali sul green vanificano il buon gioco lungo. Potevo segnare almeno  tre o quattro colpi in meno”.

– Nell’arco di tutto il torneo che cosa non ha funzionato?

“Senza dubbio il putting. Ho puttato benino da vicino a parte qualche brutto colpo all’inizio. Tutto sommato son abbastanza contento, però dopo il buon primo giro mi aspettavo qualcosa di più”.

– Ora il Challenge Tour

“Sì. Mancano ancora due gare, non sono lontano dai primi 45, ma per arrivare al Grand Final dovrà terminarle entrambe in alta classifica”.

 

 

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