74° Open d’Italia: le interviste del secondo giro

nino-bertasio
  13 ottobre 2017 In primo piano
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FRANCESCO MOLINARI

Secondo giro: 68 (-3) colpi. Totale: 132 (-10)

 

– Finisce il secondo giorno dell’Open d’Italia, dieci sotto il par, c’è il sole e tutti ti vogliono bene: quindi è tutto perfetto?

“Un’altra giornata stupenda per quanto riguarda la cornice di pubblico. E’ bello vedere come l’atmosfera sia ancora migliore degli scorsi anni con tanti bambini e famiglie. E’ un segnale molto positivo. Sotto l’aspetto del giro è stato un turno diverso da quella di ieri, più difficile. Sono partito giocando bene ma senza scendere sotto il par e questo mi ha complicato le cose. Soprattutto di fronte a tutte queste persone che spingono e vogliono che faccia bene. Sono stato bravo a rimanere calmo e a trovare due birdie alle buche 8 e 9. Sicuramente il putter non ha funzionato come ieri ma ci sta, mantenere quei livelli avrebbe significato scendere trenta sotto il par e ci sarà pure un motivo se nessuno ci riesce”

– I campioni non si accontentano mai, ma un dieci sotto il par al venerdì va più che bene?

“Siamo solo a metà strada e la posizione in cui mi trovo è buona. Avrei firmato prima dell’inizio del torneo per ritrovarmi così. Mi sto esprimendo bene e spero di togliere quelle imperfezioni per migliorare ancora. Non era facile replicare il giro di ieri anche se in certi momenti ho giocato anche meglio per cui non devo farmi condizionare troppo dallo score e continuare a fare le cose che sto facendo. Mi devo concentrare su questo. Speriamo domani in un inizio diverso, basta un pizzico di fortuna alle prime buche e tutto diventa un po’ più semplice”

– Quali sono le buche più difficile e quelle più abbordabili?

“I par 3 sono tra le buche più complicate, le altre dipendono tanto dal tee shot. Se cominci bene mantenendo il fairway puoi essere aggressivo su quasi tutte le buche. Se invece vai in rough tra le piante il cammino è arduo. Sicuramente posso tirare meglio il drive. Alle buche 16, 17 e 18 ho giocato tre volte dal rough e quindi ci sono aspetti che posso migliorare”.

Ti riservi di fare meglio nei prossimi giri?

“Speriamo che domani inizio in maniera diversa, basta un pizzico di fortuna alle prime buche e tutto diventa un po’ più semplice”

– Da interista qui hai una grande responsabilità essendoci il triplete di mezzo?

“L’Inter il triplete lo ha già fatto. Io sono felice di essere qui da difensore del titolo e ovviamente ce la metterò tutta per cercare di ripetermi, anche se bisogna essere realisti. Ho vinto solo quattro tornei su centinaia disputati sul terreno europeo e quindi non bisogna montarsi la testa”

– Il tuo gioco nell’ultimo anno è più stabile?

“E’ uno punti in cui sono migliorato negli ultimi dodici mesi. E’ stato un processo lungo per arrivare a tale livello. Sono felice della costanza del mio gioco”.

 

NINO BERTASIO

Secondo giro: 67 (-4) colpi. Totale: 135 (-7)

 

– Un Open che sta andando in crescendo?

“Se parliamo del torneo direi di sì e lo si nota dal field, dal montepremi e dal pubblico presente.

Riferito a me, ho condotto due giri positivi. Ieri ho finito molto bene, oggi ho un filo di amaro di bocca per i bogey alle buche 5 e 6. Comunque sono assolutamente contento, se riesco a giocare così nel week end potrei anche entrare fra i primi dieci”

– Hai giocato più di tutti gli altri giocatori nel Tour. Sei al 31° torneo stagionale: una tattica per prendere la carta?

“Non, non è una tattica. L’anno scorso non sono riuscito a giocare tutte le gare, quindi desideravo conoscere un po’ tutti i campi, però, avendo faticato all’inizio a causa di alcuni cambiamenti nel gioco, sono stato costretto a incrementare le presenze in campo per riavere la ‘carta’ nel 2018”.

– La stagione è stata altalenante. In più di una circostanza sei stato sul punto di conseguire un risultato importante ma non è arrivato: che cosa è successo in quei momenti?

“Questa stagione mi ha dato poco rispetto alla qualità che ho espresso. Sono arrivato quarantesimo quando magari meritavo di rientrare fra i primi venti e quindi, a volte, non ho avuto quella serenità che sarebbe stata necessaria. E’ solo il mio secondo anno sul tour e ho ancora tanto da imparare. Sento, però, di essere cresciuto e spero di trovare presto i quattro giri giusti”

 

ANDREA PAVAN

Secondo giro: 71 (par). Totale: 137 (-5)

 

– Uno score più alto di ieri, come giudichi la tua prestazione?

“Prestazione un po’ deludente nelle prime buche, dopo ho giocato un ottimo golf. In qualche circostanza non ho avuto tanta fortuna come, ad esempio alla buca 14: ho tirato un bel drive con la palla che poteva arrivare in green e invece è finita in un bunker. L’uscita era facile, ma ho trovato tanta sabbia e non ho nemmeno preso il green. poi ho sbagliato l’approccio. In generale non è comunque andata benissimo sui green. Comunque, a parte qualche disavventura, stavo mantenendo un atteggiamento positivo contento di come stavano andando le cose. Poi si è ingranata questa sensazione negativa sui green e mi sono portato dietro dei putt che non entravano. Alla fine ho fatto fatica a mettere la pallina in buca”.

– Ti stai riprendendo bene da un inizio di stagione difficile

“Sto giocando meglio, ma non ancora come vorrei. Questo è un campo in cui dal tee devi rimanere in posizione e oggi sono riuscito a farlo. Sono contento di aver passato il taglio e spero di ritrovare il ritmo che ieri ho avuto soprattutto nelle prime buche”.

 

 

 

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