La Ryder Cup tra ambiente e salute

Tutti i progetti di eco-sostenibilità, già avviati dalla Federazione Italiana Golf, avranno un ulteriore sviluppo, anche attraverso campagne di sensibilizzazione verso i circoli e i golfisti.

PROGETTO BIOGOLF
La Federazione Italiana Golf, già impegnata nella difesa dell’ambiente e dell’eco-sostenibilità attraverso il progetto “Impegnati nel Verde” (riconoscimento ambientale della Federazione Italiana Golf per promuovere lo sviluppo eco-sostenibile del golf, sensibilizzando circoli e giocatori sulle tematiche ambientali), svilupperà il progetto “50 Ryder Compact BioGolf”, che vede impegnati in un unico tavolo di lavoro la FIG, l’Istituto per il Credito Sportivo, Legambiente, FederParchi, Fondazione Univerde e Golf Environment Organization.
Il Progetto “BioGolf” prevede la realizzazione di almeno 50 strutture golfistiche a basso o nullo impatto ambientale (migliorativo nel caso di aree fortemente degradate) nell’arco di tempo che va dal 2017 al 2022. Attraverso questo progetto le aspettative di un “nuovo” utente dei campi da golf (impianti a basso costo di accesso, ma comunque confortevoli, aperti a tutti e facilmente raggiungibili) si coniugheranno con la tradizionale cura degli aspetti ambientali dei quali la FIG da molti anni si è fatta portavoce. Inoltre, alla luce della collaborazione tra Golf Environment Organization (GEO) e il Comitato Ryder Cup Europe, la FIG si impegna a dare attuazione al protocollo “Green Drive”, al fine di ridurre l’impatto ambientale della Ryder Cup, massimizzando i benefici in termini di ricadute sul territorio e sulle comunità locali. In quest’ottica, il circolo che ospiterà la Ryder Cup e i circoli dove verranno disputati i futuri eventi professionistici saranno in possesso della certificazione “GEO” (bilancio ambientale per il golf riconosciuto dal CIO e dalle maggiori associazioni che operano nel golf), propedeutica per la certificazione “Green Drive”.

GOLF E SALUTE
Oltre a essere una “palestra di vita” con il rispetto delle regole, del campo e dell’ambiente, il golf è anche la miglior “palestra all’aria aperta”. Una recente ricerca del Physical Activity for Health Research Centre dell’Università di Edimburgo ha dimostrato che giocare a golf fa vivere di più, aiuta a prevenire e curare molte malattie croniche, dal diabete al cancro, e migliora la salute mentale. Stare sul green, inoltre, fa bruciare calorie (in media 500 per 18 buche), aiutando a prevenire demenza, depressione e ansia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha spesso sottolineato che circa l’80% delle patologie cardiovascolari e del diabete, e almeno il 40% dei tumori, possono essere prevenuti semplicemente cambiando gli stili di vita (Fontana e Klein (2007), Fontana (2009) e WHO (2005).
Secondo il Ministero della salute è imperativo invertire la rotta e promuovere politiche incisive di prevenzione e promozione alla salute. In questa ottica si inserisce anche lo sport come il golf che è ormai riconosciuto a livello globale come una disciplina che fa bene al corpo e alla mente.